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CINQUANT' ANNI FA

Stampato da: Cinquino.net
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Stampato il: 02 August 2014

Discussione:


Autore della discussione: macovince
Soggetto: CINQUANT' ANNI FA
Inserito il: 22 August 2007 00:18:35
Messaggio:

E' iniziata così la mia avventura in kart, prima gara prima vittoria...

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avevo 18 anni, per correre allora si doveva essere in possesso della patente di guida e dell'autorizzazione dei genitori in quanto minorenni.
Gli amici di oggi, allora avevano 5-10 anni più di me, ma i festeggiamenti furono calorosi

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Seconda gara, seconda (100cc) e terza vittoria (200cc)...

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ma...non sempre si può arrivare primi e lo si vede dalla faccia...

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ma la grinta non si compra al supermercato...

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fra alti e passi l'avventura continua ma mia moglie c'era già e una gran bella compagnia di amici...

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gli amici si divertono...

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e se le cose non sempre vanno bene c'è sempre il buontempone che sbandiera il premio delle 10.000 lire manifesto...ma lei c'è sempre...

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i consigli degli amici prima della partenza che io mai ascolterò...

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anche quando la "Campagnoli" vincitrice di un nuovo gioco televisivo (Lascia e raddoppia)mi vede a fianco del fresco campione mondiale Pernigotti...

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e dopo tre anni di avventure arriva il momento della rinuncia.
Ultima gara in Yugoslavia-Maribor con uscita di strada dopo essere rimasto senza freni e con i due motori bloccati al massimo, per fortuna che mi sono trascinato un paio di balle di paglia altrimenti povere gambe...degli spettatori...

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aaaa.....se potessi riavere i miei vent'anni !!!

Risposte:


Rispondi: fefede
Risposta del: 22 August 2007 09:07:02
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Bella roba, complimenti vivissimi !!!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 22 August 2007 09:11:30
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Bellissime foto. Quanto sono belli i carburatori con i tromboncini. Ancora foto del passato, mettine tante, ci fanno rivivere i tempi trascorsi.


Rispondi: Morga
Risposta del: 22 August 2007 09:54:36
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bello complimenti


Rispondi: Pier
Risposta del: 22 August 2007 10:02:23
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Complimentoni per le foto!Però che storia le ruote del tuo kart dell'epoca le montano oggi su certi passeggini "astronave"!!!Eh si....erano proprio altri tempi!


Rispondi: MoonChild
Risposta del: 22 August 2007 12:18:01
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Belle, bellissime e complimenti per la grinta!!
Quello sì era karting, fatto di passione e poco altro in più. Oggi purtroppo è tutto diverso, i kart sembrano delle formula 1, non scivolano più con tutta quella gomma a terra...
Io ho fatto un po' di karting negli anni '80 e non sai quanto mi sarebbe piaciuto correre con quei bellissimi trabicoli con cui correvi tu!!!


Rispondi: simo
Risposta del: 22 August 2007 20:06:21
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ancora complimentissimi per le foto e per le vittorie che hai conseguito
Anche se all'epoca (purtroppo) non c'ero, mi pare pero' che la Campagnoli fosse la valletta e non una concorrente di Lascia o raddoppia. confermi?


Rispondi: macovince
Risposta del: 22 August 2007 20:39:40
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Citazione:
Originariamente inviato da simo

... mi pare pero' che la Campagnoli fosse la valletta e non una concorrente di Lascia o raddoppia. confermi?



Hai perfettamente ragione, io per i nomi sono negato, ho dovuto ricorrere a mia moglie per una verifica sul nome che corrisponde (per caso) ed era la valletta mentre la vincitrice del gioco era la famosa Bolognani, mia corregionale, di Pordenone.
Si vede che son passati 50 anni...!!!


Rispondi: effe131
Risposta del: 22 August 2007 20:53:33
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complimenti per il tuo palmares sportivo


Rispondi: macovince
Risposta del: 22 August 2007 20:55:38
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A Pier e a Moonchild voglio ricordare: vero è che i primi anni si correva con gomme di sezione strettissima ma è altrettanto vero che le prime "slik", ossia senza battistrada, sono state usate nei kart, solo dopo sono entrate in uso comune anche nella F1.
Se notate bene, nelle foto si vede, si usava ricoprire vulcanizzandole le gomme precedentemente tasellate e usurate, con una fascia di gomma piena.
Venivano lasciate in magazzino a riposare per alcuni mesi altrimenti si usuravano con facilità e male.
Forse non avevamo ancora capito l'importanza delle mescole morbide.
Certo che vedendo i kart di oggi, la raffinatezza costruttiva, i freni, le gomme ma anche l'assetto che riescono a dare al telaio ottenendo una tenuta che rasenta la perfezione, verrebbe voglia di ricominciare.
Alcuni anni fa un ragazzo amico di famiglia mi ha fatto fare alcuni giri a Jesolo, sono rimasto stupito dalla tenuta, sono sceso con il fiatone ma ho anche grippato dopo 5 o 6 giri anche se lui stava facendo allenamento da parecchio, evidentemente sarà stata la carburazione magra ma anche il piede non era per niente "magro".


Rispondi: macovince
Risposta del: 22 August 2007 22:50:56
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Citazione:
Originariamente inviato da Natale

Ancora foto del passato, mettine tante, ci fanno rivivere i tempi trascorsi.

Natale sei andato a cercartela...per tua fortuna ne ho ancora poche, allora non pensavamo a portarci appresso le macchine fotografiche, avevamo ben altro a cui pensare, peccato !
Devo fare un omaggio ad un amico/rivale scomparso giovanissimo a metà anni 60, è stato trovato suicida, senza apparente motivo, dentro la sua Ferrari in una località isolata delle montagne friulane.
Carlo Codutti, ottimo pilota, esuberante, pieno di vita, benestante e donnaiolo era il portacolori della scuderia Friuli (Diavoli Neri) nostri naturali e acerrimi "nemici", non a caso ci chiamavamo "Diavoli Rossi".

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Nella foto siamo ai ferri corti nella finale di una gara (il n°4 è un doppiato)io ho il n°8 Carlo il n°34 (ha vinto lui).
Questo è l'articolo che parla della prova di campionato Italiano di Lignano dove partecipava Pernigotti con la squadra Italkart appena rientrata dalle isole Bahamas e dopo aver vinto il mondiale, inoltre, dietro, la squadra ufficiale Tecnokart che in futuro vince con Regazzoni il Campionato Europeo F3 e fece anche la F1, con meno successo.
Ci sono molti nomi che all'epoca andavano per la maggiore in kart e dopo in macchina: Cevenini, Pernigotti, Volta, Sala, Paderni, Codutti

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In questa che fu la mia migliore occasione, visto che partivo in prima fila a fianco di Pernigotti, ruppi il canotto dello sterzo che io avevo forato come la canna di una mitragliatrice per cercare l'alleggerimento massimo.
Altra occasione perduta a causa, non mia questa volta, ma delle sopravvenute difficoltà finanziarie della ditta costruttrice di telai

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per la verità quello che avevano dato a me faceva schifo...ma era gratis

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Alla "Fimas" produttrice dei motori "Saetta", quelli che assieme ai "Parilla" avevano annullato il predominio dei motori americani "Mc Culloch", invece bisognava pagarli...

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Ma il telaio che aveva dato una svolta ai kart fatti in casa fu il "Tecnokart" che quì vediamo con due Mc Culloch come i miei(15000 giri/min)

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Con una certa frequenza andavamo nella ex-Jugoslavia anche perchè ci permetteva di divertirci la sera precedente la gara e di andare al night a vedere gli spogliarelli che attiravano italiani dalle tre Venezie.

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E, per finire, perdonatemi, un omaggio a mio padre, felice come non mai

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Rispondi: Natale
Risposta del: 23 August 2007 07:30:31
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Caspiterina, ti sei dato da fare, complimenti. Quelli erano veri motori, sapevi dove mettere le mani, ma adesso?


Rispondi: Pistone
Risposta del: 23 August 2007 08:45:15
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Complimenti...!!!!!


Rispondi: Cristiano R
Risposta del: 23 August 2007 09:37:02
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Come si dice in gergo..... quando c'è il manico

Veramente complimenti.

Ma la storia dei 2 motori mi incuriosisce.... non poco ...

In pratica ad ogni ruota il suo motore, c'erano problemi per "accordarli" ?
Leggevo di 15.000 g/m... non pochi... in pratica urlavano !!!!
Monomarcia?
Ma i freni?




Rispondi: macovince
Risposta del: 23 August 2007 11:48:32
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Chiariamo subito che i kart con due motori per un totale di 200 cc. oggi non si usano più, allora era la massima formula, c'è da dire che la potenza dei motori non era, ovviamente, quella di oggi ma, comunque raggiungevano nelle massime evoluzione potenze intorno ai 15-16 Hp x 2 con un notevole peso sul retrotreno, in proporzione al resto. Erano quindi molto impegnativi, i telai erano ancora abbastanza semplici e in accelerazione tendevano a saltare sul retrotreno con una predisposizione congenita al testa coda.
Inizialmente, un esempio è quella foto in cui sono in forte sbandata con il n°34, si credeva di aver trovato la soluzione tagliando l'assale posteriore a metà e collegando ogni motore alla singola ruota o di DX o di Sx, fungeva, insomma, da differenziale, in curva un motore saliva di giri e l'altro, all'interno, calava.
Niente di più sbagliato perchè si perdeva il vantaggio che nelle auto di formula viene dato dal differenziale autobloccante, quindi si capì e si dovette ritornare all'assale rigido con tutti e due i motori collegati allo stesso.
Nella foto stavo facendo una gara di durata di 2 ore (novità per i tempi) assieme ad amico dovendo gareggiare in due.
L'amico era ed è tuttora un caro amico, appassionato ma lento come le lumache, al che come sono salito io, per l'effetto nefasto che ho descritto prima ero sempre con l'acceleratore a tavoletta e i due motori che giravano al massimo alternativamente, risultato ? Non ho finito la mia mezz'ora, mi sono fermato molto prima.
Dimenticavo, il problema dell'accordatura dei motori effettivamente esisteva proprio con l'assale rigido, bisognava fare in modo che fossero ambedue nello stesso punto della fase (anche di un dente di corona) per evitare strappi e dispersione di potenza.
Per quanto riguarda i motori, se non vi annoio e comunque per soddisfare la curiosità degli appassionati di meccanica e di storia dei motori ne parlerò in seguito.


Rispondi: Cristiano R
Risposta del: 23 August 2007 12:22:49
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Ci annoi..... MA CHE SCHERZI !!!!!
Ma neanche a pensarlo

Appassionati di meccanica e storia dei motori..... ECCOMI PRIMO !!!!!
Alla soglia del "Quarantino" sono più ingarellato di quando avevo 20 anni

Il discorso dell'accordatura mi è subito venuto in mente perchè tempo fa lessi degli articoli "d'epoca" su alcuni prototipi bi-motore agenti sulle singole ruote dello stesso asse.
Il problema maggiore era proprio sincronozzarli nell'erogazione della coppia e della potenza....
Oggi con l'elettronica sarebbe un giochetto, ma ai tempi era un bel problema.

Però non hai spiegato una cosa .... I freni !!!! Optionals


Rispondi: macovince
Risposta del: 23 August 2007 16:18:48
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I telai della classe 125 con cambio avevano dimensioni diverse dai 100 e 200 ed i freni erano già al tempo idraulici sulle 4 ruote.
Mentre i monomarcia 100cc e 200cc in particolare,pur essendo più potenti e veloci avevano un solo freno a disco sull'assale posteriore con comando meccanico.
Non a caso nella mia ultima gara ho detto che sono rimasto senza freni, ero partito già in condizioni precarie, mi sono accorto nel breve tragitto dai box alla linea di partenza che qualcosa era successo, forse un po' d'olio era finito nelle pastiglie, abbastanza piccole per altro, abbiamo registrato un po' il comando meccanico sul traguardo prima di partire, dopo alcuni giri, ero in testa, si è bloccato il comando dell'acceleratore, montavo due Saetta che al momento erano tra i più potenti sul mercato.
Uscivo da un periodo di frequenti guasti meccanici ed ero nauseato e stufo,non ci crederete ma ho venduto il kart così come stava, non sono mai andato a verificare qual'era il guasto.


Rispondi: Natale
Risposta del: 23 August 2007 20:15:34
Messaggio:

Per MACOVINCE, pensi di annoiarci??????? quoto quanto scritto da CRISTIANO, i tuoi racconti, i tuoi attestati, le tue foto, sono una delizia. Mi fai tornare indietro di 40 anni, tu con i kart, ed io incominciavo ad apprezzare il profumo della benzina, vicino ai motorini di allora, sempre a smontare, andare in rettifica, allargare le luci,cambiare la marmitta con una ad espansione, poi non ti dico i carburatori, gli spruzzi che cambiavamo, le prime corse sulla strada pubblica, le prime multe, le prime cadute, e per finire le prime sculacciate.


Rispondi: Alfatopo
Risposta del: 23 August 2007 20:55:38
Messaggio:

Belle foto e fantastiche emozioni!!!!


Rispondi: Alfatopo
Risposta del: 23 August 2007 20:56:35
Messaggio:

Dimenticavo.........Complimenti


Rispondi: fabiop
Risposta del: 27 August 2007 15:05:40
Messaggio:

anche io avevo un kart artigianale con le ruote di vespa e il motore della lambretta ed andavo a girare quì a Firenze in una pista adiacente all'aereoporto chiamata "Pista del Sole" c'erano già i Parilla 100cc, ma la cosa che più mi impressionò era il K250 praticamente dicevano un kart ma a me sembrava più una formula, era motorizzato con il motore Ducati 250cc MACOVINCE te lo ricordi?


Rispondi: cobrafiatabarth
Risposta del: 27 August 2007 15:16:38
Messaggio:

begli anni quelli
complimenti


Rispondi: macovince
Risposta del: 27 August 2007 23:28:36
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Alle origini dell'avventura kart
Una storia in stile romanzato ma assolutamente corrispondente alla realtà.
Fatti, ricordi, aneddoti e cronaca di una piccola parte della mia gioventù.


Ho iniziato a guidare su strade pubbliche a 9 anni, non ci crederete, ma erano tempi diversi da quelli odierni e i controlli stradali erano pressochè inesistenti.
Un giorno mio padre doveva andare a Udine per lavoro e mi dice: “vieni con me che t'insegno a guidare”, non sono serviti ulteriori inviti.
Avevamo una Lancia Ardea, prima di partire, seduti in macchina mi ha fatto vedere una busta da lettera, dal lato dove si vedono i lembi in croce e mi dice: “al centro, questa è la folle, per partire devi spingere la leva del cambio verso l'alto a sinistra, per inserire la seconda devi passare per il centro (folle) e abbassare la leva verso destra, per andare in terza devi sempre passare per il centro (folle) e spingere in alto a destra, per inserire la quarta devi scendere a destra passando per la folle, chiaro no” ?

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Guardavo attraverso il semicerchio del volante e per schiacciare l'acceleratore, visto che il piede non era ancora n°42 l'istruttore m'insegnò ad appoggiare la punta sulla paratia del vano motore e schiacciare con il tacco, operazione doppiamente difficile per avere la sensibilità necessaria ad evitare sobbalzi.
Questo è stato il corso accelerato di scuola guida, probabilmente voluto perchè lui stesso fu messo alla guida di un furgoncino a sponde aperte e l'istruttore, aperta la porta in corsa, saltò sul cassone retrostante e lo lasciò in balia di sé stesso.
Così s'impara presto.
C'è da dire che l'insegnante di mio padre era un mio cugino, mitico eroe di guerra premiato con medaglia d'argento per essersi lanciato aprendo il paracadute che
letteralmente lo strappò dall'aereo in cui aveva una gamba bloccata in seguito ad uno scontro a fuoco sui cieli del Mediterraneo. Mitico....ma mica del tutto normale !

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In compenso, con quella bella divisa di aviatore, era l'idolo delle donne locali e....ne approfittava.

Eccetto che nei centri abitati, mio padre mi cedeva spesso la guida ed era un motivo d'orgoglio farmi partire in presenza di amici o parenti.
Fa ridere solo pensarlo quando mi viene in mente la faccia del comandante dei vigili (erano in tre in paese) che mi ferma sulla via principale e mi dice: “Tu dove vai” ?
“Porto la macchina a mio padre, in negozio”, fu la risposta, avrò avuto 13-14 anni.
E tutto fini con un “severo” richiamo a mio padre. Cose d'altri tempi.
In occasione del mio 12° compleanno mi sono fatto regalare un motore che avevo adocchiato allo sfascio, si trattava di un “Cucciolo Ducati”, un motore ausiliario nato per essere applicato sui telai delle biciclette, potenza 1,5 Hp,2 velocità, 4 T, tanta era la mia passione per il motorismo e tanta la voglia di “guardarci dentro”, sì, perchè più di guardarci dentro non ho fatto e, confesso, mica ci ho capito molto, ma andava in moto.

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L' ho montato su un telaio di bicicletta e quando andavo a fare le corse in un bellissimo, levigatissimo sterrato verso la laguna, con gli strappi che dava mi faceva cadere la catena ogni 100mt.
Già allora acquistavo regolarmente “Auto Italiana” la prima ed unica rivista di automobilismo sportivo, dove, appunto, attingevo le notizie per farmi una cultura motoristica.
A 14 anni ho fatto la classica richiesta, il motorino, ma quello che avevo visto io nella vetrina di un meccanico a Udine resterà una chimera.
Erano gli anni degli Itom 50cc. più o meno rimaneggiati che i ragazzini più fortunati (preferibilmente apprendisti meccanici) avevano per sfogare le proprie velleità velocistiche.
Il motorino in questione era un Maserati 50 da competizione, una meraviglia estetica che dichiarava una velocità di 95 km/h. Mio padre è venuto, ben disposto, a vederlo ma il Maserati 50 è rimasto nella vetrina del meccanico di Udine, “troppo veloce”, fu la sentenza.

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In alternativa ottenni un Mondial 75 che alla fine, dopo ripetuti rimaneggiamenti faceva ben più di 95 km/h, tant' è che mi permetteva di rivaleggiare con le Lambretta e le Vespa GS.

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A 16 anni conobbi mia moglie alla quale non piaceva molto, non tanto il motorino che data la cilindrata ci permetteva di andare in due, ma quelle due rumorose marmitte sovrapposte che io avevo applicato scopiazzando le MV di moda.
Perchè non le piacevano ? Perchè si sentiva il rumore da lontano e quando lei, con la scusa di andare a prendere il latte dal contadino vicino a casa, si apprestava ad uscire di casa, regolarmente sua sorella maggiore anticipava l'eventualità dell'incontro “clandestino”.

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A quei tempi e a quell'età non si poteva fare tutto alla luce del sole....ancora.
Peggio è andata alla mamma di un mio amico, la quale soffriva di asma e quando sono andato a trovarlo con la scia di odore di ricino che ho lasciato dietro di me, è stata male per una settimana.
Insomma, fino al compimento del 18° anno mi, anzi, ci siamo presi delle belle lavate
scorrazzando in lungo e in largo sul quel trabiccolo, con lei seduta di traverso, come si usava allora, sul quel corto sedile, approposito....... non ho capito se si teneva stretta per paura di cadere o .......

Quei 18 anni non arrivavano mai, non penserete mica che l'aspirazione mia fosse quella di diventare maggiorenne, allora ci volevano 21 anni, il desiderio più asfissiante era l'ottenimento della patente...ovvio !

(continua)


Rispondi: lele_vr
Risposta del: 27 August 2007 23:44:26
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Complimenti per il tuo grande passato sportivo! Sei un figo
Vinc, tu qualcosa di originale no?!?!Anche le marmitte sovrapposte
Comunque bellissimo quel maserati 50 blu e argento...


Rispondi: Natale
Risposta del: 28 August 2007 08:09:53
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MASERATI 50????????? non sapevo del'esistenza di questa moto, ma veniva costruito dalla casa automobilistica? Sempre belli i tuoi racconti, non fermarti continua.


Rispondi: Morga
Risposta del: 28 August 2007 16:34:01
Messaggio:

forte


Rispondi: fefede
Risposta del: 28 August 2007 17:00:02
Messaggio:

Bravo, mi hai incollato allo schermo
E mi manca il seguito anche !!!!


Rispondi: gazzfab
Risposta del: 28 August 2007 18:42:23
Messaggio:

Vincenzo sei sempre il solito....................e noi poveri ventenni che crediamo di poter o di aver spaccato il mondo in due.
E' proprio vero prima erano altri tempi si vede dalle immagini!!
ora al massimo si gioca con la playStation e si fanno le gare nelle piazze con lo schermo gigante, ed i bambini piccoli che invce di imparare ad andare in bici, fanno i versi e le mosse strane di Goku (se cosi si crive)
Continua a scrivere e a raccontare!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 28 August 2007 19:05:49
Messaggio:

Vincenzo, non puoi fermarti così, continua. Sbaglio oppure il vestitino della bambina era il classico "VESTIVAMO ALLA MARINARA"? mi affascinano le foto dell'epoca, ancora, ancora, ancora, ancora, ancora, ancora,,,,


Rispondi: macovince
Risposta del: 28 August 2007 19:41:11
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Citazione:
Originariamente inviato da Natale

MASERATI 50????????? non sapevo del'esistenza di questa moto, ma veniva costruito dalla casa automobilistica?

La scheda tecnica parla di 75 km/h, io mi ricordo che in vetrina c'era un bel cartello: "95 km/h", non per niente mi ha colpito.
Era, comunque, una rarità, lo è ancora oggi nei siti di moto storiche, così come lo era e lo è il Mondial 75 "Scugnizzo".
www.motoinfo.it/Moto...

PS: Eeee, sì ....ho la fortuna di avere due sorelle una + e una -....


Rispondi: macovince
Risposta del: 28 August 2007 20:32:57
Messaggio:

Una sera mio padre arriva a casa dopo aver fatto la solita sosta al caffè Centrale, quello frequentato dalla gente in vista del paese, dove a controllare tutto e tutti c'era sempre la proprietaria, la miss Michelina.
Una donna “monumento”, alta, slanciata, atletica, tutti l'ammiravano quando attraversando la piazza in stivali, pantaloni e fucile in spalla, andava a caccia.
Era, insomma, uno di quei personaggi che emergevano, lei che era discendente da una famiglia di circensi e che sposatasi cambiò vita, rimase vedova e gestì il locale che era il punto di riferimento della gente bene della Bassa friulana.
Con autorità e piglio deciso non si faceva alcun problema a riprendere chiunque non
si comportasse come il bon-ton esigeva.
Mi vien da ridere pensando a quando fu ricoverata in ospedale,a poco meno di 90 anni, stupì tutti medici e ricoverati perchè ogni mattina si alzava dal letto e faceva un po' di flessioni per mantenesi in forma. Lei l'ha fatto fin da bambina quand'era al circo e saltava da una corda ad un'altra (così dicevano quelli che l'avevano vista).
Quella sera, mio padre, disse che aveva sentito da un gruppo di ragazzi, abituali frequentatori del locale, che stavano fabbricando un kart con il motore della moto di famiglia, una vecchia ISO.

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Il motore di questa moto aveva una particolarità unica, un cilindro sdoppiato con due pistoni e una camera di scoppio unica

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Per lui era una novità assoluta, non ne aveva mai sentito parlare ed aveva raccolto le prime indicazione da loro stessi.
Per me la novità consisteva solo nel fatto che ci fossero dei ragazzi interessati, perchè il kart lo conoscevo attraverso le mie letture ma non frequentavo ancora quelle compagnie che erano più grandi di me di 8-10 anni, un'eternità, li consideravo quasi vecchi e loro, come succede a quell'età, neanchè mi (oggi si direbbe c....o) conoscevano.
“Si potrebbe farne uno” sbottò durante la cena il “vecchio”, mia madre indifferente, a me sembrava una battuta fine a se stessa, ma la passione per la meccanica era nei cromosomi della famiglia che aveva tradizioni ben radicate con una schiera (mio padre era l'ottavo figlio) di zii paterni abili ed apprezzati fabbri.

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Mio nonno, vecchio fabbro-ferraio unanimemente riconosciuto anche come abilissimo “veterinario” aveva predisposto con lungimiranza l'avvenire dei figli. I primi tre maschi dovevano continuare il lavoro in officina, mio padre doveva apprendere l'arte del falegname perchè le ruote di legno bisognava farle in casa e l'ultimo doveva studiare, è ancora vivo, ha superato da un po' i 90 anni, l'anno scorso voleva cambiare macchina perchè la 128 Fiat color verdino non ce la fa più (lui sì) ma, che sappia io, non ha ancora finito la terza media.

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Insomma, l'apprendista falegname si è sorbito per un paio d'anni il “garzonato” in un laboratorio distante una trentina di km e, al sabato, ritornando a casa, strada facendo in bicicletta, andava a scuola di disegno a Palmanova, l'antica città stellata

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e poi è finito, come da programmi, a fare le ruote dei carri agricoli in società con due dei quattro fratelli.
Ben presto abbandonò la compagnia per intraprendere l'attività commerciale di cui io, sempre per quella benedetta tradizione familiare, sono stato l'involontario successore.
Ma la passione per la meccanica era superiore alla pur comprovata abilità nel fare le ruote, bisognava quindi “battere il ferro finchè era caldo”.
Nei giorni successivi tutte le occasioni erano buone per riprendere l'argomento...ma “chi lo può fare” ?
Ci vuole l'attrezzatura e la capacità, anche se il “vecchio” si riprometteva di fare il direttore dei lavori, come gli era congeniale.
C'era l'uomo giusto, quel piccolo vecchietto che rispondeva al nome di “Milio” (Emilio), abilissimo meccanico di biciclette al punto che esponeva nella vetrina del proprio negozio/officina una piccolissima due ruote lunga 30 cm.fatta tutta a mano, compreso i raggi delle ruote. Si era dotato perfino di un forno per la verniciatura delle sue creature e da tutti conosciuto ed apprezzato per la disponibilità e bravura.
Per mio padre aveva fatto, su commissione, quel super-tecnologico mezzo da trasporto che serviva in ditta per il trasporto dalla stazione ferroviaria al negozio, il triciclo con pianale in alluminio e telaio laccato nero con due parafanghi decorati a mano con il logo del nostro negozio.
A me, per la verità, serviva per destreggiarmi sulle due ruote, con il risultato che ogni tanto capottavo con la logica conseguenza che si graffiavano i parafanghi finemente decorati e le sentivo di santa ragione.
Si parte, quindi, per contattare il buon “Milio” il quale cade dalle nuvole. “Cos'è questo go-kart ? Fatemi vedere una fotografia”.
C'è voluta tutta la diplomazia di mio padre per convincerlo. “ Io faccio quello che volete voi ma dovete essere quà quando lavoro per dirmi passo passo quello che devo fare.”
Il problema non era quello, che tutto sommato era la soluzione da noi desiderata, ma c'era un problemino con la sete dell'uomo, il quale aveva bisogno di un “taiut” per partire e uno quando era stanco per andare avanti.
“Per oggi basta....andiamo a bere un bicchiere” era la frase di rito.
Insomma, a forza di bicchieri ci voleva tanta tanta pazienza perchè l'andirivieni degli amici era costante e tutti sempre ben disposti a condividere con lui la sete.
Ho sempre avuto una passione per il disegno geometrico che mi è servita per questa realizzazione, scopiazzando dalle poche fotografie che si trovavano sulle riviste di automobilismo ma l'argomento go-kart non veniva molto trattato perchè considerato come la solita moda americana che dura dalla primavera all'autunno.
Se negli Stati Uniti il kart veniva concepito come una scatola di sardine, con un motore da falciaerba e quattro ruotine, da noi si è subito stravolto il progetto avvicinandolo di più alla piccola vettura con motore da motocicletta e il cambio.

(continua)


Rispondi: Natale
Risposta del: 28 August 2007 21:19:34
Messaggio:

Domani aspettiamo il seguito.


Rispondi: macovince
Risposta del: 28 August 2007 21:29:04
Messaggio:

......sarà come "Beautiful"


Rispondi: macovince
Risposta del: 29 August 2007 21:09:30
Messaggio:


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Quindi le ruote erano derivate dalla Vespa, i motori dalle varie motociclette preferibilmente a 2T e freni Piaggio a tamburo.
Se i modelli più spartani e improvvisati utilizzavano il motore Piaggio o Lambretta, quelli che venivano utilizzati per le prime improvvisate gare erano quasi tutti equipaggiati dal performante bicilindrico Rumi.

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Si trattava di quella che ai tempi era considerata la moto sportiva per eccellenza, chi
ha sentito il rombo, più che rombo era un fischio, del Rumi sicuramente non l'ha dimenticato.
Ricordo che era la passione mia e di un caro compagno di banco in 1° e 2° media.
Facevamo a gara chi disegnava meglio le Rumi, poi andavamo dal meccanico di biciclette vicino a casa mia, che come unica moto in vendita aveva una Rumi, bianca e nera , aspettavamo che uscisse il “padrone” per costringere il garzone a metterla in moto, in negozio, con la conseguenza che al rientro “quello là” se ne accorgeva dal fumo che aveva invaso i locali. Ma prendere in mano quel acceleratore e dare due, non di più, accelerate.....era l'appagamento massimo della giornata.

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Quindi bisognava trovare un motore Rumi per il mio kart, cosa non facile.
Ma quando le cose nascono bene, allora sì che tutto è più facile.
Un bel giorno sento, in negozio, che un abituale cliente falegname ha avuto un incidente con la sua moto, una Rumi, lo sapevo e lo ammiravo sempre quando passava. Per sua fortuna non si era fatto molto male ma la moto era da buttare.
Partire “in tromba” per contattare il “donatore” fu tutt'uno.
L'uomo era in piedi, acciaccato, dolorante e disperato. Mi mostra il motore raccolto in un sacco di iuta e mi dice: “Se lo vuoi, mi dai ....£”. Affare fatto su due piedi.
Oramai il progetto doveva svilupparsi nel migliore dei modi per cui avevo l'appoggio morale ed economico del “vecchio” (erano i tempi dei primi timidi tentativi di contestazione giovanile, quando i genitori erano diventati “i vecchi” ma non lo si poteva dire in presenza loro).
Tutto l'inverno del 1960 è stato un andirivieni casa/officina, era più il tempo che passavo in attesa che Milio si decidesse a mettersi all'opera che quello effettivamente lavorativo.
Nel frattempo, a Lignano Sabbiadoro venne inaugurata la nuova pista, naturalmente, la domenica, io e mia moglie in sella al fumoso “Scugnizzo”, così si chiamava il Mondial 75 cc., andammo a prendere i primi contatti con questa nuova realtà.
Fu, questa, una delle ultime gite in motocicletta perchè di lì a poco arrivò la patente e la prima automobile tutta mia.

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Anche questa subirà, nel tempo, i necessari lavori di preparazione per poter essre competitiva con le Abarth 850/1000.
Sono rimasto impressionato dalla velocità di un ragazzo di Trieste con un mezzo autocostruito. Simile al mio con motore Rumi, il padre meccanico lo assisteva durante le frequenti soste, ma io mi chiedevo “sarò in grado di essere così veloce ”?
Una sensazione che mi ha sempre colpito, anche quando, in seguito, gareggiavo, visti dall'esterno gli altri mi sembravano sempre dei “fulmini”.
In seguito, quel ragazzo non l'ho mai incontrato in gara.
Nel frattempo che io proseguivo, lentamente, nella realizzazione del mio sogno, il gruppo di ragazzi del bar Centrale, avevano coinvolto nel progetto di una pista di kart un loro collega, figlio di un impresario di costruzioni stradali, alcuni dirigenti di una storica associazione culturale (“Pietro Zorutti”) che aveva anche una vecchissima e consolidata tradizione sportiva e si faceva carico di organizzare tutte le manifestazioni più impegnative e coinvolgenti della zona, ed un proprietario terriero insediatosi di recente in zona con l'acquisizione di una azienda agricola non distante da Cervignano.
Sembrava che fosse tutto frutto di una fantasia giovanile destinata a fallire in breve ma la determinazione del proprietario del terreno facilitò l'avvio dei lavori.
La pista “Obiz”di Scodovacca frazione di Cervignano diventò realtà in pochi mesi.
Più o meno nello stesso periodo nacque la bella pista della “Soletta” a Udine mentre a Jesolo era già operante una struttura che a distanza di un paio d'anni fu sostituita da quella che è tuttora in attività ed ospita prove di Campionato mondiale ed internazionali.
Di lì a poco nacque anche una pista a Trieste-Opicina ed una bellissima che duplicava il progetto della “Pista rossa” di Milano, a Grado.
E' vero che nel nostro paese hanno sempre trovato terreno fertile le frequenti, passeggere e stravaganti mode americane ma che il karting si espandesse così in breve tempo nessuno poteva prevederlo, in Friuli, poi, si era sviluppata una particolare concentrazione di piste, per questo sono stato agevolato perchè l'attività sportiva era frequente e il confronto/scontro con i piloti veneti, storicamente molto preparati dal punto di vista motoristico, era molto stimolante.
Il collaudo iniziale del mio kart fu fatto assieme a quello dell'amico del bar Centrale,
il mitico/comico ma sempre disponibile “Bughi”, nel piazzale del Consorzio Agrario locale dove ci raggiunse un bel gruppo di curiosi.
Da subito ci si accorse che le due “vetture” erano solide ma di una pesantezza eccessiva anche perchè si potevano già fare i primi raffronti con quanto veniva pubblicato sulle riviste di automobilismo, quindi con i primi mezzi importati dagli Stati Uniti e dalle prime officine che timidamente si affacciavano sul mercato con realizzazioni copiate dagli originali americani.
Nelle prime gare ufficiali comparivano quindi le classi 100 cc. monomarcia mentre i kart artigianali erano preferibilmente della categoria con cambio 125 cc.
Il gruppo dirigente dell'Ass. Zorutti intanto non stava a guardare e si attivarono per ottenere le varie autorizzazioni dalla CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) al fine di poter organizzare la prima gara.
Mi resi conto ben presto che il mezzo realizzato non poteva essere competitivo, in particolare quando vennero a provare sulla pista locale i piloti del forte gruppo dei “Diavoli Neri” di Udine, i quali erano tutti equipaggiati con telai Italkart e motori Mc Culloch da 100 cc.
Anima ispiratrice di questa compagnia era un noto albergatore di Lignano, il quale, molto attento alle mode e alle novità, si era, probabilmente attraverso le amicizie legate alla sua attività, messo in contatto con il Conte Donà delle Rose, milanese, quello che si era adoperato per divulgare questo nuovo sport in particolare fondando la prima azienda nazionale produttrice di telai da kart, l'Italkart.
L'amico albergatore, fiutato l'affare economico, si accaparrò la rappresentanza sia della Italkart che dei motori americani Mc Culloch.
Iniziai un “lavoro ai fianchi” nei confronti del mio genitore che, per la verità, era già parecchio coinvolto di suo, ne derivò un ordine urgente di un telaio Italkart e un motore Mc Culloch, in tempo utile per la prima gara sulla pista locale, mentre il già superato telaio del Rumi finì la sua storia trasformato in carretto per trasporto bambini, trainato da un cavallo, a fare servizio nella spiaggia di Grado.


Rispondi: paolino77
Risposta del: 29 August 2007 21:33:48
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Complimenti per il tuo passato di gare e per le foto che sono bellissime!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 29 August 2007 22:06:37
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Sempre più belle le tue storie, pensa quando tu gareggiavi con i kart io andavo in triciclo.
VINCENZO ti faccio ridere, mia moglie che è presente sempre a leggere i tuoi trascorsi, appena ha visto la RUMI equipaggiata di pompa per il gonfiaggio delle ruote mi ha ingenuamente: ma i pedali dove sono?


Rispondi: macovince
Risposta del: 29 August 2007 22:45:24
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Rispondi: Cristiano R
Risposta del: 29 August 2007 22:49:38
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Maco, dovresti scrivere un libro
I tuoi strascorsi mi appasionano.


Rispondi: macovince
Risposta del: 29 August 2007 23:26:01
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Arrivai al giorno della prima gara con pochissimo allenamento ed una conoscenza alquanto generica per quanto riguardava rapporti e carburazione, il confronto con gli esperti udinesi non si presentava facile, mentre dal Veneto arrivarono parecchie squadre ottimamente organizzate, addirittura già ai tempi sponsorizzate ma tutti o quasi, dotati di kart 125 con cambio, con un motore ai più sconosciuto, lo spagnolo “Montesa” o il “Bultaco”.

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Di lì a poco anche nella categoria 125 cc. Arrivò un prodotto italiano che si contrappose al predominio spagnolo, il Rumi monocilindrico nato esclusivamente per uso kartistico.

Seppi a distanza di anni, rileggendo le classifiche su una rivista specializzata che tra questi c'era, ed arrivò 3°, un certo Munari che diventò, in seguito, quel campione che tutti conosciamo.
Si presentò, seppure inizialmente in ordine sparso, anche un discreto gruppo di triestini, notoriamente molto sensibili alle mode ed anche molto vicini al “modus vivendi” degli americani avendo, dopo la seconda guerra mondiale subito l'occupazione degli stessi per la formazione di quel cuscinetto tra Italia e Jugoslavia, chiamato “territorio libero di Trieste”.
Tra questi alcuni noti personaggi locali e non, il nipote di un Premio Nobel per la fisica (1959) che veniva in pista con una bellissima Maserati 3500 spyder bianca ed una non meno bella “statuina”, il figlio di un Conte proprietario di una notissima industria di colori per uso nautico, un ex-calciatore professionista diventato per l'occasione rivenditore di kart .
Anche la città di Monfalcone era rappresentata degnamente dal figlio di un dentista anch'egli invidiato per la sua OSCA 1600 spyder e da un impresario edile assistiti da un meccanico locale che io non ho mai visto in tuta, aveva più l'aria del nobile decaduto che di uno abituato a sporcarsi le mani di “smirth” (termine di origine tedesca usato in dialetto triestino per definire l'olio bruciato o vecchio dei motori).
Questo Signore, perchè tale era, aveva una officina Volkswagen/Porsche, era una di quelle figure che ti mettono soggezione e nello stesso tempo dava un tono di classe all'ambiente, si distingueva insomma dalla “masnada” di chiassosi ragazzotti che eravamo.

Insomma, da subito, il confronto si fece abbastanza vasto ed impegnativo.
Ebbi la fortuna di sbaragliare il campo della classe 100 cc. e nel mentre tutti si chiedevano come avessi fatto andammo, di lì a poco andai a fare la seconda gara in quel di Monfalcone.
Manifestazione organizzata su un tracciato all'interno dell' aeroporto di Ronchi dei Legionari dal titolare della Compagnia di trasporto pubblico di Monfacone che si era appena avvicinato a questo sport acquistando un 200cc. Garelli e non nascondeva propositi di vittoria.
Io disponevo, come detto, del 100cc. Mc Culloch, fu il gestore della pista di Cervignano, il “Bepi”, convinto dal mio primo successo , a propormi di iscrivermi anche nella classe 200cc., molto più impegnativa e assolutamente nuova per me.
Prelevò due motori Garelli dai mezzi usati abitualmente per il noleggio, quindi assolutamente di serie, anzi anche piuttosto sfruttati e allestì in fretta e furia un telaio per la classe maggiore.

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Unica preparazione improvvisata da un meccanico locale la sostituzione dei due carburatori con altrettanti di tipo motociclistico con vaschetta separata per evitare i vuoti di carburazione che si venivano a creare con una guida più decisa di quella abitualmente tenuta dai noleggianti e la posizione orizzontale, anzicchè verticale, dei motori per evitare che i carburatori aspirassero i detriti di gomma e sassolini dall'asfalto.
L'organizzatore della gara di Monfalcone aveva fatto le cose in grande invitando alla premiazione finale le due vincitrici di “Campanile sera”, una trasmissione televisiva particolarmente seguita in quel periodo, rivestiva pertanto un carattere di manifestazione di assoluto richiamo.
C' è da dire che lo stesso organizzatore era amico di mio padre, con il quale si pavoneggiava per il suo recente acquisto.
Il 200cc. ho avuto modo di provarlo un paio di giorni prima della gara in una breve uscita di assaggio sulla pista dell'aereoporto.
Il giorno della gara mi avevano seguito gli amici di sempre che, forse non molto convinti, si sono organizzati in loco con cartelli inneggianti a “Cecio”, come mi chiamavo da bambino distorcendo il mio vero nome.

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Rispondi: alfabrera
Risposta del: 30 August 2007 00:18:18
Messaggio:

Ciao Vinc,
non dirmi che hai trascorso le ferie a scrivere il tuo libro!!!!!!!!!!!

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Rispondi: Andrea
Risposta del: 30 August 2007 00:52:31
Messaggio:

vinc, sono 2 ore che sto leggendo!
Erano altri tempi e lo si nota: quando io chiedevo il kart, da bambino, mio padre rideva (e ride ancora).

Ps: hohohoho... hai visto un po' chi ha postato prima di me???


Rispondi: macovince
Risposta del: 30 August 2007 11:26:16
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da alfabrera

...non dirmi che hai trascorso le ferie a scrivere il tuo libro!!!!!!!!!!!

Hemingway scriveva da Cuba, io, molto più modestamente, da Grado...!


Rispondi: fefede
Risposta del: 30 August 2007 12:33:40
Messaggio:

EH ma ti si legge bene e volentieri sai


Rispondi: omero
Risposta del: 30 August 2007 12:56:04
Messaggio:

I nonni hanno l'arte del raccontare


Rispondi: ermodifica
Risposta del: 30 August 2007 13:26:09
Messaggio:

complimenti
ti si legge molto
gradevolmente


Rispondi: cocaddress
Risposta del: 30 August 2007 13:46:42
Messaggio:

UAU!!!! questo topic me l'ero perso...

L'ho letto tutto di un fiato e spero che ci sia ancora un seguito


Rispondi: macovince
Risposta del: 30 August 2007 15:46:46
Messaggio:

Troppo buoni....grazie.

Ogni programma ha un orario, il mio và in onda ogni sera


Rispondi: fefede
Risposta del: 30 August 2007 15:59:24
Messaggio:

Certo che c'è un seguito ... siamo sempre alle foto in bianco e nero


Rispondi: frizziola
Risposta del: 30 August 2007 17:27:46
Messaggio:

complimenti davvero


Rispondi: Natale
Risposta del: 30 August 2007 18:02:52
Messaggio:

Ragazzi con ordine, prima c'ero io. VINCENZO perchè non scrivi un libro? hai un modo di raccontare che ci tieni appiccicati al monitor, vedi adesso non faccio che aspettare il seguito.


Rispondi: macovince
Risposta del: 30 August 2007 20:54:52
Messaggio:

Ebbene, ebbi la fortuna (e l'abilità ?) di vincere ambedue le categorie, con grande delusione dell'organizzatore della gara che in occasione delle premiazioni se avesse potuto darmi la bellissima coppa in testa, l'avrebbe appagato enormemente.
Mio padre, ufficialmente imbarazzato ma felice.
La “morosa” raggiante si vedeva catapultata al fianco del “campioncino”della giornata.

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Di lì a poco si presenta l'occasione più impegnativa, prova di Campionato Italiano con partecipazione della squadra ufficiale Italkart e dei migliori piloti nazionali a Jesolo, una pista che venne smessa dopo poco per la pericolosità in quanto costruita tra gli alberi della pineta e sostituita da quella che tuttora svolge una intensa ed importante attività kartistica.
Pilota di punta dell'Italkart un certo Umberto Masetti, campione mondiale classe 500 nel 1950,campione Italiano nel 50 e 52, uno dei pochi centauri che corse e vinse in tre classi 125,250 e 500.
Organizzammo la trasferta solo con il mio kart 100 cc. e partimmo con un furgone prestatoci da un distillatore locale, io, la mia morosa e l'autista rischiando di arrivare ubriachi a causa dell'odore di vinaccia che invadeva la cabina del Fiat 615.
Ai box avevamo da un lato la squadra Italkart con tutti i kart in fila e coperti da teli rossi con ricamato il logo della scuderia, dall'altro il gruppo dei “Diavoli neri” di Udine.
Una organizzazione molto professionale, per i tempi, io, solo con l'autista che fungeva da meccanico e la morosa proiettata in un mondo “di matti”.
In seguito anch'io ebbi il telo rosso, ma...ricamato rigorosamente a mano indovinate da chi ..........?
Durante le prove grippo il motore. Sarà un guasto ricorrente fintantochè userò quei motori americani, a causa dei carburatori particolari di cui erano dotati e della difficoltà di carburazione.
Erano in pratica delle pompette a membrana, senza getti fissi ma con due viti coniche, una per la regolazione dell'aria e una per l'afflusso della miscela.
In seguito verranno utilizzati da quasi tutte le marche, mi risulta che tuttora i carburatori Tillotson, molto simili concettualmente, facciano parte della dotazione dei motori kartistici.

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Il motore Mc Culloch era alquanto sofisticato per l'epoca, aveva un'infinità di travasi, due fasce elastiche di acciaio da 1 mm., biella su rulli sia nel piede che sulla testa, albero motore su cuscinetti a sfere. Veniva fornito di serie con 8 HP e 15.000 giri/min. che diventavano 17000-18000 circa con le dovute modifiche, perchè non c'erano contagiri elettronici che li rilevassero, tanto meno meccanici, ma la differenza del rumore era tale che poteva essere giustificata solo da un incremento di 2000/3000 giri/min..

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Costava £.125.000, il pistone con la gabbia dei rulli e spinotto la bellezza di £.12.000 e, di tanto in tanto, faceva la fine che ho detto, a volte bastava un colpo di vento, smagriva di colpo la carburazione e a quei regime di giri non ci voleva molto a grippare.

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Torniamo alla gara di Jesolo, ero sconsolato, ma d'altra parte non potevo illudermi che la serie continuasse sulla falsarica delle prime due, mi accingevo a tornare a casa amaramente, soprattutto per non aver avuto la possibilità di essere della mischia e di confrontarmi ad alti livelli.
Mi viene in aiuto il rappresentante della Italkart, quello di Lignano, che ovviamente mi conosce e mi vede piuttosto abbacchiato.
In uno slancio di generosità, che non si ripeterà in futuro, mi dice: “Se vuoi correre ti presto il mio 200cc.Parilla”, gli stessi motori, anzi la stessa marca perchè sicuramente non erano uguali a quelli di Masetti, comunque il propulsore più performante del momento, quello che di lì a poco avrebbe soppiantato i Mc Culloch.
I tempi di qualificazione del mattino erano già stati fatti da un meccanico a nome del proprietario (allora si facevano questi trucchetti, tanto con il casco chi ti conosceva?) e quindi avrei dovuto correre con il nome dell'albergatore.
Non avevo mai guidato un 200cc. Parilla e vi assicuro che la differenza con i Garelli da noleggio che mi avevano permesso di vincere a Monfalcone non era poca, questi motori erano dotati di uno scarico libero a tromboncino che facevano un rumore pazzesco, li riconoscevi da lontano e due assieme ne facevano....il doppio, con l'impressione di volare in sella ad un mezzo a reazione.
Partenza e via, mi sono infilato tra i primi, non ricordo la posizione, ma ero tranquillo, stavo solo valutando il mezzo che mi sorprendeva ad ogni colpo d'acceleratore, ma la potenza esuberante mi dava sicurezza, pensavo “è più facile guidare questo che il mio Garelli”.
Ma in agguato c'era l'inesperienza, l'asfalto di quella pista non aveva i cordoli all'interno delle curve e in seguito ai tagli di percorso dei vari concorrenti si formò un gradino tra l'asfalto e la terra, quel tanto che sceso con la ruota posteriore interna mi appoggiai all'asfalto con la corona che aveva un diametro di poco più piccolo delle ruote, si sopperiva così alla mancanza di coppia, con rapporti piuttosto corti. Risultato, mi esce la catena dalla corona e il motore di destra gira alle stelle a vuoto. Gara finita. Ma quel momento e quei primi giri li ho ancora in mente.
Credo sia una delle gare negativa, forse l'unica, che ricordo chiaramente, per il resto, come nella vita, tendo a dimenticare il passato, specialmente se negativo, guardo avanti sempre con speranza perchè “dopo la pioggia viene sicuramente il sole”.
Mia moglie mi riprende di sovente per il fatto che non ricordo “niente” lei dice ed è' vero. In questo stesso racconto faccio fatica a ricordare, i nomi in particolare, ma anche gli eventi, ho dei riferimenti ma, come mi capita spesso, non li colloco nello spazio temporale esatto...che sia sclerosi ? Speriamo di no.
Nomi e date sono il mio punto debole, ma i ricordi affettivi, quelli no, non si dimenticano, come non posso dimenticare l'amico “Mino” che, venuto per lavoro da Vigevano, si era integrato e aggregato al nostro gruppo, persona simpatia e affabile, e quella gara a Sacile, quando conquistò la sua prima coppa.

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Mino è quello con la maglia a righe e il cappello di paglia.
Per quella trasferta mi ero fatto prestare da un concessionario locale un furgone Fiat 1100 che, malgrado nel ritorno abbia “sputato” una candela mia ha generosamente portato fino a casa.
Nel ritorno ho perso il conto delle soste fatte nei paesini dei dintorni di Gonars, sua sede abitativa e di lavoro, era conosciuto da tutti, non ricordo quanti brandy ci siamo “tracannati”, sì perchè l'uomo andava solo a brandy, per fortuna ai tempi non c'erano i misuratori di tasso alcolico.
Forse fu proprio questa sua abitudine la causa dell'incidente di cui fu vittima in occasione di una cena con degli amici/clienti austriaci che lui aveva ospitato.
La Opel Admiral uscì di strada, lui solo fu espulso, andò a sbattere contro un palo della luce, gli altri non si fecero niente, lui restò in carrozzina per la vita.
Eravamo diventati molto amici, io e mia moglie con la sua fidanzata che voleva restargli vicino anche dopo l'incidente ma lui rifiutò perchè, diceva, non avrebbe dovuto rovinarsi la vita anche lei.
Che forza di carattere ragazzi.
La cosa di cui mi sono pentito amaramente, ma troppo tardi, è quella di non essermi appoggiato ad un bravo meccanico e ad un direttore sportivo che mi programmasse una serie di partecipazioni “ragionate” e mi obbligasse ad un allenamento costante.
Oggi tutto questo è di uso comune anche tra i kartisti di 12-13 anni forse, anzi sicuramente, esasperando quello che dovrebbe essere prima di tutto uno sport dilettantistico.
Oramai il kart è diventato la strada obbligatoria per chi aspira a diventare pilota professionistico e vede come punto d' arrivo la F1.
Di certo noi, parlo al plurale perchè non facevo solo io questi errori, eravamo improvvisatori e avventurieri.
Più volte è successo di cambiare il pistone la sera di sabato, lavorare fino a mezzanotte, andare in pista con la pila in bocca a fare due giri per controllare che tutto fosse a posto e partire alle 6 del mattino per andare a fare una gara.
Non esisteva rodaggio, preparazione fisica, allenamento, riposo, tutto era demandato all'entusiasmo per poi rientrare delusi, nervosi e stanchi.
Solo mia moglie ha potuto sopportarmi nei momenti più difficili, si vede che era “votata” al sacrificio o, forse, visto che sta ancora al mio fianco, c'era qualcosa di più serio che ci legava e ci lega, chissà se ci faremo compagnia anche nell'altilà, perchè lei si merita il paradiso, io dovrò fare un periodo di penitenza.
Se molte volte i risultati non venivano la colpa è dovuta sicuramente alla mia passione innata per la meccanica. Ho sempre cercato di arrangiarmi da solo e non sempre sono stato ripagato.
A onor del vero c'è stato un breve periodo in cui mio padre, vistomi disperato perchè i ritirini per guasto meccanico si facevano sempre più frequenti, in occasione di un suo viaggio di lavoro a Milano è andato a fare visita alla Fimas, la casa produttrice dei motori Saetta che in quel momento avevo adottato, concordando la possibilità di una messa punto da parte della casa dopo ogni gara.
Spedivo il motore “bagaglio appresso”, si diceva allora, a mezzo ferrovia, il lunedì e tornava al venerdì o sabato, giusto in tempo per le gare. Ovviamente durò poco soprattutto per una questione di costi.
Anche così però non sono mancati i ritiri. Una volta si è allentato il collettore di aspirazione, un'altra volta si è rotta la catena e mi ha maciullato il carburatore ecc. ecc., insomma senza un po' di fortuna non si và da nessuna parte.
Ricordo in particolare la gara di Campionato italiano in cui partivo con il secondo tempo al fianco del campione mondiale e dietro avevo messo la squadra ufficiale della Tecnokart, i meccanici di Pernigotti, il campione, mi guardavano come fossi l'uomo degli abissi, con quel telaio un po' strano.

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...e quei quattro disperati dell"Ave Maria".
Da sinistra Laurino, l'autista del 615 ubriaco, Eliano, il figlio del proprietario della pista di Cervignano a sua volta kartista fino ad un'età non più verde, Renato, il meccanico, lo si vede dalla tuta che non era quella della domenica, che aveva "disteso" i Garelli per la gara di Monfalcone, io e il carabiniere non sapeva che fare...

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Avevo un telaio autocostruito che avevo fatto assemblare da un artigiano locale, non più “Milio”, su disegni da me realizzati scopiazzando dalle riviste americane che ricevevo in abbonamento, il famoso telaio “Go-kart” originale, con tubi grossi di diametro ma particolarmente sottili (1 mm.), fatti trafilare da una trafileria locale che forniva alcuni noti marchi di motociclette, grazie ai rapporti di amicizia che avevamo con il titolare.

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Era anche ben riuscito fin tanto che non ho rotto il canotto dello sterzo e sono finito
“a paglia”, da quella volta seppure raddrizzato l'avantreno con tutte le cure, aveva perso la necessaria elasticità e non teneva più strada, nelle curve a destra tendeva ad alzarsi, cosa insolita per un kart, con il rischio di capottamento e d' investimento da parte di chi ti seguiva.
Non era tranquillizzante pensare che quella “banda di forsennati” che ti seguivano potessero salirti sulla schiena.
Anche in questa occasione si dovette procedere alla sostituzione del telaio e, andando contro corrente, visto che il mezzo più diffuso e sofisticato del momento era il “Tecnokart”, scelsi un “Quick-kart”. Era molto simile al Tecno, poco usato, ma mi piaceva perchè aveva un baricentro moto basso e mi si adattava bene.

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Con questo mezzo e con due motori “Saetta” corsi l'ultima stagione, a volte montando un motore per fare la categoria 100cc, altre volte, raramente, perchè un motore era sempre aperto in riparazione, con due per la categoria 200cc.
L'ultimo anno eravamo invitati, con una certa frequenza, alle gare in Jugoslavia dove trovavamo anche gli austriaci piuttosto agguerriti.

(continua)


Rispondi: latino
Risposta del: 30 August 2007 21:18:57
Messaggio:

GRAZIE,
mi hai fatto ritornare giovane,bei tempi peccato.....


Rispondi: Natale
Risposta del: 30 August 2007 22:12:11
Messaggio:

Anche stasera un'altra puntata. A domani mi raccomando. Ormai non guardo più neanche la tv.


Rispondi: Natale
Risposta del: 31 August 2007 20:56:35
Messaggio:

VINCENZO,stiamo aspettando.


Rispondi: macovince
Risposta del: 31 August 2007 21:02:57
Messaggio:

stavo finendo, per leggere il tuo messaggio ho cancellato tutto....e adesso chi si ricorda tutta la storia !!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 31 August 2007 21:09:12
Messaggio:

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E ADESSO?


Rispondi: macovince
Risposta del: 31 August 2007 21:12:54
Messaggio:

In una particolare occasione, a Zagabria, ci portarono a correre in un velodromo con pista in cemento, all'aperto. Di solito i tracciati erano appunto di tipo cittadino e quindi improvvisati come quello di Lubiana nello scalo ferroviario con le pedane di carico/scarico non protette che ti arrivavano giusto all'altezza della testa qualora fossi uscito dal percorso che era delimitato da semplici balle di paglia.
Questa era la sicurezza in Yugo.

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In quel velodromo si faceva tutto il rettilineo e alla prima curva non si tagliava alla corda ma il percorso era delimitato da birilli e ti portava verso la parte alta della curva sopraelevata per poi scendere a metà curva verso la parte bassa.
Devo premettere che avevo fatto modificare in base ad uno schema che mi era stato suggerito dal rappresentante dell'Italkart, parecchi mesi dopo averlo passato alla squadra dei “Diavoli rossi” però, un sistema che attraverso un pulsante sul volante, raggiunto il massimo dei giri motore eliminava le puntine platinate, partiva insomma una sorta di autoaccensione e l'effetto di una spinta come fosse entrata in funzione una turbina.
La differenza al massimo dei giri era notevole, ma doveva essere usato con parsimonia, a rischio il pistone.
Arrivato in cima alla curva sopraelevata e curvato verso l'interno con una repentina discesa, il motore non ha retto ad un ulteriore fuorigiri, doppio, triplo testacoda e pistone uscito a granellini dallo scarico (non si usavano silenziatori).
Gara persa solo perchè io non ero capace di autocontrollarmi, davo e pretendevo dal mezzo sempre il massimo, i miei accompagnatori da bordo pista li vedevo sempre che gesticolavano e mi facevano segno di andar piano....ma che divertimento è andar piano pensavo.
Una volta che avevo preso un ritmo, quello era, non ero capace di rallentare e quando le condizioni me lo permettevano volevo sempre dominare.
E poi quella mania di fare tutto in casa.
Il Mc Culloch l'avevo elaborato in base alle specifiche diramate dall'importatore attraverso i suoi rappresentanti, che come al solito, distribuiva con priorità pilotate.
In quel periodo, avendo un cugino in pianta stabile negli Stati Uniti, quando venne in Italia per il viaggio di nozze con la moglie americana, concordai che io gli avrei fatto l'abbonamento a “Quattroruote” e lui avrebbe ricambiato con “Kart magazine”, rivista che mi fu utile fin tanto che avevo quei motori perchè mi permise di tenermi aggiornato sulle continue novità di elaborazione.
Negli Stati Uniti c'era un fiorire di aziende che producevano collettori, pistoni ecc.
Sempre attraverso il cugino, mi dotai di un pistone con una fasatura speciale, di un collettore di aspirazione per montare due carburatori, uno sulla luce comandata dalla valvola a membrana e uno sulla luce “sempre aperta” di cui era totato questo motore, come questo

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In seguito, sempre prendendo spunto da quanto vedevo sulla rivista mi feci fondere il carter di copertura inferiore del motore e, distendendolo in orizzontale montai il terzo carburatore.
Se avevo difficoltà a carburare prima, dopo non ci capivo più niente, ma...faceva tanta scena.
Gli americani fanno le cose in grande ed anche in questo campo non si smentirono con realizzazioni di questo tipo

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allestimento che per la verità avrei voluto provare ma mi mancava il terzo motore.
Un'altra modifica consisteva nell'applicazione di due mezzelune di titanio sull'albero motore per aumentare la compressione nel carter. Mi colpi il fatto che nella confezione ci fossero due fialette con un liquido rosso che serviva, diceva il foglietto delle istruzioni, a bloccare le viti per il fissaggio delle mezze lune.
Era il “bloccafiletti” della “Loctite” che in Italia arrivò parecchi anni dopo.
In occasione di una gara su circuito cittadino, a Majano, località diventata tristemente nota in occasione del terremoto del 1976, cercavo la carburazione dopo aver messo in moto il kart appoggiato su una balla di paglia, mica si andava in giro con cavalletti e gazebi come oggi, evidentemente a causa di una regolazione troppo magra grippai e fusi la biella.
Fu questa la motivazione per passare al nuovo “Saetta”, motore che vedemmo per la prima volta in occasione di una gara a Treviso.
Lo portava in gara un pilota altoatesino che in futuro lessi frequentemente sulle classifiche delle gare in salita, correva con dei bellissimi prototipi Porsche, insomma uno che oltre al manico aveva anche “i danè”.
Io ero appiedato e avevamo riesumato il 200cc. Garelli da noleggio, arrivai terzo dopo una lotta infernale con il secondo che aveva due Parilla. Dopo la gara, il suo meccanico venne dal mio amico/meccanico “Bughi” e gli chiese: “ma cosa avete fatto a quei due Garelli lì ?”, risposta, con riso sarcastico...”niente, solo tante ore di noleggio”. Voleva dire due motori spompati.
In occasione di un'altra gara su circuito cittadino, a Cividale, pioveva da matti e faceva un freddo cane, non ricordo quale fosse la data ma sicuramente in autunno inoltrato, e soffiava una “bora” gelida che scendeva dalle valli jugoslave.
Fu, probabilmente, in quella occasione che mi presi la pleurite, malattia che guarii senza accorgermi, il mio medico la definì “pleure/gookartina”, ma che mi consentì, in seguito, di “saltare” la naja con un bel “Riformato” sul congedo definitivo e felicità mia e della fidanzata.
Quando andai a fare la visita militare a Treviso (sì, allora si faceva in quel distretto) e dagli esami al torace risultò questa “macchia”, mi rispedirono all'ospedale militare di Udine al quale avrei dovuto presentarmi alcuni giorni dopo.
Rientrai a casa subito, visto che c'ero andato con la mia super-prestazionale Fiat 600/750...900cc. (Nardi) dove mia madre spaventatissima per questa novità fece fuoco e fiamme, il giorno dopo ero a fare i raggi a Udine da un professionista privato.
Io stavo bene e tutto questo allarmismo, francamente non lo capivo, anzi non sapevo neanche cosa fosse questa benedetta “pleurite”...boh !
Insomma, tutto si era risolto alla radice grazie, forse, alla tempra del ragazzo solo che ogni qualvolta si partiva per le gare, in particolare se il tempo previsto non era dei migliori, la raccomandazione tipo di tutte le mamme, era : “ti sei coperto bene ? Hai messo le mutande lunghe?”...e sì, non mi vergogno, le mettevo.
Oggi si direbbe: “hai messo la calzamaglia ?” Fa un altro effetto !
Scrivendo queste righe, come ho detto in precedenza, mi vengono in mente situazioni strane, come quando, di ritorno da una gara in quel di Udine, in autunno inoltrato, freddo “bestia”, io doverosamente, ligio agli ordini mi ero messo le antiestetiche ma calde mutande lunghe, per giunta felpate.


(continua)


Rispondi: Natale
Risposta del: 31 August 2007 21:26:03
Messaggio:

I mutandoni felpati, mi hai ricordato quando li mettevo a MILANO faceva freddo, non ero abituato a quelle temperature, me li comprò la mia mamma, mi disse: prendili mettili in valigia, sicuramente ti serviranno. Io testardo, no, non li metterò mai, buttali e lei: tu portali sù, se poi non ti serviranno buttali da te. Appena arrivai a MILANO la prima cosa che feci quando aprii la valigia fu quella di metterli, cavoli che freddo.


Rispondi: macovince
Risposta del: 01 September 2007 21:02:34
Messaggio:

Al ritorno, tutta la compagnia si ferma in un ristorante fuori città.
Formiamo una bella, lunga tavolata ed io ero seduto in testa da un lato.
Ad un certo punto gli amici dall'altra parte del tavolo mi chiamano, io mi alzo e vado di corsa da loro, solo che mi ero slacciato i pantaloni, si vede che avevo mangiato troppo, peccato che fatti due passi m' inciampo e quasi cado...mi erano caduti i pantaloni.
Non vi dico cosa mi è costata quella scena..... anche perchè era presente la mia ragazza.

Spiacente ma di questo fatto non ho documentazione fotografica.

Torniamo alla gara di Cividale.
Il solito “Bughi”, quà si vedono gli amici, visto che il kart era allo scoperto in attesa della partenza e il sedile si era riempito d'acqua freddissima, ebbene lui si è seduto per scaldarlo...... lo gratificai con una bella vittoria sotto la pioggia.
In quella occasione avevo preparato la miscela con una aggiunta di etere e petrolio, fece notizia il fatto che lasciavo dietro di me un profumo insolito, anche se non penso che ciò mi abbia agevolato correndo in quelle condizioni di aderenza.
Specialmente nelle gare cittadine, come premi gara venivano consegnati, alcune volte, oggetti vari offerti agli organizzatori, cosa che io non ho mai gradito perchè desideravo la classica coppa argentata, seppur piccola, ma quello era il segno della vittoria per me, coppe che conservo gelosamente ancora oggi.
In Jugo, invece, il premio consisteva, quasi sempre, in un vaso di cristallo di Boemia finemente cesellato che finirono tutti ad arredare casa e, alla fine, regolarmente rotti.
In occasione di una gara in Jugoslavia, a Lubiana, se non ricordo male, sempre sotto la pioggia, feci un testa coda quando ero in testa.
Scesi e mi rimisi in corsa dopo essere stato superato da alcuni concorrenti.
Allora vigeva una nuova regola istituita per un problema di sicurezza.
Era successo che mettendo in moto il kart da solo, alzandolo il concorrente provocò la deviazione delle ruote anteriori e andò a invadere il centro pista dove i piloti che seguivano lo centrarono in pieno. Era quindi vietata questa operazione, bisognava aspettare che i commissari di percorso ti spingessero e ti rimettessero in gara.
Io, nella foga della gara, non avevo rispettato tale regola e continuai l' inseguimento, superai chi mi stava davanti, compreso il primo, un udinese che già vedeva la vittoria a portata di mano.
Ma per il pubblico presente, in Jugoslavia le gare erano molto sentite e apprezzate, il vincitore ero io.
A fine gara, come di consueto fu consegnata la corona d'alloro, allora si usava in particolare nelle gare motociclistiche, al vincitore ufficiale ma chi fu portato sulle spalle in trionfo fu il sottoscritto con conseguente “grugno” di rabbia del mio rivale.
Ho già avuto modo di dire che le gare in Jugo erano particolarmente apprezzate dagli amici-piloti celibi, perchè, ai tempi, erano molto frequentati i locali notturni dei nostri confinanti dove si svolgevano i “famigerati” spogliarelli, molto “rustici” certe volte, ma comunque non visibili nel nostro paese.
Essendo, di solito, invitati dall' ”Auto moto drustvo”, l' ACI locale, dovevamo sottostare a regole ben precise. Ospitati in strutture che erano alberghi ma anche scuole (di regime si diceva), sveglia alla tal ora, colazione e poi tutti in fila fino al percorso di gara.
Percepivamo anche un ingaggio di 10000-15000 dinari di allora, ma quelli non bastavano per le spese della sera prima.
C'era, insomma un gioioso clima di “baldoria”.
Il commento più cattivo dei miei amici, visto che con me c'era sempre mia moglie, era: “E' come andare in Germania e portarsi la birra da casa”, comunque eravamo visti come una coppia di giovanissimi gattini innamorati, tant'è che ci spedivano delle simpatiche cartoline.

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Ricordo che in un' occasione, a Maribor, al confine con l'Ungheria, arrivammo la sera e fummo indirizzati in una casa privata che ci avrebbe ospitati per la notte (io, il meccanico e un accompagnatore, questa volta, assente mia moglie).
Nel tragitto, al buio più totale, in una stradina stretta di montagna, dietro una curva troviamo un carro che ci sbarra la strada.
Il carro, di quelli caratteristici loro, con le sponde a “V”, era trainato da un bue e una donna, a piedi che lo guidava, dietro due uomini distesi sulla paglia ubriachi fradici, era una immagine abbastanza frequente, le donne che ad una certa ora andavano a prelevare gli uomini all'osteria e se li portavano a casa.
In quella piccola casa abitavano due vecchietti che abbandonarono la loro camera da letto per ospitarci. Il mattino seguente colazione a base di tutto quello che avevano a disposizione, dalle uova fresche al pane, ricordo con ammirazione l'ospitalità di quella povera gente.
Altro simpatico aneddoto.
Ho già detto che eravamo in tre e dovevamo dormire nel letto matrimoniale pìù uno singolo che ci avevano preparato gli ospitanti.
Andiamo in camera per coricarci e incominciamo a svestirci, ad un certo punto l'amico “Bughi”, solito mattacchione, si gira e vede il “terzo uomo” che si sta infilando un pigiama blù a pallini bianchi, piuttosto fighetto l'amico, ma comprensibile, era commerciante in abbigliamento.
Solo che il “Bughi” non gradì e sbottò : “io con quello lì non ci vado a letto, con una gallina faraona no” e anzicchè mettersi il pigiama si mise la tuta da meccanico chiudendo con estrema cura la lunghissima lampo.
Ovviamente il nomignolo che tuttora viene usato è quello di : “gallina faraona” anche se, per la verità non ho mai capito e saputo se le penne delle galline faraone sono a pallini bianchi...mah, mi resta il dubbio che non avesse niente a che fare.
Và ricordato che negli anni 60 non erano tempi allegri per quelle genti, la tirannia della dittatura era molto ferrea, tutto era diretto e sorvegliato dalla polizia, anche in borghese, l'effige di Tito ti sovrastava ovunque e la miseria, quella vera, era la merce più diffusa, in particolare nelle zone rurali e periferiche.
In occasione di una gara a Zagabria io ho venduto il mio ultimo Mc Culloch, ma cè stato chi ha venduto il casco, il “Bughi” le scarpe da ginnastica, usate ovviamente.
Si diceva che i più avveduti si portassero una bella scorta di calze di njlon per omaggiare le giovani slovene, nascoste (le calze) da qualche parte perchè alla dogana erano piuttosto severi, la cedo come notizia di cronaca, io le calze no le ho mai viste, le ragazze sì, qualcuno le “agganciava” facilmente.
Generalmente non eravamo ben visti, un po' perchè gl'italiani avevano la fama di sbruffoni, spendaccioni, ma soprattutto per una questione politica,, eravamo per tutti “fascisti”, quindi bisognava stare attenti ai gruppi di giovani nelle uscite notturne e possibilmente accompagnarsi ai triestini che parlavano sloveno, ma si trovavano anche nostalgici di origine italiana, specialmente in Istria, che parlavano triestino anche se difficilmente facevano riferimenti al regime, di quello non si parlava proprio.
In seguito hanno capito che gl' italiani portavano ricchezza e, furbescamente, in particolare vicino ai nostri confini, fiorirono night-club, supermercati, macellerie e distributori di benzina ad uso e consumo nostro.
In occasione di una gara a Maribor, nel box si era avvicinato un ragazzo che ha tentato d'impossessarsi di qualcosa, forse qualche attrezzo, ovviamente tutto faceva gola perchè da loro non c'era o costava “un occhio”, al chè, accortosi, il nostro amico Bughi si è messo a gridare mettendolo in fuga, purtroppo per lui fu inseguito da un poliziotto che non si fece problemi ad usare il manganello e portarlo in caserma, questo era il clima, eravamo protetti ma anche timorosi di fare un passo falso.
Anche quando, in seguito, frequentavo in barca la costa Jugoslava c'era sempre il timore di commettere qualcosa o di non avere la documentazione in regola perchè si diceva: “quelli prima ti mettono dentro e poi ti chiedono come ti chiami”.
Se magari eri tranquillo e beato in una calletta che facevi il bagno e vedevi da lontano arrivare un motoscafo di colore grigio...ecco la “Milicia”, per prima cosa ti chiedevano se avevi armi e poi rovistavano d'appertutto anche sotto le cuccette.
Quando avevo il Maserati, una volta, alla frontiera di Gorizia me l'hanno rigirata come un calzino, anche sotto i tappetini sono andati a vedere, poi, sia io che mia moglie siamo stati “palpeggiati” da due poliziotti, uno uomo e una femmina, evidentemente il tipo di macchina li aveva insospettiti o, forse, la mia faccia.......?
Da quel giorno mia moglie non ha più voluto andare oltre confine.

E' proprio vero che la vita si snoda a cicli, questo è stato il primo, il più giovane, il più breve, il più divertente ciclo, poi, è arrivato il momento di diventare “grande”, di metter sù famiglia (si suol dire), ma prima bisognava passare attraverso le forche caudine della festa di addio al celibato con gli amici, ma.....quella è un'altra storia.

Rileggendo mi rendo conto che ho usato con frequenza l'avverbio “perchè”, ma.... mi chiedo: “Perchè vi racconto tutto questo ? Interessa a qualcuno?”
Sicuramente no, e allora scusatemi per il tempo che vi ho sottratto, sapete come sono i nonni, si lasciano trascinare facilmente raccontando le storielle ai nipoti.

PS: Dimenticavo, dai tempi del Mc Culloch per gli amici sono “il Mc “ (il mec).


Rispondi: MoonChild
Risposta del: 01 September 2007 21:23:52
Messaggio:

Se interessa a qualcuno????
A me, e credo a molti altri, interessa moltissimo.
E' un bel racconto, che viene da un periodo che ormai è troppo lontano e purtroppo non solo nel tempo. Tutto nasce da una passione che con te condividiamo e ci siamo trovati a vivere in un momento diverso. Allora sembrava tutto più romantico con più ingenuità, più passione. Queste 500 che amiamo, non ci legano forse a quel periodo??
E' un bellissimo regalo quello che ci stai facendo.....non spetteri più di leggerti...grazie!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 01 September 2007 21:28:41
Messaggio:

Vincenzo perchè pensi di averci sottratto del tempo? stai scherzando? Qui ho accanto mia moglie che si appassiona assieme a me ovviamente alle tue storie.
A domani?


Rispondi: macovince
Risposta del: 01 September 2007 22:07:02
Messaggio:

Anche mia moglie è curiosa, da quando l'ho messa al corrente dell'iniziativa mi chiede sempre:
" E' pronta la prossima puntata?"


Rispondi: latino
Risposta del: 01 September 2007 22:56:34
Messaggio:

ciao,vincenzo
è sempre bello leggere del tempo e delle avventure passate,e oltretutto,scrivi apassionando chi ti legge,cosa che io non sono mai riuscito a fare ,e neanche a raccontare a mio figlio ,domani parto per qualche giorno per cipro.
spero di avere altri racconti al mio rientro


Rispondi: ermodifica
Risposta del: 02 September 2007 00:55:03
Messaggio:

rimango sintonizzato in attesa della prossima puntata
complimenti ti prego non smettere.
ciao
cinquino forever


Rispondi: Natale
Risposta del: 02 September 2007 07:27:01
Messaggio:

Vedi VINCENZO? ci hai calamitato tutti davanti al monitor, oltre 900 utenti hanno già letto in pochi giorni; e poi dici che non interessa nessuno. Sicuramente raccontando ciò tua moglie viene adesso a conoscenza di tante tue "marachelle" fatte in passato.


Rispondi: macovince
Risposta del: 02 September 2007 11:40:07
Messaggio:

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tutte fatte assieme


Rispondi: Natale
Risposta del: 02 September 2007 11:58:19
Messaggio:

Ah ah ah ah ah ah ah, io pure le marachelle le ho fatte assieme a mia moglie, lei sa tutto di me, del mio passato, presente e futuro.


Rispondi: ermodifica
Risposta del: 02 September 2007 12:46:01
Messaggio:

natà ai ragione
anche la mia signora
hihihi hohoho hehehe
ci leggono negl'occhi
io ogni tanto metto gli occhiali scuri
hihihi


Rispondi: lucusta
Risposta del: 02 September 2007 13:09:12
Messaggio:

incantato dall'avvincente racconto sono impaziente nell'aspettare la prossima puntata.

vincenzo, sei un narratore con i fiocchi; affascini il lettore, e il tempo sembra fermarsi!


Rispondi: Natale
Risposta del: 02 September 2007 17:25:50
Messaggio:

Oggi è domenica, chissà se posterà??


Rispondi: macovince
Risposta del: 02 September 2007 18:29:05
Messaggio:

L'ADDIO AL CELIBATO
(non sarà mica una festa ? )

Ed in effetti i miei amici erano di questo stesso avviso.
Va premesso che dei 12-13 amici che allora componevano la “compagnia”, dei quali solo la metà avevano fatto il militare, mentre gli altri con scusanti varie (figlio unico, la nonna a carico, la pleurite, il soffio al cuore ecc.) l'avevano svicolata, pochi avevano fatto l'esperienza della gavetta e degli scherzi da caserma, a volte,anche pesanti.
Pertanto gli uni non vedevano l'ora di rivivere i momenti goliardici della naja, gli altri, rassegnati, sapevano che avrebbero dovuto “pagare dazio”.
Niente di meglio che l'occasione delle feste di addio al celibato per fare le cose in grande.
Ogni stagione ha le sue feste. C'è la stagione o il periodo dei matrimoni, delle comunioni, delle cresime, dei matrimoni, della nascita dei figli e via dicendo fino a quella in cui partecipano solo gli altri.
Anche per noi, quindi, è venuta la stagione dei matrimoni , quasi tutti nel giro di due o tre anni.
Per la verità ci si “allenava” spesso, un po' perchè in compagnia c'erano i soggetti giusti, un po' perchè le cene fra soli uomini, chiamiamole sociali, erano abbastanza frequenti, ma i motivi per fare un po' di baldoria c'erano sempre.
Da noi, poi, come saprete, in Friuli c'è la tradizione radicata di andare al bar a bersi l'aperitivo che consiste nel classico “tajut”, ossia il calice di vino bianco e noi, molto legati alle tradizioni, mezzogiorno e sera, dopo il lavoro ci trovavamo nel solito locale.
La tradizione, per la cronaca, resiste tuttora, solo che la compagnia si è un po' ridotta ma non ancora per il motivo di cui sopra (perchè partecipano solo gli altri).
Veniamo a noi.
Dopo nove anni di fidanzamento era giusto, seppure in giovane età, che convolassi a giuste nozze con la mia paziente “morosa”.
Preparato l'appartamentino dei colombi, stabilita la data delle nozze dovetti affrontare quelle che ho chiamato le “forche caudine” della cena con gli amici per l'addio al celibato.
Quel fatidico giorno ci troviamo, come la solito al bar, a mezzogiorno e gli “aguzzini” mi dicono: “ Tu aspettaci a casa, veniamo noi a prenderti”.
Già questo mi metteva in apprensione, “Chissà cosa avranno preparato”.
Verso le venti, incravattato come si conveniva, stanco di aspettare in casa, scendo e vado in negozio a luci spente.
Il locale è piuttosto grande, ha cinque grosse vetrine per una lunghezza di quasi una ventina di metri, quindi con una bella visuale sulla via principale del paese.
Ad un certo punto sento il tam-tam di un tamburo e, strana cosa a quell'ora, un po' di gente sul marciapiede di fronte che guardava da un lato, sembrava fosse il I° maggio con la sfilata dei compagni-lavoratori e i trattori.
Ma, al posto dei trattori, si materializza un carro trainato da due buoi con a piedi il proprietario della quadriglia, figura che io conoscevo benissimo come tutti i cervignanesi, il buon “Bagai”.
Non so che origini avesse il sopranome, era comunque un vezzo comune del paese ed anche tra di noi quello di affibbiarci dei nomignoli strani.
Un simpatica figura “il Bagai”, abitava in una casetta in via Trieste ove viveva con due figli e la moglie lavorando quei quattro campi che non so neanche se fossero stati suoi, certo è che la vita era piuttosto grama, gente onestissima e lavoratrice.
Era solito rientrare dai campi la sera tardi e non si capiva se era lui che guidava i buoi o viceversa, tanta era la stanchezza che traspariva da quella faccia rude.
A tal proposito, un amico, vicino di casa ci raccontò che una sera, la moglie, stanca di aspettarlo se ne andò a letto con i figli lasciandogli un piatto in mezzo al tavolo.
Il buon “Bagai”, rientrato, un occhio aperto e uno chiuso, ha ripulito il piatto ed è andato a letto. L'indomani mattina la signora “Bagaia” quando vede suo marito gli chiede: “Hai pulito tu il piatto che era sul tavolo ?”, la risposta fu “Sì”.
Niente di più normale se non fosse che in quel piatto c'erano solo le lische delle sardine che la moglie e i figli avevano mangiato la sera prima.
Che la storia sia vera non ho difficoltà a credere e quindi vi dà l'idea di qual'era il personaggio, adatto alla coreografia che mi avevano preparato.
Piano, piano, dopo il carro si materializza una figura di uomo con un grosso cappuccio, stile ku-kus-klan e con una grande scure sulle spalle, seguito da un discreto numero di “seguaci”, incapucciati e diligentemente in fila per due.
“Eccoli quà” mi son detto.
Mi hanno prelevato di forza, vestito con un pigiama di flanella, generosi perchè era il mese di aprile e faceva freschetto, ma non si è capito dove l'avessero prelevato...che fosse del “Bagai”?

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Mi hanno messo una pseudo-parrucca di canapa da idraulico e mi hanno letteralmente buttato sul carro pieno di fieno.
Per fortuna che il locale dove dovevamo andare era vicino al centro anche perchè per tutto il periodo della cena, fuori dal locale ha stazionato un poliziotto che ci teneva sotto stretto controllo attraverso le finestre.

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Anch'io mi ero preparato, però, consegnando un ricordo dell'avvenimento a tutti gli amici, con un precedente e paziente lavoro di modellismo ho assemblato un arnese di uso comune, rigorosamente fatto.....a mano.


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eccone copia autentica e originale...


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L'ho saputo dopo, che nel tragitto di preparazione al “corteo” alle spalle di Fabio (detto “la volpe”), il boia, si era presentato il Commissario di Polizia con un poliziotto.
Allora avevamo anche il Commissario di PS a Cervignano.
La manifestazione non era stata annunciata, anche se non si prevedeva un obbligo di questo tipo, quanto meno a livello paesano, essendo tutti conosciutissimi non ci sarebbe stato alcun problema da parte dell'Autorità, il fatto grave fu che erano tutti incapucciati.
Fabio sente alle spalle una voce che gli intima;
“ In nome del popolo italiano si faccia riconoscere”
Inevitabile risposta del boia convinto che alle sue spalle ci fosse il solito instancabile guascone, il “Bughi” (Enrico, suo fratello).....
”Và in ca...no Bughi ”.
“In nome del polo italiano si faccia riconoscere”....... ripetè il Commissario.

Ecco il motivo del ritardo nel venire a prendermi, hanno dovuto sorbirsi una autorevole “romanzina”, anche se con fare paternalistico e comprensivo come solo allora poteva essere, prima di avere il lascia passare per continuare la sfilata.
Ma non fu l'unica occasione in cui il Commissario si occupò di noi, anzi ci definì bonariamente “una compagnia di giovani simpatici e facinorosi”, in compenso ci ha sempre lasciati fare, anzi in occasione delle varie organizzazioni delle gymkane è stato sempre estremamente collaborativo.

Ai ragazzi d'oggi queste carnevalate sembreranno stupide, forse infantili e dire che noi avevamo dai 25 ai 35 anni eppure tutto questo ci permetteva di passare le serate serenamente in piacevole compagnia, mai sentito parlare di spinelli o eccitanti vari, la nostra massima eccitazione erano gli scherzi, gli sfottò e le sane risate collettive.
E' dall'età di diciott'anni che frequento gli stessi amici, qualcuno si è perso per strada, come succede ma, come si dice in questi casi, restano i “migliori”, certo è un fatto di cui qualche volta ne parliamo e non certo per esaltarci ma per evidenziare, in negativo, la scarsa propensione dei giovani d'oggi a socializzare.
Per “socializzare” intendo l'aggregazione ai fini di una azione costruttiva comune.
Vanno a scuola, al bar, in discoteca, al lavoro assieme, quando s'incontrano “baci e abbracci”, convivono, si sposano, si separano tutto è provvisorio, non c'è niente di solido, si bruciano amicizie, amori, famiglie in poco tempo e la società sembra andare allo sfascio.
E dire che vivendo in una piccola realtà di provincia sono ben lontano dalla convulsa, stressante e oppressiva realtà delle grandi città industriali, dove è più il tempo che passi in metrò o in macchina per andare e tornare dal lavoro che quello che puoi dedicare alla moglie piuttosto che ai figli.
Mica si ritrovano questi giovani, come noi ogni giorno al bar a fare “ricreazione” con i coetanei dove tra una barzelletta e un “ricordi che...” scarichi la tensione del lavoro, ricarichi le batterie.
Magari tra qualche po' arriverà il solito autorevole studio americano che ci dirà che serve a prevenire l'artereosclerosi e la demenza senile.
L'ho definita “ricreazione” perchè, come al solito, parlando faccio sempre riferimento inconsapevole e sottinteso a fatti vissuti.
Un bel giorno, quando mio figlio frequentava le elementari, in un compito in classe il cui titolo non ricordo quale fosse, scrisse che ”.....anche mio papà fa la ricreazione, tutti i giorni al bar con gli amici”, cosa che la maestra mi ripetè quando occasionalmente m'incontrò.
“Aaaaaa.....ho saputo che anche lei fa la ricreazione al bar tutti i giorni” mi disse “Sì” risposi, “Per restare giovane di spirito e di mente” e ci facemmo una bella risata.

Ridere fa bene al corpo e allo spirito, spero di avervi fatto almeno sorridere....!

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Rispondi: Natale
Risposta del: 02 September 2007 19:48:26
Messaggio:

Non solo per i titoli conquistati in pista uscivi sui giornali, ma anche per l'addio al celibato, troppo forte davvero.


Rispondi: Natale
Risposta del: 03 September 2007 20:48:56
Messaggio:

E oggi??????? :


Rispondi: macovince
Risposta del: 03 September 2007 20:56:43
Messaggio:

OGGI TRIPPE !


Rispondi: macovince
Risposta del: 03 September 2007 21:01:33
Messaggio:

Natale....il periodo delle gymkane arriva tra una decina d'anni !!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 03 September 2007 21:38:25
Messaggio:


Rispondi: Natale
Risposta del: 04 September 2007 21:26:33
Messaggio:

L'ho immaginavo, adesso VINCENZO non scrive più.


Rispondi: Natale
Risposta del: 05 September 2007 17:50:59
Messaggio:

Mi sa che stasera, si scriverà.


Rispondi: omero
Risposta del: 05 September 2007 18:06:05
Messaggio:

Natale, abbi fede! (non Emilio).... arriva....deve concentrarsi per il grande passo!!! era ritenuto un incallito scapolone!!!


Rispondi: macovince
Risposta del: 06 September 2007 16:35:45
Messaggio:

PEDALA....PEDALA....

Correva l'anno di grazia 1958.
Erano i periodi in cui d'estate iniziava il turismo di massa.
I vacanzieri austriaci e tedeschi fin dai primi anni del XIX secolo frequentavano l'isola di Grado, si trattava di un turismo d'elite, per pochi facoltosi che potevano permettersi le ferie sull'Adriatico, in quella che era considerata la spiaggia al mare per quelle popolazioni.
Poi ci fu la seconda guerra mondiale e solo dopo si videro i primi transalpini, solo verso gli anni 50 si videro arrivare frotte di turisti, i più abbienti con le Mercedes, molti in motocicletta, magari sydecar, con le caratteristiche tute nere di pelle e molti in bicicletta con enormi zaini fissati ai portapacchi, i pantaloni corti di pelle grigia e i calzettoni di spessa lana anche in pena estate.
Erano i primi campeggiatori, le roulotte e i camper erano di là da venire, si girava il mondo dormendo in tenda.
Per noi ragazzi era una visione che ti faceva fantasticare, ricordo che tra i miei sogni di allora c'era un viaggio in Balilla, la mitica Fiat anteguerra, fino a Capo Nord.
Rimase tale.....un sogno.
Qualcosa di più abbordabile però si poteva ipotizzare e allora incominciammo a parlarne tra amici, fantasticando, perchè a 16 anni la fantasia vola.
Ma con che mezzo ? Semplice, in bicicletta...e magari io avrei potuto fare da mezzo motorizzato d'appoggio con il mio Mondial Scugnizzo.
Timidamente inizia a prospettare ai miei genitori la possibilità di una tale iniziativa per le imminenti vacanze estive.
Un'esperienza di campeggio già l'avevo fatta qualche anno prima essendomi aggregato all'iniziativa della parrocchia di un vicino paese e mi ero anche divertito perchè il gruppo della mia tenda era formato da ragazzi abbastanza più grandi di me, io ero il “bocia”, quindi godevo di maggiore libertà rispetto ad altri gruppi.
Potevamo andare in paese, allora eravamo ad Auronzo di Cadore, senza accompagnatore mentre gli altri, i piccoli, dovevano restare al campo. Per me era motivo di vanto e di scherno nei confronti loro.
Quando mio padre sentì parlare di motorino la risposta fu seccamente: NO, neanche un “nain” di quelli classici, scanditi dai militari tedeschi poteva essere più perentorio.
E va beh, mica ci fermammo al primo ostacolo noi. Prendemmo in considerazione il viaggio in bici, anzi poteva essere più avventuristico e divertente.
Dall'iniziale corposo numero degli amici disponibili, come al solito, restammo solo in tre, io, Paolo e Graziano, detto Roky.
Non mi ricordo per qual motivo lo battezzammo così, forse per quell'aria un po' da “teddy Boys”, così si chiamavano a quei tempi i giovani contestatori americani.
Fisico che oggi si definirebbe palestrato, già allora buon bevitore e instancabile cacciatore di ragazze.
La sua massima era: “Io gliela chiedo a tutte, prima o dopo....”
Era capace, in una domenica, di ubriacarsi due volte, ma gli bastava poco per sentirsi male e quasi sempre ero io che lo accompagnavo a casa, un po' perchè non mi sono mai lasciato prendere la mano, ho sempre saputo dire basta “non bevo più” ed anche perchè avevo il coraggio o la sfrontatezza di affrontare i suoi genitori.
Viveva con sua madre vedova di guerra ed il suo convivente, bravissima persona, che cercava nel limite del possibile di tenere sotto controllo l'esuberanza di quel unico figlio.
Paolo invece era l'opposto, ci conoscevamo e ci frequentavamo da parecchio, anche lui viveva con la sola madre e all'epoca già lavorava come apprendista nel nostro negozio.
I preparativi ci videro impegnati soprattutto a trovare una solida sistemazione dei bagagli, feci fare da una sarta un sacco a forma di cubo per contenere biancheria e vestiti e rinforzai il portapacchi sulla ruota posteriore.
Per la tenda mi rivolsi ad un maresciallo che aveva la responsabilità del magazzino della caserma militare locale il quale mi procurò tre teli mimetici che ci furono sufficenti per fare una tenda “canadese” più la copertura della base.
Pala, paletti, corde e piccola attrezzatura per le riparazioni delle bici e tutto era a posto.
Il programma prevedeva solo la partenza verso i monti della Carnia, lunghezza del percorso e durata della vacanza erano condizionati dalla disponibilità economica che no era molta....si vedrà camin facendo.
A posteriori devo riconoscere che i nostri genitori sono stati bravi a consentirci di partire, evidentemente godevamo di una meritata fiducia.
Fatteci quindi le dovute raccomandazioni, “telefonate una volta al giorno, mi raccomando” era la frase di “consegna” ( si dice così in gergo militare?), perchè ovviamente i telefoni cellulari non c'erano neanche nei film americani.
Con l'entusiasmo alle stelle partimmo da casa mia

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La prima sosta la facemmo dopo una sessantina di km, vicino a Gemona, la località che diventerà tristemente famosa per essere stata l'epicentro del terremoto del 1976.
Ci fermammo in una aiuola spartitraffico, volevamo essere visti altrimenti che gusto c'era, un bel paninazzo e via.

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Come prima tappa non fu neanche male, facemmo quasi 100 km arrivando fino in Carnia, ai piedi delle Alpi, oltre Tolmezzo ci fermammo a Villa Santina con l'intenzione di prepararci un pranzo/cena caldo e montare la tenda.
La scelta del posto dove campeggiare fu molto facile, nella prima periferia del paese, vicino alle ultime case e al campo sportivo, malgrado l'età, ma i tempi erano ben diversi dagli attuali, non avevamo timore di incontri poco piacevoli, ci sentivamo forti, eravamo in tre e poi c'era sempre l'ariete Roky.
Ci apprestammo dunque ad accendere un fuoco con quel po' di legna che abbiamo raccimolato, tra due alberi e due pietre accendemmo il fuoco.
Non passò molto tempo che arrivò una guardia forestale e ci intimò di spegnere tutto immediatamente.
Nel frattempo incominciò a cadere una leggera pioggerellina.
Fummo costretti a preparare il fornello da un'altra parte, mentre la poca legna a disposizione si era bagnata e quindi faceva più fumo che fuoco, inoltre ci eravamo dimenticati un coperchio per la pentola e quindi prima di arrivare a ebollizione, l'acqua era nera di fuliggine.
Ovviamente, per disperazione, buttammo la posta ugualmente e bene o male riuscimmo a mangiare un po' di spaghetti “collosi” e affumicati.
Dimenticavo di dire che il sale che ci mancava, il solito Roky se l'era procurato dopo aver agganciata una ragazzina che abitava lì vicino.
Insomma come prima notte non è andata male, smise di piovere e seppure piuttosto stretti, sulla dura terra qualche ora dormimmo, del resto la stanchezza dei primi cento km. si faceva sentire.
L'indomani, levata e colazione al bar in centro paese con doverosa tranquillizzante telefonata a casa .
Il posto non era di nostro gradimento e quindi partimmo, destinazione Ampezzo Carnico, un trentina di km più in sù, eravamo già in montagna e le pendenze si facevano sentire.
Anche in questa località ci sistemammo in un prato adiacente il campo sportivo, avevamo come punto di riferimento un ragazzo che era in collegio con un mio amico, al Bertoni a Udine, i suoi genitori gestivano l'unico forno del paese e quì andavamo a rifornirci.
In due giorni di sosta ci eravamo organizzati anche per il bucato

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ma l'acqua di montagna è piuttosto fredda

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e quindi decidemmo che era preferibile lavarsi con acqua riscaldata al sole del giorno, anche se la comodità non era proprio quella di casa

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Ci fermammo un paio di giorni ma il posto non offriva grandi attrazioni, anzi nessuna per noi e quindi decidemmo di invertire la rotta verso il lago di Cavazzo poco più a Sud di Tolmezzo, il centro punto di riferimento e capoluogo di tutta la zona carnica.

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(continua)


Rispondi: niki500
Risposta del: 06 September 2007 17:00:32
Messaggio:

Sei forte vincenzo ,
la chiameremop la Vince story
comunque hai sintetizzato in poche parole (e giuste ) le nuove generazioni .... senza offesa per i giovani ...meno male non sono tutti cosi , io li ho soprannominati generazione (Zapping ) prendi e getta che sia materiale , amore o lavoro , il senso dello sforzo e inesistente e tutto ' adesso ora ' senza attesa !!!bah
per fortuna che ci i ricordi ....

ps x Natale le marachelle a venire .... profitta di oggi !!!domani chi sà .....


Rispondi: Natale
Risposta del: 06 September 2007 17:01:21
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Anno 1958, mese???? Le tue storie le leggiamo tutto di un fiato. Anche allora la forestale era allertata a fermare i "piromani".


Rispondi: macovince
Risposta del: 07 September 2007 09:34:27
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La strada era bella, asfaltata con le solite curve e tornanti che si trovano in montagna, scendevamo piuttosto veloci in fila indiana, finalmente senza pedalare.
Ad un certo punto, in una secca curva a sinistra Roky sbanda, frena e cade, per fortuna senza grossi danni, qualche leggera sbucciatura niente di più, il danno maggiore l'ha avuto la sua bicicletta, si è piegata una pedivella, non si sa come, crea dei problemi nella pedalata ma bene o male si può continuare verso la nuova meta.
Dopo Tolmezzo la strada allora era bianca, ghiaiosa non piacevole da farsi, arrivammo in riva al lago e ci accampammo nell'area libera adibita a camping vicino ad un locale trattoria/dancing.
Tutte le mattine andavamo a fare gli acquisti alimentari nel vicino paese di Interneppo che si raggiungeva attraverso una stradina ghiaiosa piena di curve ed anche abbastanza ripida, dura da farsi in salita e pericolosa in discesa, al ritorno.
Come primo inconveniente perdemmo l'anguria che avevamo messo in una borsa di rete gettandola nella freschissima acqua del lago, comunque il vitto non era male ed anche un buon bicchiere di vino rosso non mancava mai

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Durante la notte, poi, dormimmo molto poco perchè avevamo il pavimento infestato di formiche.
Ma il fatto peggiore che ci rovinò le vacanze successe di lì a poco.
Tornando dal paese dove abitualmente andavamo a fare colazione e ad acquistare i viveri il solito, sbadato e irruento Roky scedendo a “tutta birra” ne combinò una delle sue.
Io stavo guidando la fila indiana, ad un certo punto, in una curva a sinistra incrocio un motociclista che lentamente stava salendo, rigorosamente sulla sua destra.
Ebbi un presentimento e mi girai a vedere se dietro di me c'erano gli altri due e feci giusto in tempo a vedere Roky scontrarsi con l'uomo in moto.
Mi fermo e torno indietro, ricordo con chiarezza la scena.
Roky che tiene per le braccia un vecchietto seduto a terra, con la faccia sanguinante. La polvere aveva contribuito a creare una scena da brivido.
Per fortuna passò un automobilista che si rese disponibile al trasporto nel paese più vicino dove c'era un medico.
La mano protettrice che vegliava su di noi ci aiutò anche in quella occasione, le ferite non erano gravi e tutto si risolse con una medicazione ambulatoriale e relativo trasporto a casa del malcapitato.
Non ci crederete ma da un controllo successivo la pedivella della bicicletta del mio amico era diritta, quasi perfetta.
Il giorno successivo fu dedicato alle trattative che dovemmo sostenere con il parroco locale che fungeva da intermediario e il vecchio incidentato che voleva essere rimborsato del mancato guadagno dei giorni che sarebbe rimasto assente dal lavoro.
Ce la sbrigammo lasciando i nominativi e l'indirizzo dei genitori di Roky mentre non fu richiesto alcun intervento di polizia, per fortuna.
A questo punto, però, eravamo demotivati e soprattutto senza soldi in quanto le quattro lire in più di cui disponevo le avevamo spese tra visita medica e trasporto del malcapitato.
La decisione immediata di smantellare il campo, sommata ad una foratura creò un po' di scompiglio, pentole, vestiti, teli tenda, cerchioni e camere d'aria erano disseminati su tutto il “campo”.

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Prendemmo la strada del ritorno abbacchiati e anche un po' preoccupati per le conseguenze dell'incidente che avremmo dovuto subire una volta arrivati a casa.
Ricordo che le ultime lirette le spendemmo per dissetarci in un bar vicino a Udine, prendemmo due “spritz” (vino, acqua minerale e limone) e un “canarino” (acqua minerale e fettina di limone), perchè quest'ultimo costava meno.
Ben presto arrivarono le richieste di rimborso sempre più consistenti da parte del parroco per il montanaro/motociclista che evidentemente ci voleva speculare alla grande e alle quali il padre del mio amico dovette far fronte.
Da buon, severo educatore qual'era, il padre di Roky dette un giro di vite prima alle concessioni di libertà e poi di disponibilità economica con una conseguente e crescente acredine nei confronti di quel “approfittatore” montanaro.
In quel tempo, Roky frequentava le scuole superiori a Udine, ospite di un collegio e rientrava regolarmente a casa per il fine settimana.
Un sabato, ci troviamo al solito bar e arriva lui tutto “pimpante” e allegro,”ragazzi, ho una bella novità” ci dice.
“Sputa l'osso, Roky” che bella novità vuoi che porti dal collegio, abbiamo pensato.
Risposta : “Alcuni giorni fa, ero seduto sul WC in attesa di fare quello che fisiologicamente tutti facciamo, nel frattempo leggevo gli articoli del “Messaggero Veneto”, sì perchè in collegio non si usava la carta igienica ma si riciclavano i vecchi quotidiani, “cosa mi capita di leggere nella cronaca dalla Carnia ? E' scoppiato un incendio nella casa di........(nome e cognome del vecchietto della moto) ebbene, disse Roky, “ho fatto la più bella ca...ta della mia vita”.
Perdonatemi la schiettezza ma andava raccontata riportando testualmente la colorita espressione.
Secondo lui finalmente giustizia era fatta.
Sono sicuro che se da lassù mi guarda Roky si farà una gran bella risata.
Ed in futuro la gita in bicicletta fu ricordata soprattutto per il suo strano e imprevedibile epilogo.

Purtroppo, come se la sua vita fosse preventivamente tracciata da incidenti stradali, Roky fu protagonista di un altro bruttissimo caso, in auto travolse una ragazza che portava sul seggiolino della bicicletta il proprio figlio di pochi anni.
Il bambino fu sbalzato a distanza e cadde in un campo senza conseguenze fisiche mentre la giovane madre morì.

Ciao Roky


Rispondi: Natale
Risposta del: 07 September 2007 20:55:12
Messaggio:

Peccato per la donna.


Rispondi: n/a
Risposta del: 10 September 2007 15:12:13
Messaggio:

Uauuuuuuuu che storia!!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 14 September 2007 19:10:40
Messaggio:

VINCENZO, noi aspettiamo, continua.


Rispondi: Mattia_s
Risposta del: 18 September 2007 00:11:13
Messaggio:

Vincenzo, mi sa che ci siamo conosciuti ad una mostra scambio a Reggio Emilia....


Rispondi: macovince
Risposta del: 18 September 2007 00:22:08
Messaggio:

Mi dispiace ma a Reggio Emilia non ci sono mai stato, magari in futuro ....


Rispondi: Mattia_s
Risposta del: 18 September 2007 00:35:45
Messaggio:

Allora mi sbaglio con Padova. Eri tu e Andrea


Rispondi: macovince
Risposta del: 18 September 2007 00:54:34
Messaggio:


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Rispondi: Andrea
Risposta del: 18 September 2007 08:47:25
Messaggio:

Mattia, fatti riconoscere! Ricordo 2-3 persone... in particolare un paio: una bionda ed un signore che parlava con Donati.


Rispondi: macovince
Risposta del: 18 September 2007 08:52:17
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Andrea

Mattia, fatti riconoscere! Ricordo 2-3 persone... in particolare un paio: una bionda ed un signore che parlava con Donati.


Ovvio che ti ricordi della bionda...!


Rispondi: macovince
Risposta del: 18 September 2007 22:06:47
Messaggio:

LA “STAGIONE” DELLE GYMKANE.

Tutto ha avuto inizio durante una gita domenicale assieme a mia moglie.
Siamo passati, per caso, da Spilimbergo la bella cittadina della pedemontana carnica

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e abbiamo notato fin dalla periferia un insolito movimento, evidentemente abbiamo pensato ci sarà qualche festa paesana di cui noi non eravamo informati.
Parcheggio e sento un rumore insolito di autovetture che non poteva riferirsi al traffico normale, tra l'altro veniva dal centro storico, che conoscevo bene, con viuzze abbastanza strette, non certo con vialoni che consentissero quelle accelerate che si sentivano in lontananza.
Ovvio che l'orecchio fosse sensibile a certi rumori, quindi, con passo deciso,suggerii a mia moglie di dirigerci in quella direzione.
Si stava svolgendo una gymkana lungo le stradine del centro.
Era una manifestazione del tutto nuova anche per me, inoltre, essendo organizzata da una autoscuola, era improntata sul gioco e sull'abilità di guida, con diverse manovre l'accompagnatrice, infatti erano quasi tutte donne, si occupava dei giochi, tipo lancio del pallone a canestro o in porta e altro ancora, mentre il guidatore, non è il caso di chiamarlo pilota, doveva fare delle manovre in retro o tra i birilli nel minor tempo possibile.
Non ricordo se ci siamo iscritti, non lo dico per nascondere una performance negativa, forse proprio perchè non ho memoria di un risultato, certo è che la manifestazione mi piacque soprattutto perchè avevo notato una notevole partecipazione di gente.
Quindi, giochi a parte, poteva essere una iniziativa da copiare se avessi trovato una discreta collaborazione tra gli amici di sempre e sia da parte dell'Amministrazione pubblica che di sponsor che coprissero le inevitabili spese economiche.
Nei giorni seguenti ne parlai con gli amici e riscontrai subito molto entusiasmo, del resto lo stesso gruppo si era sempre attivato nell'ambito dell'Associazione P. Zorutti per organizzare un po' di tutto, dalle mostre di modellismo, ai tornei di biliardo, ai veglioni da ballo (storici) ecc., quello che di solito compete ad una Pro Loco che a Cervignano non c'era.
Un cenno storico di questa Associazione và fatto perchè fin dalla sua fondazione, primi anni del '900, fu un riferimento culturale, sportivo e diportistico molto importante per tutta la Bassa Friulana.
Negli anni successivi alla prima guerra mondiale aveva una riconosciuta e forte squadra di calcio, di ciclisti e più tardi di basket.
Quale ultimo presidente conservo ancora quella scarsa documentazione che è rimasta negli archivi, è interessante constatare con quale meticolosa cura si annotavano tutte le operazioni economiche, l'albo soci, i quali dovevano seguire una precisa trafila per entrare a farne parte,

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insomma essere soci della Zorutti era un motivo d'orgoglio

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le tante cartoline dell'epoca che i soci spedivano in sede dalle più svariate parti d'Italia

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anche i riconoscimenti di simpatia non mancavano

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le poche foto delle manifestazioni, famoso il veglione da ballo del post-capodanno.
Era per Cervignano quello che si potrebbe definire il ballo delle debuttanti, per la quale occasione le mamme e le figlie di tutta la Bassa si preparavano da tempo con vestiti e acconciature “ad hoc” e per noi maschietti era l'occasione per dimostrare di essere diventati adulti, inseriti di fatto nella società e per pavoneggiarsi con il primo smoking.

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(continua)


Rispondi: Natale
Risposta del: 19 September 2007 17:51:10
Messaggio:

Le acconciature anni 60, le ricordo. Bellissime le cartoline.


Rispondi: archidado
Risposta del: 19 September 2007 18:08:57
Messaggio:

che belle queste vecchie immagini


Rispondi: EddyB
Risposta del: 19 September 2007 20:55:37
Messaggio:

Scopro solo adesso questa discussione e sono rimasto semplicemente affascinato.
Chissà "il Mc" quanto ha ancora da raccontare


Rispondi: macovince
Risposta del: 19 September 2007 21:37:33
Messaggio:

In quella occasione veniva eletta la reginetta della serata con una sommatoria di punti che era legata all'acquisto da parte di parenti e amici di un certo numero di buoni con lo scopo finale di raccogliere una somma da devolvere in beneficenza o da far affluire nelle casse sociali per le attività di routine, mica male come idea.

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Come si usava nella buona società gl'inviti erano strettamente riservati ai soci o amici con una selezione che non consentiva formalmente alcuna deroga, anche se poi, le maglie si sono via via allargate adeguandosi ad una apertura mentale emergente che agli inizi del secolo non era la norma.

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Il ballo di carnevale era una mondanità vissuta nella stessa misura dai bambini

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tra i quali c'ero pure io e la mia cara sorellina in versione contadina

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in versione nobile

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e in versione tirolese

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forse in una delle poche occasioni in cui non gliele suonavo

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ed anche dalle mamme perchè il veglioncino dei bebè era preceduto da quello dei genitori.

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ricordi di quel periodo e di quel ambiente mettono malinconia alla vista del degrado della società odierna è preferibile, quindi, ritornare sull'argomento in oggetto.

Il nostro era un gruppo molto affiatato e, come detto in precedenza, non ci fermavamo di fronte a nessuna difficoltà, andavamo a pregare e “rompere” un po' dappertutto pur di raggiungere il nostro scopo, non c'era Autorità che non avessimo contattato e, per la verità, raggiungevamo sempre lo scopo.
Interpellato immediatamente il Sindaco, mi misi in contatto con gli amici che avevo all'ACI Udine per le necessarie autorizzazioni , contattai l'autoscuola di Spilimbergo per ottenere a noleggio i birilli che servivano per la delimitazione del percorso ed in fine coinvolsi gli scaut di Cervignano per la necessaria forza lavoro.
In futuro, per i birilli mi organizzai in proprio, andai presso un artigiano che fabbricava compensato, da questa lavorazione aveva come scarto il cuore del tronco dal quale veniva asportato lo spessore di legno che andava a formare i vari strati di compensato.
Questo tronco risultava quindi tornito alla perfezione con un diametro di circa 10 cm. per la lunghezza di 3-4 mt. per cui bastò tagliare pezzi di 35 cm. di lunghezza verniciarli di bianco con una fascia rossa e il gioco era fatto, si fa per dire bastò, perchè si trattava di qualche centinaio di birilli.
L'attrezzatura di base, quindi, c'era ed è servita in seguito per proporci come organizzatori di questo tipo di manifestazioni in giro per la Regione, lo staff organizzativo c'era, l'esperienza anche.
Andavamo alcune sere prima della gara a segnare il percorso lasciando dietro di noi una infinità di puntini bianchi sull'asfalto e frecce che qualche volta traevano in inganno gli automobilisti di passaggio.
Avevamo anticipato Ecclestone, vendevamo il pacchetto completo, per tutta l'organizzazione chiedevamo un corrispettivo che ci serviva per arricchire il monte premi e le spese per la gymkana di Cervignano, avevamo raggiunto il duplice obbiettivo della creazione del Campionato Regionale a costo zero.
La collaborazione ottenuta fu totale ed entusiastica, al punto che, in seguito, ho “assemblato” un gruppo che si era oramai specializzato ognuno nel suo compito, anche negli anni a seguire bastava un paio di riunioni per mettere a fuoco le variazioni rispetto all'anno precedente e tutto funzionava alla perfezione.
Come primo anno partimmo alla grande con un percorso che si snodava nel centro cittadino ed uno sviluppo piuttosto esteso.


(continua)


Rispondi: Mattia_s
Risposta del: 19 September 2007 23:04:01
Messaggio:

Macovince, mi dai l'impressione che eri un "vitellone".....


Rispondi: n/a
Risposta del: 19 September 2007 23:08:05
Messaggio:

Che foto meravigliose ... continua ti prego!!E' un incanto leggerti!!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 20 September 2007 07:59:21
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Mattia_s

Macovince, mi dai l'impressione che eri un "vitellone".....



Si, anch'io lo pensato, però per timidezza non ho avuto il corraggio di scriverglielo. Vai VINCENZO continua.


Rispondi: lele_vr
Risposta del: 20 September 2007 12:06:04
Messaggio:

bellissime le foto con tua sorella nelle varie versioni, in particolare il vestito tirolese!!!
Aspettiamo il proseguimento della gymkana's story


Rispondi: macovince
Risposta del: 20 September 2007 14:33:55
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Mattia_s

Macovince, mi dai l'impressione che eri un "vitellone".....



...sempre lei era

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con qualche anno in meno !


Rispondi: macovince
Risposta del: 20 September 2007 17:59:07
Messaggio:


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il Regolamento

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il volantino

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Allora, ovviamente, non c'erano i telefoni cellulari quindi per tenere sotto controllo tutto il percorso ci affidammo ad un gruppo di volontari CB, mentre, in seguito ottenni la collaborazione dei militari della locale caserma con tre-quattro postazioni di radio mobili, adirittura un anno ci montarono anche una bellissima tribuna in tubi Innocenti, quella che usavano per le parate militari, insomma le pensavamo tutte e ad ogni nuova edizione si apportavano migliorie sia dal punto di vista spettacolare che organizzativo.
Economicamente fummo sostenuti da una trentina di ditte locali mentre ebbi la felice idea di coinvolgere mio padre per l'offerta del Trofeo, felice perchè si rivelò un buon investimento pubblicitario e mi giustificò con il padre/padrone per le assenze dal lavoro dovute agli impegni organizzativi dei quindici giorni precedenti la manifestazione.
Ma l'apporto più “solido” lo diede il solito amico Bughi che ha sempre avuto una abilità unica e riconosciuta nello “spillare” quattrini a tutti, quand'era alla ricerca di sponsor non faceva distinzione tra commercianti, artigiani, professionista o la massaia di casa, poco ci mancava che andasse anche dal Monsignore, in quei giorni ed anche in futuro per tanti anni, tante manifestazioni e iniziative non c'era persona che lui conoscesse, e ne conosce molta, che non fosse coinvolta nel sostegno economico amichevolmente richiesto.
Insomma al Bughi nessuno diceva di no.

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C'è da dire che contrariamente a quanto succede solitamente noi abbiamo sempre, dopo ogni iniziativa, reso pubblico il bilancio economico con assoluta precisione e trasparenza, tutt'ora io conservo i bilanci delle manifestazioni in cui ero impegnato perchè ritengo che quando si gestiscono soldi altrui si debba essere asso-lu-ta-mente (come dice Prodi) rigorosi.
Anche per quanto riguarda l'immagine avevo la collaborazione dell' artista Bertino, detto “pinel”, forma dialettale per definire il pennello, come tutti gli artisti un po' strano e fantasioso, lui aveva il compito di studiare la grafica di volantini e manifesti con i quali negli anni annunciavamo l'evento e devo riconoscere che da questo punto di vista ci siamo sempre presentati con delle belle immagini che riscuotevano approvazione e interesse.
Un bel personaggio anche questo, ha fatto il grafico pubblicitario, il tipografo, il serigrafo, il commerciante di biancheria intima, il ristoratore, il gestore di night club, il fabbricante di birra (Mastro birraio), il barista, insomma è ancora alla ricerca di cosa farà da grande.
Sarà lui, in futuro, che mi affiancherà nella realizzazione e gestione della pista di autocross.
C'era chi si occupava delle classifiche, chi faceva lo speaker, chi aveva i sostegni politici in Comune, in Regione, chi teneva i contatti con il Comando militare, chi alla fine della gara coordinava i ragazzi che dovevano recuperare birilli e attrezzatura varia al fine di lasciare tutto il percorso sgombero per il passaggio della spazzatrice comunale, perfino chi aveva il solo compito di preparare, in sala Consigliare, l'esposizione delle coppe per la premiazione, insomma lo staff era completo e attivo.

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A tale proposito mi viene un mente una simpatica iniziativa che misi in atto in occasione di una gara di kart cittadina, parecchi anni dopo (altra stagione).
Il più fido e attivo collaboratore era sempre il Bughi e, come succede, né io né lui mai eravamo stati premiati pubblicamente per tutto quello che avevamo fatto, cosa escogitai ?
Mi feci tagliare da un artigiano locale, perfettamente a metà una coppa che diedi a chi in quella occasione era chiamato a premiare i vincitori, chiamati ambedue sul palco ci venne quindi consegnata metà coppa ciascuno per meriti ampiamente acquisiti.

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Facemmo un figurone, soprattutto, quello che ci premeva con l'Amministrazione Comunale, questo ci serviva per una ipotetica e proficua collaborazione futura.
La sala Consiliare allestita per le premiazioni

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La partecipazione di pubblico accorso da tutta la Bassa Friulana, sbalordì tutti, era da tempo che a Cervignano non si vedeva tanta gente, avevamo paralizzato il traffico fino a ore piccole ma ne era valsa la pena.
Nei giorni seguenti non si parlava d'altro anche perchè il tipo di manifestazione era del tutto nuovo e coinvolgeva facilmente autisti di tutti i giorni che mai si sarebbero iscritti ad una gara automobilistica, si erano ritrovati coinvolti così, tanto per provare, qualcuno sicuro di fare il figurone con la fidanzata o con la moglie, altri convinti di sbaragliare il campo con facilità, altri ancora magari ridimensionati da una figuraccia di fronte agli amici pronti a fischiare o ad applaudire.
Il bilancio economico fu anch'esso positivo, a fronte di una spesa di £. 248.530 risultò un avanzo di 25.970 che confluirono nelle casse, sempre vuote come in tutte le associazioni, della “P.Zorutti”.


Rispondi: Natale
Risposta del: 20 September 2007 18:15:03
Messaggio:

Sbalorditivo, conservi tutto, persino le ricevute della posta (anno:1970) Io pure conservo tutto, solo che poi quando cerco tribulo parecchio per trovare.


Rispondi: EddyB
Risposta del: 20 September 2007 18:26:44
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Mi incuriosiscono non poco ste gimcane, che tipo di prove facevate fare ai concorrenti?


Rispondi: macovince
Risposta del: 20 September 2007 21:19:14
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Citazione:
Originariamente inviato da Natale

Sbalorditivo, conservi tutto, persino le ricevute della posta (anno:1970)


Questa è una minima parte, tutto in cartelle con ricevute di spesa, classifiche, lettere, indirizzi concorrenti, articoli giornale...è una deformazione mentale come quella di conservare "4 Ruote"- "Autosprint" ed altre riviste fin dal primo numero.


Rispondi: cocaddress
Risposta del: 21 September 2007 07:49:37
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Da sempre una bella sensazione leggerti il tempo sembra fermarsi...

Continua cosi che sono curioso del seguito!!!!


Rispondi: EddyB
Risposta del: 21 September 2007 21:52:10
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Ma la puntata del venerdì non c'è
Mi stò appassionando al documentario


Rispondi: macovince
Risposta del: 21 September 2007 22:48:02
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Da subito però notai che quei pochi giochi che avevamo inserito lungo il tracciato, se da un lato servivano per rallentare la corsa dei più scatenati, dall'altro non davano soddisfazione né ai partecipanti né agli spettatori che volevano sentire stridere le gomme e i motori al massimo dei giri, c'era insomma più voglia di competizione automobilistica, per quello che si poteva fare in un centro cittadino dove le protezioni per il pubblico si limitavano a dei nastri o delle corde di contenimento che regolarmente dopo mezz'ora non c'erano più o non servivano più allo scopo.

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Quello della sicurezza è sempre stato un problema di cui noi ci siamo fatti carico e per il quale la Commissione Provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli formata dal Questore o suo vice, da un ingegnere della protezione civile, dal Comandante dei Vigili del fuoco provinciale, dal Comandante dei Vigili urbani e alcuni altri ancora di cui non ricordo le rappresentatività. Certo è che la visita della Commissione che normalmente precedeva di qualche giorno la data della manifestazione ci teneva sempre in apprensione perchè poteva arrivare, così come è arrivato in qualche occasione, il diniego o la richiesta di modifiche al tracciato.
Devo anche riconoscere che dopo i primi anni ci veniva riconosciuta una certa serietà ed abilità organizzativa, quindi, nei limiti, ci veniva concessa fiducia, certamente erano altri tempi e quello che veniva considerato fattibile allora forse, anzi sicuramente, oggi non lo è più soprattutto perchè da parte delle Autorità responsabili si tende a non assumersi alcuna responsabilità per cui molte volte a fronte di una domanda c'è la risposta negativa che è la soluzione di tutti i problemi.

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Avrò conferma di ciò in futuro quando dovrò collaudare la pista di autocross , per la quale ho avuto non poche difficoltà, ma è un argomento di un'altra “stagione”.
Nel 1969 venni a conoscenza che c'era la finale del Campionato Italiano gymkane e quindi, tanto per dare un'occhiata su cosa facevano gli altri, non si sa mai, dissi, c'è sempre qualcosa da imparare, io e mia moglie ci decidemmo a fare una gita in Emilia.
Ci piazzammo, con la Giulia Junior, al terzo posto assoluto, ma a parte le prove di abilità di guida c'erano ancora troppi giochi e prove diverse come il tiro con l'arco, un tragitto a cavallo, la pesca della trota, tiro con la balestra ecc. che a me non interessavano, pensavo che al Campionato Italiano si corresse solo in macchina, bello il giretto a cavallo che per me era una novità ma non ci sarei andato fino a Bologna per questo, il maneggio lo trovavo anche vicino casa.
Comunque i rapporti con gli organizzatori li tenni anche negli anni successivi per poter iscrivere la prova di Cervignano tra quelle inserite nel Campionato Italiano ed Europeo che però restò solo sulla carta per quanto mi riguardò mentre alcuni concorrenti bolognesi vennero in Friuli e furono entusiasti tanto da richiederci annualmente la comunicazione della data di effettuazione.

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Come logica conseguenza negli anni successivi il tracciato si fece sempre più tecnico e veloce con l'eliminazione di tutti i giochi, anche lo sviluppo del tracciato fu ridotto per poter concentrare e proteggere maggiormente il pubblico.
Lo svolgimento da notturno venne trasformato in diurno visto il notevole numero di partecipanti che superarono in alcune occasioni i 120-130 concorrenti, anche riguardo a ciò, malgrado le lamentele di qualche cittadino, pochi per la verità, la durata della gara, il rumore e la paralisi del traffico nel centro cittadino che interferiva con la statale per Grado erano motivo di disagio che fu ben sopportato grazie alla costante e numerosa affluenza di pubblico, sia da parte delle Autorità sia dai cittadini.
Fu l'anno successivo, il 1970, che organizzai il Campionato Regionale visto che oramai il numero di gare che andavamo gestendo per conto di varie Pro Loco si era fatto abbastanza numeroso

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mentre la prova di Cervignano veniva inserita nel calendario del Campionato Italiano.

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Ma anche altre iniziative sul tema automobilismo erano nei nostri programmi

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La voglia di dare libero sfogo alla gara di velocità vera e propria mi portò a pensare di utilizzare quel che restava della vecchia pista di kart, peccato che l'insediamento di un deposito di carburanti con annesso distributore di benzina avesse eliminato una parte del tracciato, ma in mancanza d'altro....mascherando sotto la denominazione di gymkana, per ovvi motivi di permessi, feci questo esperimento che poi sfociò nel progetto pista di autocross, ne parleremo in seguito.

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Ancora per qualche anno ci dovemmo accontentare dell'attività delle gymkane un po' in tutti i centri del Friuli-Venezia Giulia

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Rispondi: macovince
Risposta del: 21 September 2007 22:55:46
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La stagione delle gymkane si concluse nell'anno 1974 con l'organizzazione della 9° edizione ed il 5° Campionato Regionale.

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(continua)


Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 22 September 2007 03:40:31
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Un'ora e mezza per leggere tutte e 6 le pagine.
Tutte e 6 di fila senza interruzioni, ma ne è valsa la pena.
La frase più bella? Questa:
"Solo mia moglie ha potuto sopportarmi nei momenti più difficili, si vede che era “votata” al sacrificio o, forse, visto che sta ancora al mio fianco, c'era qualcosa di più serio che ci legava e ci lega, chissà se ci faremo compagnia anche nell'altilà, perchè lei si merita il paradiso, io dovrò fare un periodo di penitenza."

Semplicemente fantastico.
Grande Vincenzo.


Rispondi: chepa13
Risposta del: 22 September 2007 03:49:26
Messaggio:

Ma pubblicare qualcosa???
Hai una certa abilità nello scrivere...
Mi sa che ad un eventuale prossimo raduno in cui riuscirò ad esserci, se tu ti metterai a raccontare qualcosa (qualsiasi cosa, anche di come peli le patate), io mi siederò e ascolterò...
Tipo bimbo piccolo che guarda i teletubbies a bocca aperta...


Rispondi: macovince
Risposta del: 22 September 2007 07:19:19
Messaggio:

Citazione:
[i]....qualsiasi cosa, anche di come peli le patate), io mi siederò e ascolterò...
Tipo bimbo piccolo che guarda i teletubbies a bocca aperta...



...non ho fatto il militare e mia moglie, bontà sua, non mi ha fatto mai pelare le patate !!!


Rispondi: macovince
Risposta del: 22 September 2007 07:24:47
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Nicolicchio

Un'ora e mezza per leggere tutte e 6 le pagine.
Tutte e 6 di fila senza interruzioni, ma ne è valsa la pena.



Ti ho fatto fare le ore piccole.....
Grazie, troppi complimenti immeritati, rischio di montarmi la testa


Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 22 September 2007 10:32:17
Messaggio:

No no. Quel che è giusto... è giusto.
Continua a scrivere dai.
Mestre e Cervignano nn distano molto l'una dall'altra. Bisogna incontrarsi un giorno o l'altro.


Rispondi: Natale
Risposta del: 22 September 2007 11:58:02
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da chepa13

Ma pubblicare qualcosa???
Hai una certa abilità nello scrivere...
Mi sa che ad un eventuale prossimo raduno in cui riuscirò ad esserci, se tu ti metterai a raccontare qualcosa (qualsiasi cosa, anche di come peli le patate), io mi siederò e ascolterò...
Tipo bimbo piccolo che guarda i teletubbies a bocca aperta...




Ragazzi, patti chiari ed amicizia lunga (si dice così?) Non appena VINCENZO pubblicherà le sue storie, io mi prenoto la prima copia con tanto di autografo. VINCENZO confermi?


Rispondi: macovince
Risposta del: 22 September 2007 16:42:53
Messaggio:

Si accettano prenotazioni con garanzia di firma autografa previo versamento della caparra sul c/c bancario n°.........

PS: Spargete la voce in privato, mi raccomando !!!


Rispondi: macovince
Risposta del: 22 September 2007 19:44:46
Messaggio:

Uno dei piloti, questo sì che possiamo definirlo tale vista la successiva attività di tutto rispetto in gare di velocità in pista prima con una Abarth 695 preparata da Garavello e poi con una potentissima Ford Escord preparata in Inghilterra, con il quale mi dovevo confrontare nella categoria maggiore era piuttosto agguerrito.
Io correvo sempre con la Giulia Junior, motore 1300 al quale avevo fatto sostituire le camme ma senza nessuna altra modifica, neanche la lucidatura dei condotti, quindi con un incremento di prestazioni relativo mentre l'amico-rivale disponeva di una Giulia GT 2000 e, non solo, essendo già allora affermato rivenditore d'auto usate s' iscriveva in tutte le sei categorie disponendo pertanto di sei prove del circuito (si poteva effettuare una sola prova per categoria diversamente da quanto si faceva, per esempio nel vicino Veneto dove un concorrente poteva iscriversi una infinità di volte nella stessa categoria con un dispendio economico a volte notevole).
Ho sempre venduta cara la pelle comunque, nello slalom mi difendevo benissimo mentre ero in difficoltà per una semplice questione di potenza disponibile quando si doveva fare le rotazioni di 180°-360°.
Rivalità sportiva a parte, il buon Mario Ruoso, oggi cavaliere e titolare del famoso “Garage Venezia” di Pordenone e della emittente Tv “Telepordenone” fu probabilmente colui il quale introdusse nel nostro ambiente un gruppetto di dipendenti civili e militari della base aerea americana di Aviano.

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In particolare con due ingegneri

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allacciai buoni rapporti specialmente dopo una loro simpatica visita a casa mia, se ne andarono a notte fonda dopo essersi scolati in due una bottiglia di whisky, ricambiando, in seguito, a casa loro con due caffè americani.
Considerazioni “speculine” a parte ci hanno dato l'opportunità di divertirci nelle gare che loro organizzavano all'interno della base.
Il percorso era ricavato nelle piste di svincolo con pochissimi birilli per lo slalom, il resto velocità pura.
Feci un dispettuccio a Dick quando lo battei con il prototipo mentre lui disponeva di una BMW 2002 preparata dall'Alpina, certo il tracciato era più adatto al mio piccolo bolide e malgrado le forti derapate l'amico dovette soccombere.
Per partecipare a queste gare dovevamo inviare una settimana prima l'elenco dei piloti e degli accompagnatori per le dovute verifiche da parte della security,

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all'interno,ovviamente, non si poteva fotografare anche se la tentazione era tanta perchè a due passi decollavano e atterravano in continuazione gli F16 per poi vederli sparire negli hangar dove probabilmente c'erano gli ascensori che li portavano nell'interrato dove si diceva ci fosse una vera e propria cittadina con tutti i servizi, voci? Forse, certo è che in superficie non si vedeva niente e questo accentuava la curiosità.
Mi colpì l'autobotte dei pompieri militari, con motore a benzina, è rimasto in moto tutto il tempo dello svolgimento della manifestazione.
A mezzogiorno, pranzo al campo, grigliate di carne e wurstel con un pane sottovuoto che sembrava di plastica per come “rinveniva” quando lo schiacciavi, serviti dalle moglie degli organizzatori, insomma classico clima americano.
Ho un bellissimo ricordo di queste domeniche.
Già l' ho raccontato più volte un fatto che allora m' ha colpito e ricordo sempre con piacere, mi perdoni chi già l'ha sentito.
Le premiazioni delle gare “americane” si facevano in un bar/ristorante a Pordenone a qualche km. dalla base dove solitamente si riunivano gli organizzatori, in una saletta al piano interrato.
Con i miei amici arrivai un po' prima degli altri e ci sedemmo in attesa, ad un certo punto entra un militare ed un graduato, non conoscendo i gradi statunitensi non sapevo di chi si trattasse, questi si accorsero che una lampadina di una applique era bruciata ed allora il graduato si alzò su una sedia e sostituì la lampadina con una prelevata altrove.
Seppi dopo, al momento dei saluti di commiato e di premiazione, che si trattava del Comandante della base.
Questo per confermare l'estremo senso pratico di quelle popolazioni, fosse stato una militare italiano avrebbe dato ordine all'ufficiale che a sua volta lo dava al sottufficiale che lo dirottava al militare.
Gli anni passano ed arriviamo al 1974, l'anno dell'ultima gymkana Città di Cervignano, questo perchè l'anno successivo, cambiata la maggioranza in Consiglio Comunale iniziarono le difficoltà, probabilmente anche e non solo a causa dei conflitti continui che avevo in quanto Presidente Mandamentale dell'Associazione Commercianti.
Questa attività mi vide coinvolto per quasi vent'anni anche in qualità di Consigliere Provinciale dell'ASCOM, periodo di cambiamenti notevoli con l'avvento della grande distribuzione che in Friuli ebbe un proliferare esplosivo e traumatico in alcuni casi, era logico che in qualità di rappresentante della categoria ne prendessi le difese in tutti i modi e con tutti i mezzi.
Forse quando su mio invito in occasione di una assemblea dei commercianti locali indetta dal Sindaco di “punto in bianco” tutti si alzarono e abbandonarono l'aula, si decise l'inizio delle ostilità con le future difficoltà di collaborazione.
Tant'è, battaglie ne ho fatte tante, non sempre vinte, con rispetto ma senza timore reverenziale.
Certamente l'attività sportiva doveva trovare un seguito e, se possibile, anche un cambiamento da gara di abilità a sfida di velocità alla quale tutti aspiravamo, già allora si parlava di un autodromo che doveva nascere nella pedemontana ma l'ostacolo insormontabile dell'investimento economico e l'inesistente interesse della classe politica Regionale per questo nostro amato sport non consentirono mai la soluzione del problema, era ed è ancora oggi più premiante politicamente fare decine e decine di campi di calcio e piscine magari a 10 km dal mare.
Con riferimento alla garetta fatta nella vecchia pista di kart, allora, mi ricordai di quella bellissima pista inattiva da anni di Grado, il tracciato era la copia esatta della “pista rossa” di Milano, realizzata negli anni del bum kartistico, gestita per un paio d'anni solo per il noleggio ma mai utilizzata per gare ufficiali.
Era situata in una zona decentrata, oltre la pineta in prossimità di un camping di cui era proprietario un signore che mi descrissero essere un po' difficile di carattere, insomma autoritario e scontroso, del resto veniva dai monti dove aveva anche alcune sciovie.
Mi armai di coraggio e telefonai alla segretaria per un appuntamento, se non mi son messo il pannolone quel giorno penso che non lo metterò neanche a 90 anni, se c'arrivo.


(continua)


Rispondi: Natale
Risposta del: 23 September 2007 10:52:00
Messaggio:

VINCENZO mi parli un pò dell'ALPINA, ti spiego: appena mi trasferii da MILANO a CATANIA anno:1984 mi capitò di conoscere un ragazzo durante un turno di servizio che mi parlò di una BMW 320 ALPINE che tenevano in una azienda agricola dentro un capannone e non veniva usata da alcuni anni. La cosa mi incuriosì al punto che chiesi di farmela vedere, detto fatto. Dopo qualche giorno fissammo un appuntamento e andai a vederla. Giunto sul posto fu aperto un grosso capannone e meraviglia delle meraviglie intravidi l'auto, era sommersa da kg di polvere, qualche balla di fieno, ma integra, neanche un graffio, assetto ribbassato ai minimi termini, minigonne, spollier anteriore che toccava quasi terra; poi aperto il cofano motore vidi che anche il motore era elaborato, montava due grossi carburatori doppio corpo con tromboncini attaccati ad un insolito collettore, non ti dico oi i cerchi in lega che montava, mi innammorai di quell'auto e chiesi se era in vendita. Fu tanto lo stupore quando mi disse che a me l'avrebbe venduta essendo io appartenente alle forze dell'ordine ed avendogli suscitato tanta simpatia, fù quasi un regalo, due milioni di lire, da non crederci. Premesso che il ragazzo apparteneva ad una famiglia molto facoltosa, grossi proprietari terrieri dal titolo nobiliare di BARONE, ecco giustificato perchè fu richiesta una cifra bassa. La settimana successiva fatto il passaggio portai un mio amico meccanico che dopo aver sostituito la batteria e controllato il motore, mise in moto e la portai a casa. Pulita e lucidata ho subito provveduto alla sostituzione dell'olio, candele e messa a punto generale. Era bella, nulla da dire; però minch....a quanto consumava faceva appena tre-quattro km al litro, però è anche vero che mi sono divertito tanto. La tenni circa due anni, poi fu usata da mio cognato per qualche tempo finchè ha fuso il motore, sapessi che in*****atura che mi sono preso. L'ho poi venduta ad un tizio che se anche consapevole del motore fuso la comprò ugualmente perchè era interessato ai carburatori ed a quel collettore particolare che già allora per ritirarlo all' ALPINE costava tantissimo. Dopo qualche tempo mi capitò di incontrare l'aquirente con l'auto da me venduta, il fatto che l'avesse sistemata mi fece profondamente piacere.


Rispondi: Natale
Risposta del: 23 September 2007 11:14:24
Messaggio:

Se ben ricordo era immatricolata anno: 1976, in origina era targata tedesca, poi fu comprata a BOLZANO dal ragazzo che l'ha venduta a me, infatti era targata BZ.
Colore carta da zucchero, adesivi sulle fiancate con scritte ALPINE, e spollier posteriore sul cofano sempre con la stessa scritta. Ricordo che quando "tiravo" mi attaccava al sedile, bella davvero, sicuramente mi chiederai: ma a tuo cognato cosa gli hai detto? bhè lasciamo perdere, quando ci penso..............


Rispondi: macovince
Risposta del: 23 September 2007 15:17:34
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La serie BMW 320 sostituì la 2002 e venne prodotta in varie versioni:
320-I dal 75 al 77
320-IS dal 89 al 91
320-I dal 92 al 95
integrate con le versioni sportive M3 dal 86 in poi.
Precedentemente alla 320 c'era la BMW 2002, anche questa in varie versioni prodotta dal 68 al 75.
Le versioni "02". con cilindrate diverse 1600-1800-2000 ebbero un notevole successo in particolare negli Stati Uniti arrivando ad una produzione totale di 330.212 unità.
Le potenze variavano da 120 CV fino a 280 del modello 2002 tik, con compressore.
In quegli anni il preparatore specializzatosi in BMW era l'ALPINA, da non confondersi con l'ALPINE, con la "E" finale, che come tutti sapranno erano le Renault (5-5 turbo-berlinetta A310 insomma le vetture della serie sportiva della casa francese).
La BMW 2002 che io ho citato era stata preparata in Germania e dichiarava 200 CV, non dobbiamo dimenticare che le berline di serie BMW di allora partivano da 90 CV, potenze che oggi sono quasi ridicole, allora erano considerate di tutto rispetto tant'è che venivano viste come berline dal carattere sportivo.
Particolare curioso, montavano due doppi carburatori Weber DCOE 40, come in quasi tutte le elaborazione del tempo, quelli che oggi cerchiamo affannosamente per le nostre 500.


Rispondi: macovince
Risposta del: 23 September 2007 15:21:34
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Un po' di foto:

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Rispondi: macovince
Risposta del: 23 September 2007 16:22:34
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Andai all'appuntamento con tutta la documentazione fotografica e giornalistica per meglio presentare l'iniziativa, sapevo che l'uomo era molto sensibile al fattore pubblicitario e il campeggio aveva bisogno d'iniziative di svago e divertimento che, per la verità, a Grado sono sempre mancate, oltre tutto era a 2-3 km dal centro con le dovute difficoltà di collegamento, allora non c'era l'autobus che facesse linea dalla pineta al centro città.
Insomma, per farla breve, seppure dubbioso mi è sembrato interessato, quasi convinto.
Mi licenziò con la promessa che di lì a poco mi avrebbe fatto sapere qualcosa, mentre io ero quasi certo che la cosa si sarebbe fatta, quindi, pieno di entusiasmo convocai una riunione del gruppo facente parte della scuderia per dare la notizia.
La pianta della pista di Grado pineta

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e una sbiadita veduta aerea che ho ricevuto non so da chi in quanto vietatissime

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Il nostro, come ho detto, oramai era un gruppo ben affiatato e numeroso che mai aveva dato problemi di affidabilità e serietà, anche quando andavamo a tracciare i percorsi delle gymkane nei paesi dove si svolgeva il Campionato Regionale, andavamo la sera e a volte si lavorava fino all'una, due di notte cercando di fare meno rumore possibile per non infastidire la gente che poi ci avrebbe resa la vita difficile.
Non a caso le gymkane organizzate dal nostro gruppo avevano successo, nulla era demandato al caso, di volta in volta, di anno in anno, gli appunti anche più banali li riportavo e conservavo per non dimenticare nulla

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Non feci i conti con alcuni ragazzi “bisiachi” (da”bis acquae, come vengono definiti quelli che abitano tra i due fiumi Isonzo e Timavo) che avevano partecipato alla riunione in veste di simpatizzanti ma che simpatici, in futuro, non furono affatto perchè, lo seppi dopo, andarono di notte a correre nella pista facendo fracasso e mettendo in allarme il titolare dell'impianto.
Logica conseguenza, un diniego freddo e deciso con diffida a ritornare in pista.
Non mi diedi del tutto per vinto e, memore di alcune scampagnate fatte con figli e parenti in quel di Belvedere, a ridosso di Aquileia verso il mare, mi ricordai che al centro di un bellissimo boschetto c'era una ambia radura libera da vegetazione.
Pensai, bellissimo posto, riparato naturalmente si poteva recintare con facilità ed il rumore non avrebbe disturbato nessuno perchè anche in quella località, essendo vicina al mare, c'era un campeggio.
La proprietà era di un ex-parlamentare, almeno così si diceva, che abitava in Svizzera per la maggior parte dell'anno, di tanto in tanto ritornava a controllare il buon andamento delle gestione della tenuta agricola e del campeggio.
Tutto fare, segretaria particolare era una ragazza che conoscevo molto bene che contattai per avere i suoi appoggi che sembrava fossero determinanti ma in questo caso non ottenni neanche una udienza.
“Chi la dura la vince” è sempre stato il mio motto e finalmente arrivò la segnalazione giusta, stava per iniziare



LA STAGIONE DELL'AUTOCROSS

In comune di Villesse, in provincia di Gorizia a circa 10 km da Cervignano c'erano molti terreni comunali vicini al greto dell'Isonzo per i quali l' Amministrazione Comunale cercava un' occasione di sviluppo oltre a quello artigianale che non decollava mai.
In questa iniziativa avevo con me molto interessato e attivo l'artista Bertino,
ricordate ? Il “pinel”. Ci informammo e andammo ad incontrare il sindaco, il macellaio del paese, assicuratore suonatore di fisarmonica nella banda, socio attivissimo della Pro calcio e dell'Associazione cacciatori locale.
Uomo pratico e intelligente capì subito che la cosa poteva interessare un paese che da quando era rimasto tagliato fuori dalla strada provinciale era morto commercialmente trasformandosi via, via in un dormitorio che lui e i soliti quattro, sempre e solo quelli, cercava di tenere vivo con le associazioni che ho nominato.
Ci disse, fatemi una bella presentazione con domandina e io la porto in discussione in Giunta.
Noi, come sempre, facemmo le cose per bene, realizzammo in scala un plastico dove si vedeva la pista di autocross già fatta, tra l'autostrada VE-TS e il fiume in un terreno comunale diventato discarica abusiva e un piccolo appezzamento privato di una signora, la mitica Maria, che gestiva uno dei due bar del paese.
Nei primi viaggi fatti a Villesse avevamo avuto modo di conoscere la Maria che è sempre stata con noi prodiga di consigli in particolare quando c'era da informarsi sugli umori dei soliti quattro che gestivano le tre associazioni dominanti in paese e che frequentavano il locale. S'incominciava a parlare di questa pista, qualche volta con spirito critico.
Ci fece conoscere Rizzieri, il postino, che in futuro ci fu di grandissimo aiuto perchè dopo aver distribuito la posta, al mattino, saliva sul suo vecchio Landini e andava a fare lavoretti in un suo piccolo appezzamento o anche per conto terzi, in particolare si era dotato di una trivella per fare i buchi nel terreno e piantare i pali delle vigne.
Sarà, in futuro, indispensabile per realizzare la recinzione della pista.
Come passatempo Rizzieri andava, in stagione, a recuperare le lumache che trovava sul greto del fiume, non vi dico quanto fosse prelibato il risotto che ci faceva la Maria, io le lumache sole non le mangiavo, mi facevano impressione, ma Bertino ne era golosissimo, che sughetto.....mmmmmmmmmm.
Arrivò presto il parere favorevole della Giunta, stilammo un contratto d'affitto con il Comune mentre per la porzione di terreno che era di proprietà della Maria del bar c'era un problema.
L'aveva dato in comodato gratuito ad un suo cliente che andava a tagliare l'erba per i conigli, il quale, quando seppe della cosa, si rifiutò di liberare la proprietà da un suo diritto di prelazione.
Insomma, noi che di diritti sui terreni agricoli non ne sapevamo nulla, dopo esserci informati presso l'Ass. Coltivatori dovemmo cedere e consegnare, se non ricordo male £.400.000 all'astuto contadino.
Ci rendemmo subito conto che non bastava pala e piccone per risistemare la zona e che il costo orario di una ruspa non era per niente indifferente.
Anche in questo caso avemmo un idea geniale.
Conoscevo molto bene perchè cliente, il Capitano responsabile del Genio Militare di stanza a Villa Vicentina, allora grosso centro militare non distante da Villesse, il rapporto si era fatto abbastanza confidenziale anche perchè abitava nello stesso condominio di Bertino, si andava a prendere il caffè assieme e proprio in una di queste occasioni parlando “del più e del meno” gli faccio cenno dell'iniziativa e della difficoltà che avevamo per i lavori di smassamento.
Idea geniale del Capitano. Ci dice, guardate, noi andiamo a fare addestramento con le reclute per l'uso delle ruspe lungo l'argine dell'Isonzo, io ho un'idea, se ci state la sviluppiamo.
Voi ci pagate il carburante e noi facciamo il lavoro. Voi risparmiate un mucchio di quattrini, noi facciamo addestramento senza gravare sulle casse del Comando con l'ulteriore vantaggio di esercitare i militari a fare un lavoro compiuto non un semplice movimento terra, avanti e indietro, come al solito, preparate la domanda e la presentiamo al Comandante.
La cosa andò in porto, per una settimana due ruspe fecero un bellissimo lavoro creando dal nulla un terrapieno su quasi tutto il perimetro e rimasero anche la notte parcheggiate in pista con relativi militari di guardia, onde evitare il trasbordo dalla caserma al posto di lavoro tutti i giorni.
Che c...o direte voi e io replico......”la fortuna aiuta gli audaci”.
Per tutto l'inverno, con un freddo boia io, Bertino, il postino e qualche, pochi per la verità, volontario andammo in pista a piantar pali e tirare la rete di recinzione.
Arrivavamo, la domenica, sosta dalla Maria a berci il caffè con doppia grappa per scaldarci, facevamo come i lavoratori veri, e poi via a farci i calli alle mani.
Nei successivi giorni di primavera era diventato anche luogo di svago per i figli e le mogli che preparavano la griglia.
Devo riconoscere la validissima collaborazione dell'amico Sindaco, tale è diventato poi, che non disdegnava in occasione delle gare future di prendere la falce e andare a tagliare l'erba sul terrapieno.
Bertino che è sempre stato uomo di spirito e lo è tuttora, quando il Sindaco ci diceva: “ma non avete visto che erba alta c'è ?”, lui, il “pinel”, replicava: “vedi ti Renato, vedi e provvedi” e lui provvedeva.
In occasione della prima gara avevo contattato la Croce Verde Goriziana per il servizio di ambulanza. Prima di partire il Direttore di gara, coscienziosamente va a vedere in ambulanza se c'era la minima attrezzatura e il medico, accortosi che il mezzo era privo di tutto non voleva dare la partenza se non avessimo provveduto a dotarlo di un laccio emostatico, garze e disinfettante, meno di così.......Renato è corso a casa, a preso quello che ha trovato nella cassetta dei medicinali casalinghi ed ha risolto il problema, che collaborazione, non vi pare ?
Grande Renato, grande Sindaco, ce ne fossero Sindaci così !
Come capita nelle piccole realtà di paese c'è sempre un po' di diffidenza verso “lo straniero” e i paesani di Villesse non facevano eccezione, per giunta qualcuno dell'opposizione politica ci speculava e quindi la Maria incominciò a raccogliere i primi commenti critici nei confronti di questi che vengono da Cervignano e subito ottengono il benestare dell'Amministrazione. Che fare ? Semplice, contattammo, su suggerimento di Renato, i rappresentanti della Pro Calcio e offrimmo loro la possibilità di gestire il chiosco che si sarebbe costruito per la mescita di bevande e grigliate in occasione delle gare. Affare fatto, con un boccone avevamo preso due piccioni, ci eravamo sollevati dal problema organizzativo del chiosco per il quale non avevamo personale sufficiente e avevamo dato la possibilità ai locali di guadagnare “una lira”mettendoli a tacere.
Non avevamo ancora fatto i conti con la Commissione di vigilanza per le dovute autorizzazioni, la qual cosa ci costò soldi e tempo.

(continua)


Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 23 September 2007 22:57:23
Messaggio:

Ormai questo post è diventato una droga non riesco a farne a meno. Bravo Vincè; hai il dono di riuscire a tenerci calamitati al monitor con questi tuoi splentidi racconti di vita vissuta.


Rispondi: Natale
Risposta del: 23 September 2007 23:23:52
Messaggio:

E' vero quello che scrive NICOLICCHIO, questo post è diventato come una droga. L'altra sera ho proposto a mia moglie di andare al cinema, no mi ha risposto, fra poco vedrai che MAGOVINCE scriverà il seguito della sua storia. E pensare che alla prima pagina del post ha scritto: se vi annoio...........


Rispondi: chepa13
Risposta del: 24 September 2007 00:28:45
Messaggio:

Io proporrei una sezione apposita come "I Restauri di Eass"...
Del tipo "I racconti di Macovince" da Cervignano con furore...


Rispondi: macovince
Risposta del: 24 September 2007 17:39:01
Messaggio:

Ecco come si presentava l'area dove stavamo realizzando la pista

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ed il plastico


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Purtroppo eravamo, nostro malgrado, incappati nella Provincia di Gorizia dove la Commissione di Vigilanza Pubblici Spettacoli, che è quella che sovraintende ai sopraluoghi ed alle autorizzazioni di manifestazioni di ogni tipo, non aveva alcuna esperienza di gare automobilistiche.
Questi signori si erano documentati sulle misure di sicurezza obbligatorie negli impianti fissi, negli autodromi come Monza dove lo sviluppo e le distanze sono tutt'altra cosa rispetto ai nostri 950 mt. concentrati con curve e controcurve in una superficie di 2000 mq.

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Per prima cosa ci fecero spendere una decina di milioni di guardrail da installare in una zona dove non c'era, a nostro avviso , nessun rischio di uscita autovetture, inoltre pretesero la presenza di tre estintori da 200 kg., roba da spegnere l' incendio di una petroliera ma in futuro accettarono, su nostra segnalazione, la sistemazione in ogni curva di un estintore da 5 kg. ed una vettura, anch'essa con un paio di estintori, che noi adattammo tagliando il tetto ad una vecchia ambulanza Fiat 1100.
Come se non bastasse ci resero obbligatoria la presenza di due persone con tute antincendio.
A tale proposito fu molto comica la scena che si presentò in occasione della prima gara.
Non avendo alcuna intenzione di acquistare le tute ignifughe, dato il loro costo, mi rivolsi ad una cooperativa che faceva servizio antincendio nel porto di Trieste supponendo che fosse adeguatamente attrezzata.
Solo dopo la gara ci siamo accorti che le due persone addette avevano sì le tute di un tessuto metallizzato, che fossero ignifughe non ci giurerei, ma la cosa più comica è che avevano le scarpe da ginnastica in gomma verniciate con porporina argento, quella che si usava per i tubi da stufa.
Non vi sto a tediare con tutte le osservazioni e imposizioni che ci sono state fatte in tre distinte visite sul posto, la più ridicola resta la richiesta dei servizi igienici.
La Commissione, per quanto riguarda questo indispensabile servizio fecero riferimento alle normative previste per le sale da ballo che prevedevano un servizio, distinto uno per le signore e uno per i maschi, ogni 200 persone.
Calcolato che si potevano ipotizzare 4 persone per mq, per lo sviluppo del perimetro della pista, che non ricordo quale fosse, necessitavano qualcosa come 50 servizi igienici.
Abbiamo fatto notare che essendo in campagna tutta questa esigenza, per ovvi motivi, non c'era e si arrivò ad un compromesso di 2+2 WC che installammo in un vecchio edificio abbandonato e attiguo la pista.
L'unica strada di accesso all'area passava attraverso un tunnel sotto l'autostrada, questo ci facilitò la chiusura per far pagare l'ingresso al pubblico

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certamente però tutti quegli ignari automobilisti che nelle domeniche di gara transitavano per l'autostrada VE-TS e si fermavano attratti dallo spettacolo che si vedeva dall'alto, furono oggetto di un particolare interessa della Polizia Stradale che facevano contravvenzioni a raffica.
Come in tutti i lavori che si rispettino non ci fu solamente un inconveniente, quello della Commissione di collaudo, ma ci accorgemmo in corso d'opera che sotto quel terreno passava la tubazione del gas metano diretta verso Trieste, cosa molto pericolosa anche se interrata.
Contattammo immediatamente il Consorzio che dopo non poche difficoltà, quando sentirono che sopra quelle tubazioni ci avrebbero corso delle macchine in gara, ci fecero fare un getto in cemento di circa 50 cm. in corrispondenza delle corsie interessate.
Ci mancava il pozzo artesiano poiché si prevedeva molta polvere e quindi dovevamo organizzare un servizio di carro/botte che tra una batteria e l'altra bagnasse la pista.
Fortuna volle, almeno questa, che riuscimmo a risolvere la cosa in modo molto semplice e sbrigativo, essendo vicino al greto del fiume che è di tipo torrentizio, le falde acquifere sono quasi a livello del terreno, bastò scavare circa tre metri, sistemare un bel tubo in cemento e trovammo l'acqua necessaria a costo zero.
Per noi è cosa normale avere in ogni casa un pozzo artesiano con l'acqua gratis e di ottima bevibilità, anche se ai primi del secolo bastava “scendere” con il tubo di pesca per una ventina di mt. mentre ora, con l'inquinamento, si dice di origine agricola, non me ne vogliano i contadini, si deve andare a profondità di almeno 200 mt.per evitare l'atrazina.
Intanto anche i soci della Pro Calcio si erano dati da fare costruendo una bella baracca in legno, rustica ma funzionale, con una tettoia che consentiva di sistemare i tavoli per oltre un centinaio di persone al riparo da pioggia e sole.
Incominciava a prendere forma l'impianto sportivo.
A dimostrazione che le avevamo proprio pensate tutte, per ottimizzare i servizi in pista, avevamo addirittura interrato dei cavi elettrici per la comunicazione citofonica tra le varie curve e la torretta della direzione di gara, manufatto che mettemmo in opera con un ponteggio di tubi Innocenti.
La parte più importante era la pista vera e propria che realizzammo con un terreno particolarmente adatto, composto da pietrisco di una specifica zona del Carso macinato piuttosto fine, di colore rossastro, come i campi da tennis, ma non di derivazione mattoni tritati come si usa in questi casi.

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Questo composto aveva la particolarità di compattarsi molto bene specialmente dopo essere stato bagnato ed un successivo periodo di riposo con tanto sole.
Era molto importante perchè le auto da cross che usavano gomme da fuoristrada, come le moto del resto, molto tassellate, creavano dei profondi solchi, quando si era smossa la “crosta” superficiale diventava in breve un campo da battaglia.
In effetti la nostra pista era una delle migliori come fondo stradale mentre in regione c'erano piste che essendo realizzate preferibilmente sul greto dei torrenti avevano un fondo che definire ghiaioso era un eufemismo.
Anche per il lavoro di sistemazione del manto, sia prima che dopo e durante le gare avevamo la collaborazione di Vittorio, di pochissime parole, ma uno specialista della ruspa che lavorava presso una fabbrica di latterizi a qualche centinaio di metri da noi, era capace di “levigare” il fondo con un tocco preciso e delicato manovrando la benna come fosse un pennello.
Insomma, come nostra abitudine, avevamo fatto le cose con impegno e bene.
In quel periodo, in Friuli c'erano già quattro piste Bordano, Imponzo, Faedis e Godia (Ud), come nei periodi del fiorire del karting la nostra Regione si era dimostrata all'avanguardia rispetto ad altre zone d'Italia.

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Il più vicino impianto fuori Regione era quello di Spresiano, vicino Treviso.
Per qualche anno quindi ci fu una intensa attività autocrossistica, solo noi avevamo in calendario 3-4 gare per stagione.

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Rispondi: Natale
Risposta del: 24 September 2007 18:45:09
Messaggio:

vincenzo una curiosità? esiste ancora la pista? poi intravedo le mitiche NSU PRINZ, come si comportavano in pista? ;(


Rispondi: Natale
Risposta del: 24 September 2007 18:46:13
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Natale

vincenzo una curiosità? esiste ancora la pista? poi intravedo le mitiche NSU PRINZ, come si comportavano in pista?



Rispondi: macovince
Risposta del: 24 September 2007 19:07:49
Messaggio:

Natale, per quanto riguarda la pista ti rispondo nelle prossime puntate altrimenti mi brucio l'argomento, le NSU, in particolare le TT e le TTS 1000, erano delle piccole bombe.


Rispondi: Natale
Risposta del: 24 September 2007 19:14:41
Messaggio:

OK. Anche le 1200 erano una potenza, mamma mia come andavano.


Rispondi: EddyB
Risposta del: 24 September 2007 21:59:00
Messaggio:

Certo è che dovevano essere altamente spettacolari


Rispondi: macovince
Risposta del: 25 September 2007 17:27:25
Messaggio:

Con sacrificio e impegno arrivammo finalmente al collaudo finale ed alla prima gara d'inaugurazione.

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Ma nel mentre progredivano i lavori della pista io avevo anche in cantiere la macchina che avrei usato in gara, potevo “spendermi” per la realizzazione dell'impianto e non correrci ? Assolutamente no, il mio obiettivo era quello.
Esperienza specifica sul campo non avevo, sì, come al solito mi documentavo attraverso le riviste specializzate ma prove pratiche non ne avevo fatte, anzi non avevo neanche mai visto una gara dal vivo, non sapevo quindi quale fosse il tipo di vettura più adatto.
Incominciai a guardarmi in giro presso i concessionari per trovare un mezzo sufficientemente potente, affidabile ed a un costo accessibile perchè l'investimento di quella che qualcuno chiamò “campo di patate” non era stato per niente leggero, anzi Bertino, il mio socio nell'affare, da allora giurai che in futuro avrei fatto una società solo se in numero dispari meno di due, con il suo solito spirito guascone quando arrivavano le fatture da pagare mi diceva sempre: “vedi ti (tradotto vedi tu)”.
Capitai, per caso, più per curiosità e con poca speranza nella concessionaria Porsche di Udine, chiedendo se avessero una vettura, magari un po' incidentata ma riparabile.
Trovai in fondo al magazzino una 912 di colore giallo senape, era il colore che lanciò la Porsche e che andò di moda per un periodo, tant'è che anch'io avevo la Giulia Junior di quel colore.
La macchina in questione aveva una botta su un parafango anteriore ma neanche molto vistosa, dopo breve trattativa l'acquistai per £.500.000, non era una cifra folle.
La portai a casa di un carrozziere che si prestò a farmi una buona riparazione a costo accettabile visto che lo faceva come secondo lavoro nella cantina di casa.
Il motore neanche lo guardai, era il classico 4 cilindri 1600 cc. di derivazione Volkswagen, motore robusto, anche se in seguito ebbi modo di sbiellarlo, ma certamente tranquillo. Forse avrebbe avuto necessità di una preparazione adeguata, anche se capii in seguito che la potenza non era tutto, correndo su sterrati è determinante la tenuta di strada e la trazione più che i cavalli, sarebbe bastato un buon differenziale autobloccante, mi accorsi dopo che chi l'aveva mi lasciava “impantanato” nella terra e lui sgusciava via come fosse sull'asfalto.
Affermazioni banali, a posteriori ma che si apprendono sulla propria pelle sbagliando e imprecando quando vedi che “brocchi” patentati ti sverniciano senza merito alcuno, ma tant'è, fa parte del gioco.
Per verniciarla la portammo nel capannone che aveva appena costruito Bertino, dove svolgeva la sua attività di pubblicista, cartellonistica e tipografia, non avrei potuto sistemarla nel mio magazzino come feci con il prototipo 500 che poi tirammo fuori alzandolo di traverso perchè per la porta non ci passava, con il peso della Porsche non ce l'avremmo fatta.
Decisi solo il colore, verde, che doveva essere brillante e lucido e invece fu “smorto” e opaco, ma con l'artista non si comandava, l'incarico era incondizionato e la decorazione non fu certamente eccellente ma l'artista mi rispose: “ti no te capisi gnente (tu non capisce niente)”.
Le prime gare non le feci a Villesse ma in quel di Imponzo, in Carnia ed a Bordano in quella zona che più tardi diventerà l'epicentro dello spaventoso terremoto del 76, non ricordo quale fu il piazzamento, non vorrei dire una bugia ma credo che vinsi ambedue nella mia classe, dovrei andare a vedere tra le coppe se ci sono riscontri visto che non ho altra documentazione.

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In occasione della gara d'apertura ospitammo il noto pilota Arnaldo Cavallari, ufficiale Lancia nonché scopritore di Munari, con una Lancia Stratos per qualche giro di dimostrazione, in seguito anche l'amico Livio V. venne con la sua Countach Lamborghini a fare il giro d'apertura di una gara ma gli costò una bella cifra di revisione dei freni a causa di un sassolino che s'infilò tra le pastiglie di quel mostro color verde acido.
Per questa pratica sportiva si sono viste auto di tutti i tipi, ma una delle più diffuse era la Fiat 500 con i trapianti più impensabili, perfino un Porsche 6 cilindri, ma il più comune era l'Abarth della 112, tant'è che in occasione di una assemblea indetta per stilare il calendario di gare dell'anno successivo alla C.S.A.I., a Roma, io e Bertino ci andammo con due obbiettivi prioritari:
ottenere una prova di Campionato Italiano
proporre la creazione di una categoria a livello nazionale di Fiat 500 strettamente di serie.
Ottenemmo il primo obiettivo mentre fu bocciata la seconda richiesta.
L' idea era scatturita avendo notato che quella che doveva essere una disciplina economica della branchia automobilismo, si stava trasformando in una specialità sempre più costosa, si vedevano sempre più macchine sofisticate e di valore, quelle che avevano la fische scaduta per i rally diventavano ottime per l'autocross fino al punto che si son viste delle Stratos e Lancia Delta nelle varie versioni.
Mi rendevo conto che ci sarebbero state delle difficoltà di ordine pratico per evitare le solite “furbate”, cosa che già era avvenuta nelle gymkane e che stroncammo con decisione smascherando d'ufficio il responsabile

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ma pensavo si potesse risolvere facendo piombare i motori ad inizio stagione da meccanici autorizzati e di fiducia con il permesso di procedere ad un secondo sigillo in caso di rotture durante lo svolgimento delle gare dell'anno.
Purtroppo sappiamo che questo sport è troppo legato alla disponibilità economica, l'autocross poteva essere non tanto l'occasione per chi volesse cimentarsi su fondi sterrati, quanto chi voleva avvicinarsi all'automobilismo senza per questo impegnare capitali impossibili, con il tempo, ci siamo accorti che questo non era realizzabile forse per la scarsa lungimiranza degli organi competenti, io resto tuttora convinto che non servono 500 CV per divertirsi e dare spettacolo, lo si può fare con molto meno purchè tutti nelle stesse condizioni.
Resto altresì dell' opinione che se dessimo ai nostri giovani la possibilità di scatenarsi in pista, in sicurezza, molto probabilmente otterremmo due vantaggi, il primo che si facciano esperienza pratica senza rischi ed il secondo che l'esuberanza e la voglia del rischio e della velocità andrebbero a sfogarla nei luoghi preposti, gli autodromi appunto.
Per esperienza diretta posso affermare che pur riconoscendomi, con un peccato di presunzione, una certa abilità innata, tutte le esperienze pratiche dalle gymkane all'autocross al corso di guida sicura di De Adamich mi sono serviti, quanto meno a verificare il mio grado di preparazione.

(continua)


Rispondi: Natale
Risposta del: 25 September 2007 17:44:52
Messaggio:

MINCH..........I....A quante coppe. Complimenti VINCENZO, aspetto la prossuima puntata.


Rispondi: macovince
Risposta del: 26 September 2007 16:01:06
Messaggio:

Mi viene in mente un fatto che si è verificato una domenica mentre eravamo in gita io e mia moglie, sulla pedemontana, in una località dove producono un ottimo vino dolce, il Ramandolo.
Mentre usciamo da una trattoria vedo un gruppetto di coppie, non più giovanissimi che stanno guardando ridendo un loro amico che non riusciva a districarsi con una Alfetta GTV, l'aveva parcheggiata a ridosso del muro di cinta ed era stato chiuso con pochissimo spazio sia all'anteriore che al posteriore.
Andava avanti e indietro ma era sempre lì, io che non sono capace di farmi i fatti miei, un po' per scherzo un po' perchè mi scappò il commento, passando dissi: “levargli la patente”, la battuta era solo per far una risata collettiva con i suoi amici, logica conseguenza visto che la mia affermazione era stata interpretata nel verso giusto, con tono ironico, per niente offensivo, quel signore scende dalla macchina e mi dice : “provi lei allora, se ce la fa in tre manovre le offro una cassetta di Ramandolo”.
Io allora avevo il Maserati, ma da non molto avevo ceduto l'Alfetta GTV, tale e quale a quella della scenetta, salgo, mi sistemo il sedile con calma, faccio le mie belle tre manovre senza fretta e parcheggio la macchina davanti al gruppetto.
Ha, signorilmente insistito per pagarmi la cassetta di vino che io ho cortesemente rifiutato invitandolo invece a pagare “ipso facto” un buon bicchiere di Ramandolo.
Con questo voglio dire che le manovre fatte in tante gymkane erano servite, tuttora quando mi capita di trovare un parcheggio piuttosto stretto e magari qualcuno che sta a guardare con atteggiamento critico, mi diverto a lasciarlo allibito.
Dicevamo che la Fiat 500 era una delle vetture più diffuse con le motorizzazioni più svariate, frequenti erano i cappottamenti spettacolari e mai cruenti.

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Ricordo che in occasione della prova di Campionato Italiano venne e vinse con facilità un ragazzo piemontese, forse di Torino, il cui papà, meccanico, gli aveva preparato una 500 da favola con motore 112 Abarth.
Sui dossi saltava come una gazzella e quando toccava terra partiva come se avesse avuto le sospensioni intelligenti, oggi si definiscono, e un differenziale autobloccante, aveva però un controtelaio all' interno del cofano anteriore che irrigidiva tutta la scocca.
A fine gara il vecchio meccanico voleva vendermela, evidentemente aveva in mente qualcosa di più evoluto per l'anno successivo.
Trasportavano la vettura con un Ford Transit e ci stava al centimetro come un figlio sta in grembo alla mamma, chissà se questo ex-ragazzo ci legge, se non ricordo male quell'anno vinse il Campionato Italiano, credo fosse il 1978.
Le sportellate erano all'ordine del giorno anche se non sempre entro i limite della correttezza

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ma non sempre paga e ....... “chi la dura la vince”

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altre volte furono i guasti meccanici a fermarmi o, come in questo caso, l'incendio del filtro dell'aria in seguito ad un ritorno di fiamma, per fortuna che il tempestivo intervento dei ragazzi del servizio antincendio ha risolto il problema in tempo utile a salvare il motore

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Anche l' esercizio del cappottamento, che io non ho mai praticato, per qualcuno era prassi quasi domenicale, peccato che l'amico Luciano lo facesse con la macchina
che gli avevo ceduto e che aveva in breve resa irriconoscibile.
La sequenza delle foto ci mostra l'effetto sulla macchina e sull'uomo che non sa come sfogare la rabbia con chi gli ha dato il colpetto decisivo

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e conseguente lancio del casco


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I momenti meno stressanti e più piacevoli arrivavano con la cena di fine stagione quando si coglieva l'occasione per ringraziare gli amici/collaboratori con l'augurio di rivedersi l'anno successivo rivolto anche ai colleghi/rivali e occasione propizia per presentare il nuovo sponsor

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Un grazie di cuore alla Signora Maria

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e al postino “volante” Rizzieri

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Un saluto affettuoso a chi non c'è più, con tristezza,
all'amico Franco che ha “dovuto partire” troppo presto


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all'amico farmacista/speaker Edy che ha “dovuto raggiungere” troppo in fretta il suo papà


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Ma a sorpresa quell'anno ci fu l'arrivo di uno sceicco con il suo seguito di donne che voleva comprarsi seduta stante la scuderia intera, ma noi non siamo gente che si svende facilmente e per poco, le trattative sono ancora in corso.......
Nello stesso anno mi è stato consegnato dal primo cittadino di Cervignano, quel Sindaco che nell'anno in cui al termine della gymkana incominciò a piovigginare ed in fretta e furia ci demmo un gran d'affare per raccogliere le balle di paglia, ce n'erano 1200, e metterle al riparo perchè in caso di rottura dei legacci avremmo dovute pagarle con un non previsto aggravio sul bilancio,quel Signor Sindaco, dicevo che si è arrotolato le maniche ed è venuto a darci una mano.

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una targa ricordo quale “veterano” (veterano io, non si saranno sbagliati ?) sportivo.

L'attività dell'autocross non durò molto, dal 1975 al 1978 questo per diversi motivi.
La prima difficoltà fu quella dell'impegno temporale, allestire 3-4 gare all'anno non era impegno da poco, la pista andava mantenuta con lavori di ripristino ogni volta, la rete di recinzione strappata, il fondo da livellare con riporto di materiale, lo sfalcio dell'erba ecc.ecc.
Inoltre si diffuse una pratica poco piacevole che io segnalai ai responsabili delle varie scuderie facendo presente che qualora i gestori delle piste si fossero ribellati e avessero chiuso gl' impianti le loro vetture, che in alcuni casi sembravano rottami ma con costi da vetture nuove, avrebbero potute portarle al macero e così fu.
Questi signori volevano scaricare i costi della loro attività sportiva sugli organizzatori.
Le scuderie più organizzate si presentavano in pista con delle bisarche (i camion trasporto vetture) che non erano di proprietà e quindi avevano un costo di noleggio.
La C.S.A.I. aveva reso obbligatoria l'iscrizione 5-7 giorni prima della gara, a seconda del regolamento particolare, questo per tutelare gli organizzatori che alcune volte si erano trovati il giorno dell'evento con pochissimi concorrenti, avrebbero così potuto eventualmente rinviare se ci fossero state defezioni magari per concomitanze dell' ultim'ora.
Le iscrizioni avrebbero dovuto arrivare scritte con la quota d'iscrizione, ma la pratica diffusasi era quella di accettare l'elenco dei partecipanti per telefono, chi ce l'aveva il fax allora.
All'ultimo momento, il venerdì o addirittura il sabato arrivava la telefonata con ricatto: “Se mi pagate il trasporto, 200-300 mila lire veniamo in 8-10 altrimenti restiamo tutti a casa”.
Ovviamente eravamo costretti ad accettare per non dare il via ad una gara sottotono.
Inoltre, tra il personale che operava in pista, nel parco chiuso, nei vari servizi, si era diffusa la convinzione che noi, i due titolari della Società, stessimo lucrando, questo perchè il numero degli spettatori che appariva sugli articoli dei quotidiani era gonfiato, giustamente, ma faceva parte della strategia di marketing.
Come sempre, in questi casi, subentra l'invidia e il timore di essere sfruttati non tenendo conto che gl' investimenti notevoli ed i rischi erano tutti nostri come in una normale azienda, bastava che in una stagione s'incappasse in un giornata di pioggia, com'è successo, che i bilanci dell'anno saltavano.
Quindi iniziarono le richieste di pagamento, i volontari, gli appassionati stavano diventando tutti lavoratori salariati, non si è voluto capire che dette attività possono reggersi solo ed unicamente grazie ad un impegno di volontariato, se nei rally dovessero pagare tutti i commissari di percorso sarebbe la fine.
La goccia che fece traboccare il vaso fu l'imposizione da parte della CSAI di prevedere dei premi in denaro, oltre alle coppe, sommata ai costi di assicurazione, affitto, contabili, fiscali e varie, tutto divenne non più gestibile.
Si verificò quello che avevo predetto ai presidente delle scuderie e anche le altre piste della Regione, una ad una, chiusero l'attività e molti anzi con il tempo tutti i piloti locali costretti a sobbarcarsi lunghe trasferte portarono le macchine allo sfascio.
Ci venne a fagiolo la notizia che un club motociclistico stava cercando un terreno per allestire un pista di motocross, la stessa società che in seguito costruì e tuttora gestisce la pista di speedway di Udine, sede di prove di campionato mondiale.
Prendemmo contatti con il Presidente ed in breve raggiungemmo un accordo economico di cessione con subentro nei contratti d'affitto.
Purtroppo, per loro, diedero avvio a cospicui lavori di movimento terra per adattare il tracciato alla nuova disciplina che prevedeva parecchie cunette per i salti, ma è stata la mossa irresponsabile che ha indispettito l' Amministrazione Comunale, dove, nel frattempo era cambiato anche il Sindaco.
Risultato catastrofico perchè la Giunta non approvò il rinnovo del contratto con la conseguente reazione del Club motociclistico che ci fece causa civile ed una notevole richiesta di danni per i lavori di adeguamento alla nuova attività effettuati, come se la responsabilità del cattivo operato fosse nostra, era evidentemente una operazione per salvare il salvabile.
La comica era che io, per accondiscendere ad una precisa richiesta del Presidente, avevo una quota nella nuova società, quindi risultavo in causa con me stesso.
Il risultato fu che persero la causa e dovettero, a quel punto, rivolgere le loro attenzioni sulla pista di speedway.
In seguito sul quei terreni nacque un campo addestramento cani che, per quanto mi risulta non c'è più.
La delusione fu grande, da parte mia, al punto che non ne volli più sapere, mi dedicai, per qualche anno, molto più piacevolmente al diporto con le barche che amorevolmente curavo durante l'inverno .
Solo più tardi, quando venni coinvolto nella fondazione della Croce Verde, associazione di volontariato sanitario, ripresi con il solito impegno l'attività di organizzatore, il Grande Ferrari si definiva “agitatore di uomini”, io moooolto più modestamente mi considero un coordinatore anche se questa figura rischia, il più delle volte, di diventare antipatica perchè deve “ordinare” e non tutti capiscono che in regime di anarchia nessuno ordina, tutti fanno quello che vogliono ma non si conclude un bel nulla.
E, guarda caso, tornando alle origini, mi ritrovai ad allestire alcune bellissime gare di kart nel centro cittadino.
Nell'arco di cinquant' anni ci stanno ancora queste due stagioni, poi......non si sa mai !


(continua)


Rispondi: Natale
Risposta del: 26 September 2007 17:52:46
Messaggio:

Ancora, continua.


Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 26 September 2007 17:55:24
Messaggio:

Basta, basta. Vinc non riesco più a starti dietro. Mi basta saltare qualche giorno e mi ritrovo un malloppo da leggere. (non fermarti continua a scrivere, mi raccomando).
Ora però tutti questi splendidi racconti li raccogli in una pubblicazione autografata per noi del forum. Io però vengo a prendermela di persona, in un'oretta sono a Cervignano; così ne approfitto per spulciare il tuo cinquino.

E' una Fiat 2300 S coupè quella che sta sportellando con la Porsche?

Cambio per un istante argomento così parliamo la stessa lingua: a proposito di Ramandolo un mio amico di Mestre ha messo su un'azienda vinicola a Nimis e produce proprio il Ramandolo. Ogni anno organizza una festa e quando torno a casa ho il bagagliaio della macchina sempre pieno di quell'ottimo vinello.


Rispondi: macovince
Risposta del: 26 September 2007 18:04:19
Messaggio:

Quel bas...do della Fiat 2300 ha fatto di tutto per buttarmi fuori ed in parte c'era riuscito, ma come ho detto...non ha fatto altro che farmi inc...re.
Il Ramandolo piace alle donne ed anche agli uomini, è dolcetto per niente nauseabondo, pulisce tutte le vie da quelle respiratorie al resto...

PS: Quando vuoi venire sei il benvenuto.


Rispondi: Natale
Risposta del: 26 September 2007 18:07:49
Messaggio:

Minch.......a, allora fa per me, io fumo, ho bisogno di pulire tutte le vie respiratorie......e il resto.
VINCENZO non ti fermare, continua a scrivere, vedi io sono sempre il primo a leggere.


Rispondi: Andrea
Risposta del: 26 September 2007 19:41:15
Messaggio:

a me non tocca niente???


Rispondi: macovince
Risposta del: 26 September 2007 19:48:25
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Andrea

a me non tocca niente???



...a te un "fracco" di botte se non vieni a trovarmi

a Natale faccio lo stesso invito, senza botte...se viene in 500


Rispondi: Andrea
Risposta del: 26 September 2007 19:56:12
Messaggio:

Vedi di fare un salto tu con consorte tra 10gg, che c'è la grigliata a casa mia per l'inaugurazione di casa!
Cmq, sai che prima o poi ti vengo a trovare... senza preavviso. Arrivo in 500 ed inizio a far baccano sotto casa!


Rispondi: macovince
Risposta del: 26 September 2007 20:00:24
Messaggio:

Non sarà il caso d'iniziare a suonare l' adunata per Padova ?


Rispondi: Natale
Risposta del: 26 September 2007 20:13:39
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Citazione:
Originariamente inviato da Andrea

a me non tocca niente???



...a te un "fracco" di botte se non vieni a trovarmi

a Natale faccio lo stesso invito, senza botte...se viene in 500



Altrochè, se vengo in cinquecento la botte la porto io, così la riempo di Ramandolo.


Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 26 September 2007 21:19:59
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Citazione:
Originariamente inviato da Andrea

a me non tocca niente???



...a te un "fracco" di botte se non vieni a trovarmi



E siccome per andare a Cervignano devi passare per Mestre la prima dose di randellate te le do io (devi pagare il pedaggio) e il resto Vincenzo quando arrivi da lui.
Scherzetto


Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 26 September 2007 21:25:01
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Andrea

Vedi di fare un salto tu con consorte tra 10gg, che c'è la grigliata a casa mia per l'inaugurazione di casa!
Cmq, sai che prima o poi ti vengo a trovare... senza preavviso. Arrivo in 500 ed inizio a far baccano sotto casa!



Il primo che va a trovare l'altro mi tira su per strada.
Con un paio di trapani demolitori faremo una bella inaugurazione.


Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 26 September 2007 21:26:36
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Non sarà il caso d'iniziare a suonare l' adunata per Padova ?



Intendi la fiera motori di Padova?


Rispondi: macovince
Risposta del: 26 September 2007 22:30:23
Messaggio:

Cerrrto, io e Andrea siamo di casa.


Rispondi: Natale
Risposta del: 27 September 2007 20:38:53
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Oggi niente?

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Rispondi: macovince
Risposta del: 27 September 2007 20:51:10
Messaggio:

Devo rispettare il periodo di diporto "barcaiolo"....qualche anno

....e poi, oggi, è venuto a farmi visita mio nipote!


Rispondi: Natale
Risposta del: 27 September 2007 21:23:58
Messaggio:

Complimenti, un bel bambino. Io dovrò aspettare per diventare nonno,


Rispondi: Natale
Risposta del: 29 September 2007 22:35:35
Messaggio:

Neanche oggi?


Rispondi: ermodifica
Risposta del: 30 September 2007 00:18:32
Messaggio:

SIGH SIGH
l'attesa e dura
dai vinc che qui si pende dalle tue labbra
oops dai tuoi racconti di vita vissuta


Rispondi: macovince
Risposta del: 30 September 2007 22:05:48
Messaggio:

In realtà in questo intervallo di tempo, oltre al diporto nautico, ci fu la mia prima parentesi politica, si fa per dire, in Consiglio Comunale.
Mi fu chiesto di entrare a far parte di una lista in quanto Presidente Mandamentale dell'Associazione Commercianti (ASCOM) fin dal 1972, impegno questo che durò per ben vent'anni fino al 1992.
Diedi il mio assenso e non essendomi mai interessato alla politica ero convinto di fare da “portatore d'acqua” mentre, mio malgrado, fui eletto, ma, fortunato come i cani in chiesa, tutto si verificò nel momento del cambio della guardia, per cui mi toccò fare tutto il mandato all'opposizione con la noia di assistere ai soliti discorsi dei soliti tromboni che si atteggiavano a politici di alto rango mentre io ero ingenuamente convinto che in Consiglio Comunale si andasse a discutere dei problemi locali, che magari ci si scontrasse su quanto era da fare o non fare ed invece si perdevano ore e ore a parlare del Vietnam e votare ordini del giorno che non si sa dove venissero spediti e chi li leggesse. Non vedevo l'ora che quel mandato scadesse.
Va beh, tant' è, purtroppo, dico purtroppo perchè anni dopo ci sono ricascato quando mio figlio ed un gruppo di suoi amici mi convinsero a fare il candidato sindaco di una lista civica che si ipotizzava potesse defenestrare, dopo tangentopoli, i soliti tromboni della politica locale.
Nacque così la lista “Oltre”, la parola dice tutto, ma pur non avendo avuto un risultato
negativo, a causa di una frammentazione ed una proliferazione non programmata di liste e partiti da parte degli irriducibili, non ottenne quanto sperato.
Mi toccò una seconda legislatura di opposizione, per cui io, nella mia terrena esistenza, ho “già dato”, da questo punto di vista.

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Tant'è dicevamo, questa è la classe dirigente del nostro paese, c'è chi lo fa per interesse, per carrierismo o per apparire, io ho sempre pensato che fare l'amministratore della cosa pubblica è un privilegio che và onorato con impegno, senza secondi fini e soprattutto gratis, niente gettoni di presenza più o meno generosi e allora sì che campagne elettorali “povere” vedremmo.
Una volta fare il sindaco era un onore, nei piccoli paesi le persone che contavano erano, il sindaco, il prete, il maresciallo dei carabinieri e il medico, ora il sindaco è un mestierante in cerca di occupazione ed anche le altre figure hanno perso il loro carisma, che ci resta il segretario del partito ?
Cosa , invece più importante, per lo meno dal punto di vista lavorativo, fu la nascita del Gruppo d'acquisto “Fercadet” della nostra categoria commerciale promosso da me e da uno sparuto gruppo di colleghi friulani in occasione di un meating di lavoro a villa Quuerini ad Altichiero- PD.
Fu un grosso salto di qualità dal punto di vista mentale, superata la diffidenza e la solita, radicata reticenza nei confronti dei colleghi diventammo amici e collaborammo fino alla chiusura della mia attività avvenuta nel 2004.
Rappresentai il gruppo in qualità di Presidente dalla fondazione fino al 2006 dopo di che mi è sembrato opportuno, anche se non voluto da parte dei colleghi, lasciare il campo data la mia sopravvenuta estraneità a quel mondo che mi ha visto attivo per tutta la vita lavorativa.
Molto più impegnativa e stressante fu l'esperienza di Presidente dell'ASCOM che mi vide in molte occasione in conflitto con l' Amministrazione Comunale in un momento di particolare difficoltà della categoria con l'avvento della grande distribuzione.
Devo amaramente riconoscere che non sempre le mie prese di posizione furono comprese e che chi allora mi contestava non ha saputo, in futuro, costruire assolutamente niente, dopo quindici anni che ho lasciato l'incarico il peso politico/sindacale e rappresentativo dell'ASCOM, non solo non è aumentato ma è svanito nel nulla, insomma tutto lavoro sprecato e tempo perso il mio, peccato.......in una nuova vita, se ci sarà, mi guarderò bene da questa categoria !!!

Gli anni passano, i bimbi crescono, le mamme imbiancano....non è vero, oggi non più, ma gli anni volano ed arriviamo al 1986.

Fin dal 1982 era operativa in città una sezione staccata della Croce Verde Goriziana grazie all'impegno personale di una persona, Roberto e ad un esiguo gruppo di volontari in gran parte legati al mondo della Chiesa, scout e Azione Cattolica.
Va detto che dal punto di vista dell'assistenza sanitaria dipendevamo dall'ospedale di Palmanova ad una decina di km. con le difficoltà e la tempestività negli interventi che si posso ben immaginare mentre in loco non c'era neanche un ambulatorio pubblico.
Inizialmente questa iniziativa, seppur meritevole, data la scarsa operatività che era limitata, per evidenti motivi, a qualche ora nei soli fine settimana, non era vista con molto favore sia dagli amministratori locali che dalla Presidenza dell' USL,così si chiamava l'attuale ASL.
Si pensava che fosse la solita, lodevole iniziativa giovanile ma che avesse vita breve, destinata quindi a morire non godeva dell'appoggio né morale né economico se non da parte della cittadinanza che sentiva la necessità di un servizio sanitario locale, come sempre il “popolino” è più lungimirante dei politici.
Certamente la dipendenza da Gorizia, se inizialmente fu utile perchè consentì prima con una e poi con due vecchie ambulanze Volkswagen l'avvio dell'attività, con il passare degli anni non ebbe le dovute attenzioni, era piuttosto abbandonata a sé stessa e all'impegno immane del Direttore Roberto.
Qualcosa era migliorata nel servizio con l'assunzione, che poi si scopri non essere del tutto regolare, di un paio di dipendenti e, a ore, la presenza di un medico. Tutto questo servì, comunque, a fidelizzare i soci che aumentavano di anno in anno.
Non è che io conoscessi e seguissi particolarmente questa associazione, fin tanto che il solito amico Bughi non mi fece incontrare Roberto, bisognava dargli una mano altrimenti sarebbe sopravvenuta la chiusura.
Si stavano diffondendo voci sempre più insistenti di una difficoltà economica/gestionale della casa madre di Gorizia, in particolare nell'occhio del ciclone c'era il Presidente e il suo direttore.
Brutto affare, tirava aria di tangentopoli e le cifre si gonfiavano a dismisura giorno per giorno, si correva il rischio che fosse coinvolta la filiale di Cervignano con i suoi dipendenti ignari e completamente estranei a tutto.
Un po' incosciente, forse, lo sono stato ma la sfida e la volontà di non perdere quel patrimonio, che seppur ancora piccolo numericamente era enorme dal punto di vista umano, mi convinse che bisognava fare il possibile e l'impossibile.
Studiammo una strategia che si rivelò vincente.


(continua)


Rispondi: Natale
Risposta del: 01 October 2007 10:56:49
Messaggio:

Riporto una tua frase:
Una volta fare il sindaco era un onore, nei piccoli paesi le persone che contavano erano, il sindaco, il prete, il maresciallo dei carabinieri e il medico. Hai dimenticato il farmacista F
Vincenzo, io ti vedrei come sindaco, sei ordinato, puntiglioso, e sopratutto caparbio.
Perchè non provarci ancora?

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Rispondi: macovince
Risposta del: 01 October 2007 20:37:12
Messaggio:

E' vero Natale mi sono dimenticato del farmacista quello al quale le donne andavano a chiedere cosa fare quando restavano in cinta.
C'è una storiella, forse anche vera conoscendo il vecchio farmacista, il quale ad una domanda del genere ha risposto:
"Tre litri de acqua al giorno fin che te lo neghi"...un po' cattiva come battuta ma probabilmente era detta per far capire che non c'era niente da fare.
Alla seconda affermazione rispondo dicendo che "ho già dato".


Rispondi: omero
Risposta del: 02 October 2007 13:05:03
Messaggio:

Ragazzi cosa vi dicevo io?
Questo era il mio benvenuto a Vincenzo:

Spedito - 30 June 2007 : 18:19:49
--------------------------------------------------------------------------------

Un caloroso ben arrivato, era ora!!!!
Il forum ha fatto "l'acquisto" dell'anno, un vero maestro e noi di questi abbiamo bisogno, non di professori!, ragazzi su con le domande, abbiamo colui che ci può dire tutto e di più su alberi a camme e non solo, Maco saprà evadere tutte le nostre richieste.
Un caro saluto da "un altro nonno"


Rispondi: macovince
Risposta del: 02 October 2007 16:15:16
Messaggio:

Un maestro di vecchia scuola che oltre l'asta e filetto non và...!!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 02 October 2007 18:16:14
Messaggio:

?????? non l'ho capito.

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Rispondi: macovince
Risposta del: 02 October 2007 18:29:54
Messaggio:

Natale, tu sei di un'altra epoca, non hai fatto "asta e filetto" alle elementari, volevo dire: "un maestro che ha poco da insegnare".


Rispondi: Natale
Risposta del: 02 October 2007 18:32:06
Messaggio:

Capito.


Rispondi: macovince
Risposta del: 02 October 2007 22:51:10
Messaggio:

La stagione della Crove Verde Basso Friuli.

1.www.bassafriulana.or...

Sapevamo che normalmente alle assembee partecipava pochissima gente, pochi volontari ma quasi nessuno dei soci, la gente non era interessata alla gestione economica (male) bastava che quando chiamavano l'ambulanza arrivasse qualcuno e presto.
A Gorizia le cose stavano precipitando, venne quindi convocata una Assemblea straordinaria per destituire il Presidente e vederci chiaro sulle difficoltà che oramai erano di dominio pubblico visto che in città la Croce Verde era molto ben radicata con una lunga tradizione ed appoggi sostanziosi sia dal mondo politico che finanziario (Cassa di Risparmio) che non potevano avallare una gestione piuttosto “allegra”.
Ci presentammo, la domenica dell'Assemblea , a Gorizia con tutti i nostri volontari disponibili, amici e parenti, insomma eravamo numericamente determinanti per convalidare la separazione dalla casa madre, cosa che dal direttivo goriziano non era ben vista, anzi era osteggiata.
Entrammo nel nuovo Consiglio direttivo in quattro, concordammo che io avrei ricoperto per brevissimo tempo la carica di Vice Presidente e questo ci consentì di far votare la separazione di Cervignano da Gorizia.
In comodato gratuito ci rimasero le due vecchie ambulanze che costavano più di riparazioni che di benzina, ma quel che era peggio una quarantina di milione di debiti, “omaggio” del Presidente goriziano che in seguito si lanciò dalla finestra di casa nella convinzione di “saldare” l'enorme buco che aveva creato nelle casse associative e di risolvere il debito con la giustizia, ma non fu così che li saldò anche se gli costò un pesante infermità.
Che fare ? Non mi restava che assumermi un bel fardello di responsabilità e fare da garante con la speranza di trovare una soluzione positiva e definitiva al problema.
Lo feci con determinazione e impegno riorganizzando dal punto di vista amministrativo e gestionale, volevo verificare giornalmente la situazione, tutte le mattine il Direttore mi relazionava sulle difficoltà, sulle esigenze o iniziative che i volontari, stimolati a dovere, cercavano di sviluppare mentre i bilanci economici venivano controllati mensilmente.
Cercammo, con notevoli sacrifici anche da parte del Direttore in prima persona, di garantire la presenza notturna di un equipaggio di volontari e giornaliera di un medico, mentre i primi aiuti economici arrivarono con un accordo di sponsorizzazione, anomala ma efficace, da parte della Cassa Rurale ed Artigiana locale.
Come sempre, però, ci vuole il sostegno della parte politica che ottenni e mi aiutò a stipulare la prima convenzione con l' USL con la quale iniziò una fattiva, concreta e duratura collaborazione.
Ci servì anche per crescere dal punto di vista professionale e si sviluppò ancor di più con la costituzione del servizio di soccorso 188 e dell'elisoccorso regionale.
Ci costituimmo dal notaio in associazione di volontariato con la denominazione di Croce Verde Basso Friuli e fummo subito riconosciuti ed inseriti nel registro regionale delle PA (Pubbliche assistenze).

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Vado particolarmente orgoglioso della tessera n°1 che sta a testimoniare l'impegno profuso.
Finalmente riuscii a dotare i volontari di vestiario consono al servizio, di attrezzature sia ambulatoriali che in dotazione alle ambulanze, come il defibrillatore, uno dei primi telefoni portatili, voluminoso come una valigetta, che era una grossa novità e consentiva la deviazione delle chiamate telefoniche dalla sede all'equipaggio che in quel momento fosse in strada per qualche servizio, furono cambiate le autoradio e la centrale operativa, insomma riuscimmo anche, con una lieve ristrutturazione ai locali di proprietà comunale, a dare un immagine professionale di un ambulatorio di primo soccorso.

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Nel mentre si susseguivano le riunioni con i volontari e con i medici si organizzavano i primi corsi per l'arruolamento di nuova “forza lavoro” sia a Cervignano che nei centri limitrofi coinvolgendo le Amministrazioni locali.

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Devo riconoscere che è stato molto stimolante operare con i giovani che trasmettevano entusiasmo e un inaspettato senso civico. Vedere ragazzi maschi e femmine, in egual misura, dedicare le festività o le notti ad un lavoro, in particolare quello del soccorso stradale, che non è né facile né “sopportabile” dal punto di vista dell'emotività e del coraggio è stata un'esperienza molto, molto bella.
Io ho sempre detto che il mio apporto di volontariato non poteva che esplicarsi nel modo con cui sono intervenuto, non avrei potuto essere operativo perchè credo che non sarei rimasto in piedi alla vista di feriti più o meno gravi, magari in situazioni estreme come la notte e in occasione di incidenti stradali.
Solo chi ha avuto occasione di avvicinarsi a questo mondo si può rendere conto che non tutti i giovani sono fannulloni, non tutti sono egoisti, non tutti sono parassiti c'è una bella fetta della società giovanile che merita considerazione e rispetto più di quanto valutino gli adulti.
Altre ambulanze e mezzi di trasporto con pedane di carico furono acquistate in seguito, tutti mezzi di ultima generazione adeguatamente attrezzati.
In quegli anni, a seguito dell'esperienza del terremoto si stava organizzando a livello regionale la forza d'intervento della Protezione Civile con ingenti investimenti che venivano distribuiti a pioggia nei vari Comuni, a volte dettati più da esigenze di clientelismo politico che da una “ragionata” valutazione sulla validità od opportunità di dotare i gruppi comunali di certi mezzi.

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La vecchia ambulanza Fiat 1100 in primalinea era in servizio, credo negli anni 50 presso lo zuccherificio abbandonata da parecchi anni in un capannone sono riuscito ad averla in regalo dalla direzione ed è stata ricondizionata da un volontario carrozziere per hobby, volevo che un pezzo storico non andasse perduto e rimanesse come primo mezzo di un ipotetico museo.
Non mi sembrava sensato, per esempio, dotarli di pompe con relativi gruppi elettrogeni quando quel determinato tipo d'intervento poteva e doveva espletarlo il corpo dei Vigili del Fuoco, i quali magari aspettavano da anni che le loro attrezzature fossero aggiornate o rimpinguate.
Per quanto riguarda il mondo del volontariato sanitario, che veniva sicuramente coinvolto in caso di calamità, non erano previsti contributi economici per l'acquisto di ambulanze, non solo, in seguito alle leggi tributarie nazionali dovevamo anche pagare l' IVA, una delle inconguenze stupide delle leggi italiane.
Dai soliti “tromboni” nazionali si sentiva parlare in termini elogiativi del volontariato ma non si è mai provveduto a rendere detti Enti esenti da IVA.
Per tornare all'argomento Protezione Civile, c'era quindi una corsa , come succede in questi casi, alle domande di contributo da parte di tutte le Associazioni riconosciute in quanto facenti parte di detta organizzazione.
Anche la Croce Verde non poteva restarne fuori, pensai.
Preclusa la possibilità di giustificare la richiesta per l'acquisto dei mezzi che a noi maggiormente necessitavano, le ambulanze, chè facendo decine di migliaia di km. annualmente andavano sostituite con una certa frequenza, pensai a qualcosa di diverso, più necessario in caso di calamità naturali ma che potesse essere ugualmente utilizzabile per il nostro abituale lavoro.
Pensai a dei moduli scarrellabili e trasportabili con il classico furgone Fiat Ducato, in sostanza uno stesso mezzo poteva portare un modulo che facilmente, con un impianto elettro/idraulico, veniva scaricato per poi ritornare alla base a caricarne un secondo ed un terzo.

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L'inaugurazione di una nuova ambulanza era sempre un momento di festa

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con doverosa benedizione

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e successivo rinfresco

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Detti moduli dovevano essere composti da un ambulatorio con letto medicale basculabile elettricamente ed attrezzatura di primo soccorso, un modulo abitativo con 6 posti letto, cucina,servizi igienici e un capace vano doccia, il terzo da adibire a magazzino con generatore elettrico. Questi tre volumi abitativi andavano a formare un campo d'intervento completamente indipendente.
Mi era venuto in mente, appunto, che in occasione del terremoto avevo sentito dire che alcuni gruppi d'intervento andavano a gravare sull'apparato organizzativo proprio perchè non erano indipendenti, quindi, se da un lato erano utili dall'altro complicavano le cose.
Bisognava rendere appetibile la proposta che non aveva un costo da poco.
Contattai un bravo artista, spiegai qual'era la mia idea e mi feci fare un bel disegno con il furgone e i tre moduli disposti come un campo “indiano”.
Fu l'idea che fece colpo sulla commissione delegata alla spartizione del “malloppo” e con tre tranche annuali riuscimmo a completare l'opera che si rese particolarmente utile in occasione del terremoto in Umbria del settembre 1997 dove i nostri volontari rimasero con diversi turni per un paio di mesi e furono di particolare aiuto alle popolazione di un piccolo centro montano.
Un felice esempio di come spendere bene le risorse pubbliche.
Sempre in quel periodo si stava sviluppando la rete di soccorso 118 e l' elisoccorso, la regione Friuli Venezia Giulia fu una delle prime a sviluppare adeguatamente questo servizio, ho avuto il piacere di conoscere ed incontrare più volte il dott. Carchietti che è il validissimo fautore dell'emergenza sanitaria regionale, colui che propose ed “impose” il soccorso a mezzo elicottero che tante vite umane ha salvato in questi anni.
Ebbene la Croce Verde è da sempre stata una valida pedina, a detta dello stesso Carchietti, della rete soccorso stradale, i nostri volontari seguono costantemente i corsi di aggiornamento organizzati dal 118.
Ma le occasioni festaiole, oltre alla cena pre-Natalizia, dove tra canti e balli

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io e il Sindaco ci chiedevamo: "Chi parla per primo?" e, come prassi vuole, l'attuale Consigliere Regionale conclude

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Ma tutte le occasioni sono buone ed anche il compleanno del Direttore viene doverosamente ricordato non senza una simpatica manifestazione di "protesta"....

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e per soddisfare le esigenze sportive, perchè no una partitella di calcio?

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con doveroso rinfresco campagnolo

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C'era ancora un grosso problema e di non facile soluzione, la “SEDE”.

(continua)


Rispondi: chepa13
Risposta del: 03 October 2007 01:12:01
Messaggio:

Cavolo vincenzo...
Come ti capisco...
Questa sfera di mondo di cui hai appena parlato, della quale parlerai ancora mi auguro, mi è molto vicina...
Anche io sono volontario, precisamente dell'Assistenza Pubblica di Parma
che ha più di 100 anni ed è stata la prima in Italia a lanciare l'innovazione dell'automedica...
Ma nonostante questo, le sovvenzioni arrivano solo grazie a tutti quei cittadini che si accorgono che un servizio come il nostro è indispensabile, ma soprattutto che la Assistenza Pubblica è parte di Parma...
E non so neanche se è ancora arrivato il famoso "5 per mille"...
Vabbè, io penso sempre che piuttosto di perdere una giornata davanti ai videogames,
se uno ne ha la voglia può provare a fare un'esperienza tanto costruttiva e formativa...

Adesso non ti voglio togliere spazio...
Continua pure...


Rispondi: Natale
Risposta del: 03 October 2007 08:57:00
Messaggio:

Vincenzo, più leggo e più mi sorprendi. Cavoli ne hai fatte di cose, e chissà quante ancora potreste farne vista l'esperienza acquisita negli anni.


Rispondi: macovince
Risposta del: 03 October 2007 20:46:59
Messaggio:

Eravamo ospiti in un vecchio stabile del Comune che ad un certo punto aveva deciso di alienare, si veniva dunque a creare una ulteriore difficoltà.
Negli anni precedenti ero riuscito ad accantonare una discreta cifra che, comunque, non sarebbe bastata per un fabbricato nuovo.
Incominciai a guardarmi in giro ma di soluzioni alla portata della disponibilità del momento non ce n'erano.
Serviva una rimessa per una decine di mezzi, camere e servizi per i volontari e almeno un ambulatorio con annesso ufficio per il direttore, il tutto possibilmente nel centro cittadino, quindi con costi piuttosto elevati.
Dopo svariati tentativi decisi di procedere all'acquisto di un terreno che si era reso disponibile in centro demandando a tempi migliori l'eventuale costruzione di una sede adeguata, magari proponendo, s'ipotizzava, una forma di compartecipazione ad una impresa edile.
Va detto che nelle varie iniziative volte a rimpinguare le casse dell'Ente, quelle che ci consentirono i risultati maggiori furono le gare kartistiche e quindi nacque...

La seconda stagione kartistica

Per la verità un tentativo l'avevamo fatto qualche anno prima, nel 1982 ma andammo incontro ad una spiacevole sorpresa.

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Nella domanda che avevo presentato in Comune per l'autorizzazione alla chiusura del percorso, come facevo in occasione delle gymkane, avevo previsto l'apertura al traffico dopo le ore 21, questo per potermi garantire il tempo necessario allo sgombero di tutte le balle di paglia, non poche, e le transenne.
Evidentemente la Commissione Provinciale che doveva autorizzare la manifestazione era già decisa nel momento in cui è venuta a visionare il tracciato, me ne sono accorto dalle occhiate che si scambiavano i commissari, come sempre avevano timore che potesse verificarsi qualche incidente e quindi la soluzione più sbrigativa per non accollarsi responsabilità era quella di negare l'autorizzazione con una giustificazione qualsiasi.
E la scusa la trovarono tra le righe della domanda presentata in Comune, si appellarono al fatto che i kart non avevano fari e quindi non si poteva autorizzare la gara dopo il tramonto, non volendo considerare i tempi di sgombero del percorso, bastava che rettificassero l'orario e la cosa poteva essere accettata, ma come ho detto risolsero tutto all'italiana.
Ovviamente la cosa fece scalpore con articoli che apparsero anche sul settimanale “Rombo”, non era mai successo che l'autorizzazione fosse stata negata con una tale stupida motivazione

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Avviliti, io e il Bughi, mio fedele collaboratore, abbandonammo l'idea per alcuni anni, poi il ritorno di fiamma nel 1986, ci decidemmo a tornare alla carica e allestimmo il percorso cittadino per il primo Gran Premio di kart

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L'entusiasmo lo trovammo solo e unicamente perchè il fine ultimo era quello di aiutare la Croce Verde.
Non paghi, in quell'anno allestimmo anche due manifestazioni che riguardavano discipline a noi sconosciute e che potevano avere una certa attrattiva sul pubblico, insomma eravamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e spettacolare.

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Il percorso per i kart era grosso modo quello delle gymkane, con la variante della via Mazzini, la strada statale per Grado che attraversa il centro cittadino, quindi con un discreto sviluppo e notevoli difficoltà organizzative.

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Ricordo ancora quando, alle sei della domenica di gara, arrivarono i trattori trainanti i cinque carri con le balle di paglia, era una montagna di fieno da scaricare, posizionare e poi la sera ricaricare, insomma era anche una faticaccia fisica.
Tutto si svolse senza intoppi e incidenti e riuscimmo già in quella prima occasione a dare un piccolo contributo alla Croce Verde di £.1.200.000, era poca cosa ma eravamo anche partiti senza grosse speranze nel timore si ripetesse l'esperienza di qualche anno prima.
L'anno successivo, il 1987, decidemmo d'intitolare la gara al titolare della vecchia pista di kart e concentrammo il percorso sulla piazza principale per poter meglio gestire la delimitazione legata ai problemi di sicurezza e soprattutto regolamentare l'accesso al circuito con il pagamento di un corrispettivo che ci permise di ottenere i risultati economici che speravamo.

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Rispondi: macovince
Risposta del: 03 October 2007 21:02:37
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Questa scelta, seppur bene accetta dagli spettatori ci creò alcuni problemi con la cittadinanza residente nell'ambito interessato, in compenso il risultato fu di un avanzo di ben £.7.138.000, bella cifra per quei tempi.
Mai, nessuna iniziativa a scopo benefico aveva prodotto risultati di quel livello.
Non paghi del successo nel 1988, anche dal punto di vista sportivo, abbiamo voluto fare un ulteriore salto di qualità, abbiamo rivisto il tracciato allungandolo e portandolo a 830 mt., fu un ulteriore piacevole sorpresa per i piloti che aumentavano di numero di anno in anno, i quali apprezzavano particolarmente quello che veniva considerato da tutti uno dei migliori percorsi cittadini, pari e forse anche più spettacolare di molte piste.

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Ricordo con nostalgia il giro che sono riuscito a fare con una F4, erano delle vetturette molto simili a dei kart carenati con motori motociclistici 250 cc., quindi con potenze di tutto rispetto dato il peso, peccato che non sono riuscito a farne il secondo a causa della rottura di una valvola ma mi è rimasta nel cuore e nella mente
l'emozione e il piacere di quella corsa che mi stava dando la certezza di avere ancora il “piede” e la voglia di velocità.
Sembrava di guidare una vera e propria formula, leggera e scattante, peccato che l'assetto fosse molto approssimativo con un sottosterzo che sono riuscito a controllare solo grazie alla buona potenza disponibile, ho chiaro la visione della prima curva in cui l'anteriore se ne andava per la tangente, non restava che accelerare a fondo, senza timore, o fare un dritto tra le balle di paglia e forse centrare la porta d'ingresso della Cassa di Risparmio !!!
Dimenticavo, il ricordo del giro di pista con la F4 mi ha distratto, l'anno prima avevamo anche organizzato in piazza una dimostrazione di trial, molto spettacolate

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Inutile dire che a questo punto ci era impossibile chiudere l'intero centro cittadino e far pagare l'ingresso, ma il capillare lavoro di ricerca sponsor e sostenitori economici da parte del Bughi ci permise alla fine di staccare un assegno di £.11.993.000 che l'anno successivo diventò di £.11.300.000.

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Sicuramente non fu ininfluente il fatto che a fine-gara facemmo esporre in tutti i negozi una locandina con la comunicazione del risultato economico, dando quindi la certezza a pubblico e sponsor di una corretta e trasparente gestione.

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Dopo quattro anni decisi che il mio compito era finito, il mio lavoro non mi consentiva di seguire l' Ente con quell'impegno e quella assiduità che mi ero imposto fin dall'inizio, lasciai quindi l'incarico di realizzare il progetto della sede con il terreno acquisito, i conti economici in ottima salute e un consistente attivo bancario.
Fu l'amico, ex sindaco e rivale alla candidatura di sindaco della seconda tornata elettorale Gratton al quale cedetti la responsabilità della Croce Verde certo che con la sua abilità di mediatore politico avrebbe ottenuto quei finanziamenti mancanti alla realizzazione di una bellissima sede.
A questi è succeduto il bravo avvocato Modesti che tutt'ora presiede il Consiglio di Amministrazione con ottimi risultati, coadiuvato dal sempre presente Direttore Roberto.


Rispondi: Natale
Risposta del: 04 October 2007 09:09:59
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Bella questa, i fari nei KART, ridicolo è poco.

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Rispondi: fefede
Risposta del: 08 October 2007 16:00:43
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Era tanto che non mi rileggevo l'avventura ... anche perchè tutte le volte rimango in sospeso ... mi manca sempre il seguito ...

Stasera ci allieterai con una nuova puntatona ??


Rispondi: Natale
Risposta del: 08 October 2007 16:13:10
Messaggio:

Sono cinque giorni che non scrive.


Rispondi: chepa13
Risposta del: 08 October 2007 17:02:34
Messaggio:

Starà montando i fanali sui Kart...


Rispondi: latino
Risposta del: 08 October 2007 21:42:00
Messaggio:

un caro saluto a Vincenzo e a tutti gli amici del forum
purtroppo la gente non aprezza sempre le iniziative,e pensa sempre che ,se fai una cosa è solo per il tuo interesse personale,non riescono a comprendere che certe iniziative una persona le sente nel cuore.
penso tu, come spero altre persone abbiano sentito parlere delle gare di motonautica che io,assieme ad altri amici organizzavamo a Lignano,senza dubbio per me era un vero piacere concorrere in casa,
ma era secondario,la gente non aprezza ,e non si rende conto delle energie e cosa non da poco i soldi che investi (senza alcun ritorno)nelle iniziative a scopo sportivo o solamente per racimolare qualche soldo da devolvere a qualche associazione bisognosa.
io come saprai sono arrivato a correre in F1 ,ma erano esauriti gli stimoli e la voglia di divertirmi(anche se ogni tanto) mi diverto a partecipare a qualche gara,
abbiamo organizzato,oltre alle gare di motonautica,festa della musica,lucciolate varie ,befane ecc.ecc.
ora ci siamo stancati di rimettere soldi e tempo,e vederci additati come....
abbiamo sempre esposto i ricavi,spese e avanzo,e le varie associazioni alle quali andavano i fondi.
ora abbiamo detto basta non vogliamo essere additati,(abbiamo fatto troppi soldi)tanto che le noste tasche si sono prosciugate .
voglio essere egoistae pensare a me e divertirmi,come saprai sono 2 anni che sono preso dal restauro della mia 500,e finalmente sono riuscito a verniciarla.CON I MIEI SOLDI.
un cordiale saluto a tutti


Rispondi: fefede
Risposta del: 12 October 2007 13:06:43
Messaggio:

Sembra interessante anche la tua storia latino. Facci un bel post anche te dai
Così una sera si legge vince e uans era te
VIto che vince latita anche


Rispondi: cocaddress
Risposta del: 12 October 2007 15:26:16
Messaggio:

Macovinceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee come mai non scrivi più?????
Ma che hai finito gli argomenti??


Rispondi: macovince
Risposta del: 12 October 2007 17:24:53
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da cocaddress

Macovinceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee come mai non scrivi più?????
Ma che hai finito gli argomenti??


No, ho finito i ritagli degli articoli dei giornali....


Rispondi: fefede
Risposta del: 12 October 2007 17:28:14
Messaggio:

Ma a noi interessa il testo, gli articoli abbelliscono il tuo racconto
Dai dai non tenerci in sospeso così a lungo


Rispondi: Natale
Risposta del: 15 October 2007 15:15:31
Messaggio:

VINCENZO, non proprio cinquant'anni fà, ma trenta.

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Rispondi: macovince
Risposta del: 15 October 2007 15:23:37
Messaggio:

Ma Pompea non fa come mia moglie che viene a sbirciare tutte le mattine quanto segna la bilancia pesapersone .......solo per stabilire il menù della giornata ?


Rispondi: Natale
Risposta del: 15 October 2007 15:28:20
Messaggio:

No, la colpa è mia, fosse per lei io a dieta perenne.
Un inseguimento andato a buon fine. Non sembrerebbe vero?

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Rispondi: macovince
Risposta del: 15 October 2007 15:32:16
Messaggio:

....non per il padrone dell'alfetta, probabilmente derubato, credo !


Rispondi: cocaddress
Risposta del: 15 October 2007 15:45:06
Messaggio:

Madooooo Nata!!! Che hai fatto a quella alfetta!!!


Rispondi: macovince
Risposta del: 15 October 2007 15:58:49
Messaggio:

Non era da meno la macchina di mio padre quando un ragazzo gliela rubò e pensò bene di andare a fermarsi su un pioppo

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FIAT 1500 carrozzata Allemano


Rispondi: cocaddress
Risposta del: 15 October 2007 16:03:42
Messaggio:

Azz che botta!!!!


Rispondi: macovince
Risposta del: 15 October 2007 16:08:29
Messaggio:

E' costata cara la riparazione, tanto più che era una fuoriserie in pochissimi esemplari.
I lamierati erano tutti "tirati" su sagome di legno e nelle giunture dei parafanghi, visto che non potevano essere perfette, era tutta livellata con stagno.


Rispondi: Natale
Risposta del: 15 October 2007 17:29:02
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da cocaddress

Madooooo Nata!!! Che hai fatto a quella alfetta!!!




ALFETTA?????????????????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Era una ALFA ROMEO GIULIA, per la precisione quella in foto montava montava un motore 1800 con rapporti corti, l'unica in dotazione, altro non posso dire.
Andava troppo forte in ripresa.
Quella botta?????????? ne è valsa la pena, credimi.


Rispondi: macovince
Risposta del: 15 October 2007 17:51:05
Messaggio:

Non era una vettura rubata allora...


Rispondi: Natale
Risposta del: 15 October 2007 17:58:53
Messaggio:

No, veniva adoperata per servizi particolari.


Rispondi: fefede
Risposta del: 16 October 2007 16:31:31
Messaggio:

Natale non distrarre macovince ... che lui fa finta di aprtecipare alal discussione rispondendo a te e non inserisce più i suoi racconti !!!


Mamma mia quanto si fa desiderare ...


Rispondi: Natale
Risposta del: 16 October 2007 18:11:37
Messaggio:

Vero, VINCENZO mi ha fatto distrarre, sono 14 giorni che aspettiamo, MACO posta nuovi racconti.


Rispondi: fefede
Risposta del: 17 October 2007 15:59:51
Messaggio:

Natale ora ti distraggo io a te ....

perchè non posti anche tu una tua storia che sembri proprio avere tutte le caratteristiche per tirare fuori un'avvincente romanza

Così si legge un po te e un po maco. Senza togliere niente a maco ovviamente


Rispondi: macovince
Risposta del: 18 October 2007 16:55:11
Messaggio:

Non vi sembra che ne ho combinate abbastanza in cinquant'anni ?


Rispondi: cocaddress
Risposta del: 18 October 2007 16:59:18
Messaggio:

Effettivamente hai avuto una vita piena di emozioni e di bei momenti !!!

Ma ora ti chiedo...
C'è un seguito alle storie che hai raccontato oppure ti sei fermato???


Rispondi: macovince
Risposta del: 18 October 2007 17:13:05
Messaggio:

Sono in pensione, sono diventato nonno ed oggi ho festeggiato mio nipote che ha compiuto 1 anno, ha ricevuto in regalo una Chicco-500
ma rimane comunque sempre più attratto dal telefonino del nonno...


Rispondi: Natale
Risposta del: 18 October 2007 17:37:15
Messaggio:

VINCENZO, dì la verità, non vedi l'ora che cresce qualche annetto ancora per poi sederlo dentro un bel KART; sbaglio? Complimenti per il nipotino. Chissà quanto dovrò aspettare io.
Per FEFEDE, si qualcosa potrei raccontare anch'io, ma dovrei omettere troppe cose per ovvi motivi, meglio lasciar perdere.


Rispondi: macovince
Risposta del: 18 October 2007 17:44:03
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Natale

... si qualcosa potrei raccontare anch'io, ma dovrei omettere troppe cose per ovvi motivi, meglio lasciar perdere.



Me l'ero immaginato per questo non te lo'ho chiesto.

PS:Grazie


Rispondi: Alfatopo
Risposta del: 18 October 2007 22:16:35
Messaggio:

Ti racconto io una storiella andata a buon fine (ovvio), Natale sa i "problemi" che avevamo nel trasporto di altre persone sulle auto, se non arrestati, e "lasciare" o "uscire" dall'itinerario!

15 agosto 1979,, area servizio Bevano sud, a circa 10 km dal casello di Forlì, che a sua volta dista dal centro altri 8 - 9 km. Un padre nel fare manovra con auto e roulotte, schiaccia con la ruota la figlia di 4 anni che era scesa poco prima. Sangue e urla........che fare chiamare l'ambulanza?? e quanto ci avrebbe impiegato??? Così da "incoscenti" e su mia iniziativa e quasi trovando da dire con il collega più anziano, caricammo madre e figlia, che teneva in braccio, sull'alfetta e via a 180 orari in direzione ospedale dove siamo arrivati nel giro di pochissimi minuti.
Il "non toccare il ferito", lo "stai attento a come lo muovi" proprio non ci è passato minimamente per la capa, ma a vedere e, di più, sentire gli strilli........beh, abbiamo fatto bene a fare così.


Rispondi: Natale
Risposta del: 19 October 2007 12:42:02
Messaggio:

ALFA vorrei raccontare di quando partiti da MILANO direzione ROMA ci siamo dimenticati il gregario, eravamo convinti che fosse salito in auto e siamo partiti. Sull'autostrada in prossimità di BOLOGNA ci siamo accorti che non era in macchina, a questo punto che fare? abbiamo proseguito per ROMA e poi il collega ci raggiunse dopo qualche giorno in treno. Fortunatamente nessuno si accorse.


Rispondi: Alfatopo
Risposta del: 19 October 2007 13:49:31
Messaggio:




E l'altro che all'area di servizio ha dimenticato la moglie???????
Disse: Mi sembrava strano che l'auto fosse così silenziosa !!!!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 19 October 2007 14:20:45
Messaggio:

Si ricordo questo fatto, ne parlarono al telegiornale, troppo forte.
Praticamente si dimenticò la moglie all'auto grill di ROMA mi sembra e lui si accorse quando arrivò a destinazione.


Rispondi: Natale
Risposta del: 27 October 2007 20:18:38
Messaggio:

VINCENZO com'è finita?


Rispondi: macovince
Risposta del: 27 October 2007 21:01:39
Messaggio:

Che cosa i primi cinquant'anni ? Sono finiti....i prossimi te li racconterò, scusami, mi tocco...!!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 01 November 2007 09:34:04
Messaggio:

Succedeva pure questo:
Cinquant'anni fa in orbita lo SPUTNIK sovietico.
La guerra fredda si spostava nello spazio.


Rispondi: macovince
Risposta del: 01 November 2007 09:38:01
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Natale

Succedeva pure questo:
Cinquant'anni fa in orbita lo SPUTNIK sovietico.
La guerra fredda si spostava nello spazio.


...e chi l'avrebbe detto che avremmo avuto i comunisti al governo ?


Rispondi: chepa13
Risposta del: 01 November 2007 13:25:44
Messaggio:

Macooooooooooo.....
SSSSSSSSSSSShhhhhhhhhhhhhh.....
Ti capisco ma shhhhhhhhhhhhhhh.....


Rispondi: macovince
Risposta del: 01 November 2007 19:16:36
Messaggio:

E' una realtà che nessuno poteva immaginare....piaccia o NON piaccia.


Rispondi: Andrea
Risposta del: 01 November 2007 20:50:37
Messaggio:

wei.......... capisci a me'.


Rispondi: Natale
Risposta del: 01 November 2007 20:54:34
Messaggio:

CINQUANT'ANNI FA....................................500.
VITTORIO VALLETTA capitano d'azienda, e DANTE GIACOSA furono i protagonisti della nascita della nostra amata 500 che motorizzò l'ITALIA intera progredendo dopo gli anni difficili della seconda guerra mondiale e dando la possibilità al "POPOLINO" di motorizzarsi e effettuare le prime gite fuoriporta dalle alpi alla ricerca di un prato verde dove effettuare un picnik, oppure lungo la costa con ombrelloni, sdraio ecc.
Grazie anche al loro contributo che l'ITALIA progredì.


Rispondi: Natale
Risposta del: 27 November 2007 11:48:15
Messaggio:

http://it.youtube.co...


Rispondi: macovince
Risposta del: 27 November 2007 21:34:11
Messaggio:

Come si può non ricordare il mitico Fred Buscaglione che morì in uno stupido incidente stradale ad un incrocio con semaforo spento a Roma sulla sua Thunderbird rosa.
Aveva stravolto il mondo musicale di allora con il suo modo di raccontare più che cantare, con quella voce roca e inconfondibile.
Quanto più bello era il mondo di allora...!


Rispondi: cocaddress
Risposta del: 28 November 2007 09:00:28
Messaggio:

Mannaggia io tutte ste cose non le ho viste data la mia età!!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 28 November 2007 14:36:41
Messaggio:

Cinquant'anni fa andavi al cinema con poco meno di cinquantalire, in genere venivano proiettati 2 films.
Personalmente io ricordo da quarant'anni fa, i generi che andavano più in voga erano: FAR WEST, ERCOLE, MACISTE, SANSONE, PIRATI, GUERRA.
Allora si fumava durante la proiezione, la domenica la sala era strapiena, difficilmente trovavi posto a sedere, tutti all'impiedi lungo i corridoi. Appena finita la proiezione del film, il più delle volte si rimaneva in sala per approfittare di prendere posto e rivedere nuovamente.
A volte l'operatore distratto faceva bruciare la pellicola, non vi dico il caos e le invettive contro di esso. Mamme con bambini piccoli attaccati al seno, gente che commentava a voce alta, sedie che scricchiolavano, insomma ieri nel vedere il film: NUOVO CINEMA PARADISO ho rivissuto i momenti della mia fanciullezza.
Un ultima cosa: durante la pausa da un film all'altro veniva proiettato il cinegiornale, per noi ragazzi subirlo era come andare alla messa della domenica.
Chi ha altri ricordi sarebbe bello che li postasse affinchè chi come COCADDRESS possa conoscere le nostre abitudini del passato.


Rispondi: macovince
Risposta del: 28 November 2007 18:09:48
Messaggio:

I miei ricordi vanno un po' oltre i cinquant'anni.
Dopo aver assolto ai doveri religiosi, c'era il pranzo domenicale con il solito riso in "brodo di gallina", a volte al posto del riso c'era la pastina che non mi è mai piaciuta, ma pur di non indispettire mio padre perchè la paghetta mi veniva data a pranzo concluso, deglutivo a fatica in silenzio.
Qualche volta mi lasciavo trasportare dal confronto con mia sorella perchè io avevo meno "occhi" (i cerchi del grasso in superfice)di lei nel piatto e allora mia madre pazientemente doveva pareggiare il contenuto, operazione non facile perchè, non so se l'avete mai provato, i cerchi da grandi si suddividono in tanti cerchietti piccoli che si possono ricomporre con una "tecnica" che si vede adottare in certe operazioni dai ricercatori in campo bio-medico.
Non è che questa mia operazione venisse apprezzata, l'invito era sempre lo stesso...a tavola non si fanno queste cose.
Il momento tanto atteso veniva dato con un "rompete le righe" che voleva dire ognuno per proprio conto, io e mia sorella, onde evitare litigi e interferenze della stessa che per quei due anni in più che si ritrova si è sempre atteggiata a istitutrice, non a caso ha fatto la prof.
Prima di entrare al "cinema dei preti" facevo scorta di liquirizia in "spaghetti", al punto che uscivo con la lingua nera e la nausea di quel gusto.
I soggetti erano sempre gli stessi, se non era western di scena erano i pirati dei mari del sud.
La parte più avvincente arrivava alla fine quando immancabilmente a sconfiggere gl'indiani arrivavano i nordisti e allora era tutto un battere i piedi sul pavimento in legno con un fracasso infernale e, quindi, soddisfatti perchè vincenti...e chi parteggiava per quei poveri indiani, uscivamo tutti allegri e festanti.
Diversi erano i programmi una cinquantina d'anni fa quando il ritrovo al cinema era l'occasione per incontrarmi con quella moretta che veniva in bicicletta dalla vicina frazione e che tutti guardavano con ammirazione mentre lei aveva occhi solo per uno...(che fosse un mio miraggio ?)
Chi l'avrebbe detto allora che avremmo condiviso tutto il rimanente XX secolo e oltre.
In quelle occasioni non battevo più i piedi sul pavimento di legno ma aspettavo con ansia che si spegnessero le luci dell'intervallo....e poi il ritorno a casa pedalando fianco a fianco, quei due km. erano lunghissimi prima di arrivare a pochi metri da casa sua per un saluto fugace con un bacio trasgressivo.
Ma il ritorno a casa era una pedalata trionfale, il mondo tutt'intorno sembrava quello che dovrebbe essere il paradiso ma dopo due km. il pensiero andava subito...alla domenica successiva.


Rispondi: macovince
Risposta del: 02 January 2008 22:48:50
Messaggio:

LA MACCHINA......DA SCRIVERE.

Vi chiederete cosa centra la macchina da scrivere con la mia innata passione per le automobili, centra....centra !
Come tutti i bambini dei miei tempi ero particolarmente attratto da quella macchina con tanti tasti neri che faceva quello strano rumore...tic...tic... e scriveva, per me cose incomprensibili.
Sì, perchè quando andavo in ufficio da mio papà e l'impiegata, assai gelosa e severa, me lo permetteva non vedevo l'ora di sedermi alla scrivania e, con due dita come per altro faccio ancora oggi, scrivevo, anzi sporcavo un po' di fogli di carta con delle lunghe interminabili frasi incomprensibili.
Con il passare degli anni, ho continuato con le due sole dita medie ma ho messo a frutto l'esperienza dattilografica integrandola con quanto appreso leggendo le lettere commerciali che vedevo sulla scrivania.
Insomma ho imparato che s'inizia con "Spett. Ditta" e si finisce con "Distinti saluti".
Le informazioni tecniche e le fotografie che raccoglievo da "Auto Italiana" e da "Quattroruote" non mi erano esaustive e allora pensai bene di fingermi probabile cliente scrivendo a tutte le più importanti case automobilistiche chiedendo cataloghi e fotografie.
Evidentemente sono stato molto convincente, malgrado la mia giovane età, in quanto tutti si sono prodigati per rispondermi esaurientemente e con urgenza.
Di tanto in tanto, quando arrivavano quei plichi postali mio padre si chiedeva come mai Ferrari e Maserati inviassero cataloghi e offerte, non rientrava certo nelle sue intenzioni e possibilità l'acquisto di "meraviglie" di quel genere per cui non ne era neanche molto interessato.
Giorni fa, rovistando nel mio vecchio archivio ne sono uscite un po' di queste lettere che mi hanno fatto sorridere leggendo e pensando con quale sfrontatezza un ragazzino con i pantaloni corti, in senso metaforico, scomodava le segreterie delle sedi amministrative di quelle importanti e mitiche case automobilistiche.
Bene ho fatto a conservare quei documenti che oggi mi sembra abbiano un valore storico....quanto meno, sicuramente a livello personale.
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e i cataloghi

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tutti bellissimi sogni fin quando è arrivato il momento di far correre su quattro ruote il "sognatore" che si è dovuto accontentare di un cinquino...anche se debitamente elaborato e allora i contatti furono più concreti

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magari approfittando dell'amico meccanico che faceva da intermediario per ottenere gli sconti da professionista


Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 03 January 2008 12:37:00
Messaggio:

Vincenzo quando ho visto la lettera datata 21 agosto 1959 dei fratelli Sartori mi è venuto da sorridere, perchè Sartori (concessionario Mercedes) esiste ancora, proprio a Marghera.


Rispondi: cocaddress
Risposta del: 07 January 2008 11:11:45
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Citazione:
Originariamente inviato da Natale

Cinquant'anni fa andavi al cinema con poco meno di cinquantalire, in genere venivano proiettati 2 films.
Personalmente io ricordo da quarant'anni fa, i generi che andavano più in voga erano: FAR WEST, ERCOLE, MACISTE, SANSONE, PIRATI, GUERRA.
Allora si fumava durante la proiezione, la domenica la sala era strapiena, difficilmente trovavi posto a sedere, tutti all'impiedi lungo i corridoi. Appena finita la proiezione del film, il più delle volte si rimaneva in sala per approfittare di prendere posto e rivedere nuovamente.
A volte l'operatore distratto faceva bruciare la pellicola, non vi dico il caos e le invettive contro di esso. Mamme con bambini piccoli attaccati al seno, gente che commentava a voce alta, sedie che scricchiolavano, insomma ieri nel vedere il film: NUOVO CINEMA PARADISO ho rivissuto i momenti della mia fanciullezza.
Un ultima cosa: durante la pausa da un film all'altro veniva proiettato il cinegiornale, per noi ragazzi subirlo era come andare alla messa della domenica.
Chi ha altri ricordi sarebbe bello che li postasse affinchè chi come COCADDRESS possa conoscere le nostre abitudini del passato.




Esatto Natale, io tutte queste cose non le so perche data la mia età non le ho potute vivere....
Ma una cosa è certa mi piace un sacco leggere aneddoti e racconti di uno stile di vita ormai completamente perso


Rispondi: macovince
Risposta del: 10 January 2008 19:01:29
Messaggio:

Che carina mia moglie...


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anche dopo 50 anni....!


Rispondi: Fly Lemon
Risposta del: 10 January 2008 19:08:39
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Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Che carina mia moglie...


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anche dopo 50 anni....!



Caspita che ordine!!!Ma come fai a lavorare ed avere tutto così pulito ed ordinato?
Io piu' metto a posto e piu' ho il casino intorno.
In questi giorni che sto smontando quel motore del panda30 ho tutto in giro:chiavi, martelli, pezzi vari ecc. Ho messo tutto il salvabile su un banco, ma se mi fermo a guardarlo mi sembra sempre piu' incasinato, anche se un loro ordine logico piu' o meno ce l'hanno.

Ammiro chi riesce a tenere tutto in ordine come te.

Ciao

Luca


Rispondi: Natale
Risposta del: 10 January 2008 21:04:23
Messaggio:

Non ci posso credere, così ordinato??????????????
Io sono giorni che cerco di sistemare il mio garage, sapessi il casino, ma nonostante ciò risulterà sempre in disordine.


Rispondi: macovince
Risposta del: 10 January 2008 21:47:09
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Mi meraviglio che vi meravigliate (giro di parole voluto).....!


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Rispondi: tonio
Risposta del: 10 January 2008 22:08:48
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ma come fai a tenere un garage così...

a me baste che svito 2 bulloni che già non si capisce più niente


Rispondi: General182
Risposta del: 11 January 2008 10:03:22
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si sa che il cinema dei ns. tempi era l'unico modo e posto per incontrarci e avere il modo di stare assieme prima da compagnia con i diversi gruppi(bande)che si creavano o per rioni o per patronato,ma cmq era un giorno tranquillo poi magari durante la settimana erano giochi di guerra con ciarbottane e fionde e non i videogiochi seduti sul divano come oggi,non vedo più bambini gioccare sulle strade e questo è tristissimo.
E poi passato quel periodo veniva quello dei primi innamoramenti che se ricordate è stato il periodo più bello,almeno penso che sia stato così per tutti,quel periodo che bastava solo il pensiero che lei ti avesse guardato,anche se non era così,ma bastava solo quello e si cominciava a fare di tutto per farti notare la prima cosa era il vestirsi da ometto e li le prime controversie con la mamma che ti trattava ancora da bambino e che era lei a darti gli ultimi ritocchi prima di uscire e a te non andava a genio spelciamente quando imancabilmente si leccava le dita per sistemarti il ciuffo dei capalli perchè non era messo bane,quindi dal babbo che ti rifilave le 50 lire e si raccomandava di non spenderle tutte e via con il cuore che ti scoppiava di fellicità al patronato e li partivano le prime 5 lire per le golia e via alla dottrina che quella mossa li ti rendeva un bigliettino col timbro che ti faceva risparmiare 20 lire sull'entrata del cinema,quindi allattivo si avevano ancora 25 lire che si venivano bruciate alla fine del primo tempo fra patatine e caramelle per poi farsi le ultime rimaste col tipo che passava col baldacchino con le immancabili semi di zucca le brustoline,il trauma era che non avevi più soldi per bere un'aranciata,e ce ne andavamo a casa pieni di fame perchè immancabilmente per la frenesia della domenica a mazzogiorno si mangiava pochissimo come se il tempo pasasse più in fretta non mangiando e dopo quella mezza giornata passata al cinema dove non poteva mancare nel film la scena dove si mangiava quella che era più devastante per me erano le scene dei film romani ercole maciste o urusus che seduti sui banchetti si facevano fuori quelle intere coscie di tutti gli animali che magari noi non avrammo mai mangiati ma in quel momwnto li,il massimo era quando tornavi a casa già in strada sentivi il profumo del pollo arosto che la mamma stava cucinando,era una libidine,si potrebbe stare qui a parlarne per ore e ore e ne salterebbero fuori di tutti i colori,quello che io auguro ai nostri figli e che arrivati alla ns età abbiano gli stessi riccordi innocenti nostri.


Rispondi: Natale
Risposta del: 11 January 2008 14:00:59
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GENERAL, è vero, pure da noi le stesse cose. Si andava al cinema nel primo pomeriggio per trovare meno confusione.
E' vero, durante la proiezione del film, vedere quei banchetti, quei polli arrosto che venivano divorati con una voracità tale che ti mettevano l'acquolina in bocca.
E' vero anche che si faceva a gara fra noi ragazzini a chi prima in assoluto dava il primo bacio. (e qui minchi.a....te a non finire.)
E' vero anche che che le poche lire di paghetta cercavamo di farle durare il più a lungo possibile.
E' vero anche che le mamme ci vedevano sempre bambini, ma noi furbetti nascondavamo i fumetti SEX nel bagno.
E' vero anche che per farci vedere "GRANDI" fumavamo le prime sigarette "MENTOLO", (allora le sigarette venivano vendute sfuse)
E' vero anche che consumavamo le scarpe a forza di camminare a piedi,
qui apro una parentesi, allora le scarpe costavano tanto, e non c'era tanta scelta, non come adesso che ogni uno di noi tiene una scarpiera piena, noi appena si rompevano venivano riparate tante di quelle volte finchè il ciabattino decretava la loro fine.
E' vero anche che noi "più" vissuti siamo contenti di come abbiamo passato i nostri anni, era bello incontrarci al solito muretto, era bello camminare a piedi per km senza stancarci mai, era bello andare a scuola a piedi, era bello innammorarsi di una ragazzina della nostra età e fantasticare, era bello andare al mare con una camera d'aria come salvagente, insomma, era tutto bello.



Rispondi: General182
Risposta del: 11 January 2008 14:20:42
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natale guarda che sei vecchio e.cmq scherzi a parte queste cose quì se capite nel verso giusto cioè con la delicatezza e la sensibilità che ognuno di noi dispone insegnano tanto sono ai giovani che noi (vecchi)dovremmo trasmettere perchè sono queste cose quà che a noi a fatto capire per il proseguo della vita i valori giusti non certamente la playstscon che non so come si scrive noi ci comperavamo tre sigarette in società e andava a comperarle il più spregiudicato di noi dopo diverse conte e si andava sempre col cuore in gola e ce le mettevano sulle bustine delle modiano no come adesso che ci sono i distrbuttori automatici che ti danno le sigarette dopo le 8 di sera,guarda quanta ideozia forse non sanno che i ragazzini escono di casa anche alle nove di sera ma e tutto sbagliato,ma quello che mi rattrista di più e che noi non faciamo nienta per cambiare,ma continuiamo a parlarne perchè e così che resta una traccia più parliamo più cose lasciamo.


Rispondi: Sobery
Risposta del: 11 January 2008 14:49:43
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Condivido pienamente quanto dici general..
Anche io a soli 25 anni mi rendo conto che le cose stanno cambiando,sopratutto guardando gli adolescenti..
Il problema è che molti genitori di quel tempo hanno vissuto delle privazioni ,che crescendo ,si sono ripromessi di non far provare ai propri figli..Purtroppo,il troppo bene a volte fa male..e quindi si è arrivati dal non far mancare il necessario,al non far mancare il piu che necessario,al non far mancare il superfluo..e chissa dove si arriverà..
Vedo sempre piu genitori che fanno debiti per permettere ai figli gli abiti di marca e il cellulare ultimo modello,è triste purtroppo,e questi vostri ricordi fanno davvero tanta tenerezza
Grazie per averli condivisi con noi piu giovani


Rispondi: General182
Risposta del: 11 January 2008 15:09:49
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quello che dici caro sobery e dottrina e io stesso ho fatto gli errori che dici tu con i miei figli perchè quello che dici è una verità e a me fa piacere sentire dei giovani che capiscono certe cose io lo chiamo il succo della vita ma purtroppo per capire e inutile ci vule l'esperienza e niente più si nasce bambini e muoriamo vecchi lìimpotante sarebbe che a quel punto giusto della vita ricordarsi di essere stati bambini e allora io penso che la vita miglirerebbe a vista d'occhio,purtroppo questo non aviene nei magiori casi della vita ed è un vero peccato perchè ci vorebbe tanto poco vero.


Rispondi: macovince
Risposta del: 11 January 2008 15:36:58
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Io ho incominciato a fumare quando, dopo le medie, sono andato a Udine alle scuole superiori.
Si partiva, in treno, alle 6,20 dalla stazione di Cervignano con un treno composto da vecchie carrozze con i sedili di legno ed una locomotiva a vapore che, più volte, aveva difficoltà a superare una lieve pendenza che dicevano ci fosse a pochi km. da Udine, non so di che entità fosse questa "salita" perchè parliamo di una zona perfettamente pianeggiante, fatto stà che alcune volte si vedeva il treno fare una breve retromarcia, prendere una breve rincorsa per poi partire sbuffando verso l'agognata meta.
Il riscaldamento, si fa per dire, era prodotto da un impianto che faceva più vapore che calore, per cui entravi in quelle carrozze già infreddolito e t'impregnavi di vapore, era un po' come entrare in una sauna svedese.
La sveglia che mi dava mia madre arrivava sempre nel momento meno opportuno, insomma nel sonno più profondo per cui ti alzavi, ti lavavi, poco, in fretta e qualche volta i calzini li mettevi in treno perchè per la fretta mettevi le scarpe e via per paura di perderlo.
Inoltre dovevo prevedere la sosta dal giornalaio in stazione per l'acquisto della dose "fumogena", 5 stop con filtro in quella famosa bustina della Modiano ma la cosa più scandalosa e vergognosa era che il tabaccaio se ne approfittava e nella busta più volte si sbagliava e ne metteva 4, potete immaginare le "benedizioni" che quell'imbroglione si è beccato a distanza.
Non parliamo di quello che succedeva nell'oretta che durava il viaggio. C'era chi diligentemente, i soliti o meglio le solite secchione che studiavano e gli operai, poveri, che approfittavano per integrare il riposo quotidiano con un breve sonnellino.
Erano momenti di spensierata allegria se non prevedevi interrogazioni o compiti in classe, altrimenti preoccupazione mista a paura se non c''era la possibilità di evitare una sciagura con una giornata di "marina" (allora così si chiamava) con la sola preoccupazione di come falsificare la firma del genitore il giorno successivo a giustificazione di una non ben definita malattia o motivo familiare.
Io mi ero specializzato nella firma del papà del mio compagno di banco mentre quella di mio padre era un po' più difficile ma dopo molteplici prove me la cavavo discretamente bene.
La cosa che più mi preoccupava era la presenza di mia sorella maggiore che oltre ad essere uno sguardo indiscreto e una spia in servizio permanente faceva parte di quel gruppo di "secchione" sempre con i libri in mano, pratica a me non molto congeniale, per cui ero soggetto a continui confronti, forse per questo c'è sempre stato un rapporto conflittuale...se si fosse fatto i c...suoi !!!
Evidentemente quei tre anni di scuole medie passati dalle "Suore Dimesse" le avevano dato una impostazione casa-scuola-chiesa che io non avevo assimilato nei due anni trascorsi dai Salesiani dove tra messe giornaliere, funzioni pomeridiane, esercizi spirituali mi sono garantito l'esenzione "vita natural durante".
Quindi anche la pratica del fumo doveva essere svolta con attenzione, lontano dagli occhi indiscreti di mia sorella e di tanta gente che mi conosceva e poteva riferire ai genitori nelle occasionali visite i negozio...e sì, l'inconveniente sofferto di essere persona conosciuta.
Anche quando da giovanissimo scorrazzavo per il paese con la mia Legnano da corsa, non di rado c'era qualcuno che riferiva a mia madre la pericolosità delle mie scorribande.
Magari in un'altra occasione vi racconto come sono intervenuto per tamponare le ferite riportate da un mio amico in una caduta dalla biciletta.


Rispondi: General182
Risposta del: 11 January 2008 15:58:11
Messaggio:

e si caro macovince si potrebbe scriverci un libro di tutti questi racconti veri e genuini mi piace il pasaggio lavarsi poco vedi ogni uno risveglia sempre qualche riccordo e una verità,il bagno poi si faceva una volta alla settimana la sabato e sentivi sempre dire uffa e possibile che in questa casa devo sempre lavarmi per primo io? se era inverno mastello davanti alla cucina a legna e via dentro se era estate sull'orto sempre col mastello e via i ginoccho mia mamma mi riccordo me li puliva con la spazzeta di paglia con l'imancabile frase,guarda che ginocchia nere che hai se ti capita qualcosa per la strada che figura ci faccio io.penso cari amici che se continuiamo non ci fermiamo più,perchè sono sicuro che ognuno risveglia qualcosa all'altro.


Rispondi: Natale
Risposta del: 11 January 2008 17:39:10
Messaggio:

Ma le "MENTOLO" le ricordate?? erano sigarette appiattite alla menta.
Poi negli anni a venire non vennero più prodotte, però in alternativa fecero la comparsa le "PAK" (non ricordo esattamente il nome) anche esse alla menta, però le mentolo erano insuperabili.


Rispondi: macovince
Risposta del: 11 January 2008 17:47:47
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Certo...le Mentolo, le Alaska, roba da signorine ma le Alfa e poi le Super e le Stop con filtro erano per "uomini veri"....


Rispondi: gin
Risposta del: 11 January 2008 17:49:12
Messaggio:

io non fumo...


Rispondi: General182
Risposta del: 11 January 2008 17:54:57
Messaggio:

si anche le pak erano al mentolo io cmq.ho comminciato con le aurora e poi subito dopo le colombo alla domenica invece per fare l'uomo vissuto le hb o le astor che strano ragazzi essere quì a parlare di sigarette ho comminciato come penso anche voi in quei anni la ho smesso il 16 giugno 2005 ho fumato l'ultima al compimento dei miei 50 anni erano le 23,30 sul pergolo assieme a mio fratello data l'ultima tirata ho gettato la cicca e ho detto non fumo più e così è forse io le mie le ho fumate tutte ero arrivato a 3 pachetti al giorno adesso mi sembra impossibile ma c'è l'ho fatta io non fumo più e lo dico con grande orgoglio perchè vedo che non è facile.


Rispondi: Natale
Risposta del: 11 January 2008 18:05:57
Messaggio:

VINCENZO, non ricordo le ALASKA, però abbiamo dimenticato le più economiche in assoluto: le SAX e le NAZIONALI senza filtro.
Comunque io non ho mai avuto il " vizio " del fumo, fumo si, ma quando lo voglio io, posso stare senza fumare settimane intere, non ne sento il bisogno.
Purtroppo mio figlio ha questa brutta abitudine, ed io ogni tanto ci casco, ma non più di due tre sigarette al giorno.


Rispondi: Fly Lemon
Risposta del: 11 January 2008 18:15:46
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Natale

VINCENZO, non ricordo le ALASKA, però abbiamo dimenticato le più economiche in assoluto: le SAX e le NAZIONALI senza filtro.
Comunque io non ho mai avuto il " vizio " del fumo, fumo si, ma quando lo voglio io, posso stare senza fumare settimane intere, non ne sento il bisogno.
Purtroppo mio figlio ha questa brutta abitudine, ed io ogni tanto ci casco, ma non più di due tre sigarette al giorno.



Beato te Natale.
Io sto sul pacchetto al giorno.
E' anche vero che spesso ti capita di prenderti 5 minuti di pausa, ti accendi una sigaretta, dai 3 tiri e tac... squilla il telefono, o il collega ha bisogno ecc.
Poi ci sono quelle che ti scroccano gli amici o i colleghi e alla fine di un pacchetto quelle che fumi veramente e che ti godi sono 10/12 al massimo.

Mi sa che e' meglio che smetta...

Ciao

Luca


Rispondi: macovince
Risposta del: 11 January 2008 21:56:57
Messaggio:

Beh..l'ho già detto in altra occasione, se ho smesso io che avrei giurato, "MAI rinuncerò alla droga da fumo", possono smettere tutti.
Faccio un'esortazione ai giovani fumatori, SMETTETE finchè siete in tempo prima che vi prenda l'assuefazione e la dipendenza ne guadagnate in salute e oggi anche in denaro, non è un incentivo da poco.


Rispondi: General182
Risposta del: 12 January 2008 08:08:36
Messaggio:

parole sante ve lo dice un ex fumatore da 60 sigarette al giorno,lo so che e retorica detto da me ma bisogna dirlo e non voglio fare il rompi cosi perchè io ho smesso,mia moglie per dire fuma e non gli dico più di tanto però quello che vi voglio dire o meglio che mi sento di dire se avete avertito una minima volontà di smettere di fumare ascoltatela e fatela non serve a niente,una volta per me il fumo era un aroma adesso vi giuro mi viene la nausea e una puzza tremenda che mai avevo immaginato spelciamente quando abbiamo le piccole e se ne vanno fuori a fumare si perchè anche mia figlia fuma quando rientrano e una disperazione.


Rispondi: macovince
Risposta del: 24 January 2008 16:02:41
Messaggio:

Alleluja !

Questo topic, con oggi, è stato visto ben 6000 volte.
Lusingato e felice sono pure dispiaciuto, se avessi chiesto, per diritti d'autore, un euro (esentasse) per ogni visita mi sarei guadagnato un nuovo cinquino, magari uno Stayer Puch.


Rispondi: General182
Risposta del: 24 January 2008 17:35:32
Messaggio:

se vuoi entro in società con te.


Rispondi: macovince
Risposta del: 24 January 2008 17:41:12
Messaggio:

Spiacente, ho sempre prediletto società in numero dispari inferiore a tre.


Rispondi: General182
Risposta del: 24 January 2008 18:02:41
Messaggio:

e non hai torto,ma io scherzavo,però dai su questo topic me la caverei con poco è natale che avrebbe una cifra.


Rispondi: macovince
Risposta del: 24 January 2008 21:03:50
Messaggio:

Renzo, anca mì ghe rido sù, ma te vedarà che le malelingue le riva presto....


Rispondi: General182
Risposta del: 24 January 2008 22:57:26
Messaggio:

penso che se avessero giocato in strada come noi le malalingue non esisterebbero,bisogna essere genuini e capire che si stà scherzando,perchè qualche tempo fa c'era uno che diceva in tv voglio tornare bambinooooo,ebbene quello non ha capito un tubo,perchè il segreto è restar bambino,quindi caro marco tranquillo che noi siamo una bella scuadra e penso che anche natale sia daccordo.
Approposito che giochi facevi tu in strada prima di carosello?


Rispondi: macovince
Risposta del: 25 January 2008 21:36:07
Messaggio:

quand'ero bambino io non c'era carosello e ti dirò di più, la prima volta che ho visto la televisione, in occasione di un viaggio a Milano per la Fiera campionaria, la sera in galleria era esposta in un negozio di elettrodomestici la tanto decantata televisione.
Ebbene, si vedeva un gregge di pecore che pascolavano ed essendo sera mi son chiesto ed ho chiesto a mio padre come mai ci fosse il sole se era notte....ma allora era un film, non realtà, ho pensato...!


Rispondi: General182
Risposta del: 26 January 2008 00:09:55
Messaggio:

be ma i giochi in strada li avrai fatti,il mio gico preferito era la lipa.


Rispondi: Fly Lemon
Risposta del: 26 January 2008 11:23:08
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da General182

be ma i giochi in strada li avrai fatti,il mio gico preferito era la lipa.



Che roba e' la lipa?
Dai racconta,racconta che mi interessa.

Ciao

Luca


Rispondi: latino
Risposta del: 26 January 2008 21:48:09
Messaggio:

troppo giovane FLY LEMON per sapere di cosa si tratta la lippa.
saluti a tutti da latino,
ogni tanto riemargo dal letargo


Rispondi: chepa13
Risposta del: 27 January 2008 02:00:33
Messaggio:

Beh, io ho 24 anni (ormai 25!) ma ci ho giocato pure io...
Da piccolo facevo sempre un mese in campagna d'estate...

Se non vado errando la LIPPA era un "cilindretto" di legno le cui estremità erano a punta. Diciamo che se il cilindretto era lungo 15 centimetri 5 erano il corpo centrale e gli altri 5 cm a destra e a sinistra del corpo erano smussati a punta.

Io giocavo così:
Si giocava in due squadre e qualche ferito ci scappava sempre.
Con il classico "bim bum bam" (senza jolly o lo zero) si decideva chi iniziava a battere.
Poi si appoggiava la lippa per terra all'interno della casa base che era un cerchio di un metro di diametro più o meno, fatto con la calce se eravamo nel prato (la cui terra doveva essere dura però!) oppure con l'onnipresente mattone rosso se eravamo sul cemento. Dopo con un "bastone" di circa mezzo metro (che era dello stesso materiale della lippa, spesso un manico di scopa vecchio) si picchiava la lippa su una delle punte per farla alzare da terra roteando in aria e poi si cercava di spararla il più lontano possibile usando il bastone come una mazza da baseball...

Per i punti procedevamo così:
se uno della squadra che "riceveva" la prendeva al volo col bastone andava a battere lui o uno della sua squadra (quasi nessuno ha mai provato, c'era da rischiare di uccidersi!).

Se uno della squadra che "riceveva" andava nel punto in cui era caduta la lippa e stando poi sempre fermo lì, la prendeva e riusciva a lanciarla dentro al cerchio, andava a battere lui o uno della sua squadra.

Se non riusciva a centrare il cerchio, chi batteva doveva dichiarare ad occhio quanti "bastoni" c'erano tra la base e il punto d'atterraggio della lippa. (in cui c'era ancora il giocatore che aveva provato a tirarla nel cerchio. Bisognava stimare quante volte ci stava la misura del bastone tra la casa e il punto d'atterraggio)

Ma quando si dichiarava a occhio quanti "bastoni" ci fossero, la squadra avversaria poteva accettare o chiedere la verifica.

Se gli avversari accettavano, la squadra che batteva prendeva un numero di punti uguale ai bastoni dichiarati;

se invece gli avversari volevano verificare vi erano due casi:
1)il numero di bastoni effettivi era superiore a quello dichiarato=> alla squadra che batteva andavano chiaramente più punti.
2) se il numero di bastoni effettivi era inferiore ai dichiarati=> la squadra avversaria andava a battere e prendeva tanti punti quanti erano i bastoni dichiarati dagli avversari.
Di norma arrivavamo a 100, anche se la merenda ci fregava sempre...

Ero diventato bravo, anche se a momenti ci perdo una mano a prenderla al volo perchè ho sbagliato le misure...

Ma la mia preferita era la trottola di legno con la corda...


Rispondi: General182
Risposta del: 27 January 2008 09:06:02
Messaggio:

chepa ti faccio un monumento,ecco sono queste piccole cose che mi sollevano 15 cm da terra e mi fanno stare bene,mai immaginavi che uno della tua età conoscese il gioco della lipa e poi spiegato in una maniera talmente precisa che nemmeno io ti giuro mi riccordavo esi che di ore ne ho passate imezzo alla strada a gioccarci,pensate che la prima volta in canada dopo vario insistere di mio zio,sono andato a vedere una partita di baseball,ebbene dopo circa un'oretta di gioco,dico a mio zio,questi americani non hanno inventato proprio niente e lui perchè mi dici così,caro zio forse tu non ti riccordi più,ma a me mi sembra di vedere le regole della lipa,e lui dopo un 10 minuti,ha caro nipote hai proprio ragione non ci avevo mai fatto caso,bhe questo per dine una così senza fare polemiche,daltronde io sono sempre stato un grande sostenitore che copiare è più facile che inventare,poi c'era un'altro gioco e li però bisognava avere da investire un po di soldini,per comperare le figurine di calcio,che in strada ci giocavamo con la pata,qualcuno si riccorda?


Rispondi: Fly Lemon
Risposta del: 27 January 2008 12:46:56
Messaggio:

Ah, ma allora la conosco anche io la lipa/lippa!
Non ci ho mai giocato, ma e' un gioco che ho visto fare;non credevo che si chiamasse così.Non si finisce mai di imparare.
Il gioco che dici tu general, da noi si chiamava "giocare a bollini".
E' un gioco che dalle mie parti pero' e' andato a sparire prima ancora che nascessi io:me lo ha spiegato mio padre e mi diceva che era diventato anche bravino a suo tempo.

Anche io piu' o meno ho l'eta' di chepa(ne faccio 27 a maggio), ma purtroppo non mi e' mai capitato di giocare a questi giochi.
Probabilmente perche' sono sempre stato piu' affascinato da biciclette,pallone(poi abbandonato ed ora quasi odiato).

Noi da piccoli giocavamo alla "giostra del saracino".
La Giostra del saracino, per chi non la conosce e' una manifestazione in cui i cavalieri dei 4 quartieri di Arezzo sfidano a cavallo, con le lance di legno il "buratto".
Il buratto non e' altro che la sagoma di un uomo, girevole, che ha sul braccio sx un tabellone diviso in 4 quadranti (ad ogni quadrante corrisponde un punteggio) e sul braccio dx il "mazzafrusto", praticamente tre palle di ferro rivestite di cuoio.
Il cavaliere a cavallo prende la rincorsa e deve cercare con la propria lancia di colpire il quadrante con il punteggio piu' alto senza perdere la lancia e senza farsi prendere dal mazzafrusto.Se perdi la lancia o vieni colpito dal mazzafrusto perdi il punteggio acquisito, se invece rompi la lancia raddoppi il punteggio acquisito.
Se colpisci il centro preciso del tabellone fai 5, il punteggio piu' alto.
Se alla fine delle 8 corse(1 per cavaliere,per 4 quartieri) se uno o piu' quartieri sono in parita' si va agli spareggi fino a che uno dei quartieri non raggiunge il punteggio piu' alto.
Questa a grandi linee e' la spiegazione di cio' che avviene ogni prima domenica di settembre e ogni seconda/terza domenica di giugno(in notturna) nella piazza principale di Arezzo dopo la maxi sfilata dei figuranti ecc. per le vie della citta'.

Beh, noi ragazzi avevamo costruito un buratto con l'aiuto del padre di uno di noi, per il mazzafrusto avevamo utilizzato tre palline da tennis ricoperte con della polvere di carbone per riconoscere se venivi colpito.
Come lancia avevamo un manico di scopa e come cavallo utilizzavamo le biciclette.

Che bei ricordi....

PS: scusate se mi sono dilungato.Ciao.Luca


Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 27 January 2008 14:16:44
Messaggio:

Io non la chiamavo lipa bensì "mazza e pindolo". La mazza è il bastone lungo e il pindolo quello che bisogna colpire al volo. Mi ricordo che ad un campo scout dopo numerosi tentativi sono riuscito a colpire il pindolo, ha fatto un volo di una ventina di metri ed è atterrato addosso ad un mio amico che camminava dall'altra parte del prato.


Rispondi: Fly Lemon
Risposta del: 27 January 2008 15:05:38
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Nicolicchio

Io non la chiamavo lipa bensì "mazza e pindolo". La mazza è il bastone lungo e il pindolo quello che bisogna colpire al volo. Mi ricordo che ad un campo scout dopo numerosi tentativi sono riuscito a colpire il pindolo, ha fatto un volo di una ventina di metri ed è atterrato addosso ad un mio amico che camminava dall'altra parte del prato.



Chissa' come si e' icxxxxto il tuo amico!!!


Rispondi: macovince
Risposta del: 27 January 2008 16:49:00
Messaggio:

Avete presente il gioco del "Subbuteo"
Per vedere le immagini a dimensioni ottimali effettuare il login![/URL]

forse il gioco di calcio da tavolo più diffuso, tant'è che si fanno anche i Campionati Mondiali.
Ebbene io, ben più di 50 anni fa, mi ero inventato qualcosa del genere.
Sul tavolo della cucina, con il gesso, disegnavo un tracciato che, nella mia immaginazione, si riferiva al tracciato del Giro ciclistico d'Italia, erano i tempi del dualismo Coppi/Bartali.
Avevo, precedentemente, preparato e dipinto con colori a tempera i dischetti di legno dei numeri della tombola, copiando i colori delle maglie delle varie squadre ciclistiche, Bianchi, Legnano ecc. con il numero che identificava Coppi, Bartali, Magni ecc.
Ebbene, con questi dischetti, spingendoli con le dita facevo il mio Giro d'Italia sfidando i miei amici e anche da solo, in quel caso, ovviamente vinceva sempre Coppi....!


Rispondi: Natale
Risposta del: 29 January 2008 13:23:45
Messaggio:

La televisione l'ho vista per la prima volta a casa dei vicini, non mi capacitavo come tante persone potessero stare dentro quel "mobile".
Poi il grande giorno, la televisione arrivò pure a casa mia, era un VOXSON (udite udite) con telecomando.
Ebbene, il pomeriggio un'ora prima che iniziasse la TV dei ragazzi tutti noi ragazzini ad aspettare. Il telecomando per noi era una magia, schiacciavi un tasto e cambiavi canale, l'altro per spegnere.
Vincenzo, spieghiamo ai giovani quanto era grosso quel telecomando, era quanto una scatola di scarpe per bambini.


Rispondi: macovince
Risposta del: 29 January 2008 17:54:15
Messaggio:

Vero, Natale,ma quello che per i giovani di oggi sarebbe inaccettabile erano SOLO due canali, "o mangia quest'osso o salti il fosso !"
Prima che arrivasse la TV in casa, la famosa trasmissione di Mike Buongiorno "Lascia o raddoppia" la si andava a vedere al bar ed in seguito al cinema, interrompevano il film e trasmettevano Mike.
Al bar dovevi andarci un'ora prima a prendere il posto con la speranza che poi non ti venisse davanti un adulto, così non vedevi niente.
Eeeee, sì, cose dell'altro secolo...!


Rispondi: General182
Risposta del: 29 January 2008 18:08:14
Messaggio:

avevamo anche lo stabilizatore per la tv altimenti partivano le valvole.


Rispondi: n/a
Risposta del: 29 January 2008 18:25:18
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Vero, Natale,ma quello che per i giovani di oggi sarebbe inaccettabile erano SOLO due canali, "o mangia quest'osso o salti il fosso !"
Prima che arrivasse la TV in casa, la famosa trasmissione di Mike Buongiorno "Lascia o raddoppia" la si andava a vedere al bar ed in seguito al cinema, interrompevano il film e trasmettevano Mike.
Al bar dovevi andarci un'ora prima a prendere il posto con la speranza che poi non ti venisse davanti un adulto, così non vedevi niente.
Eeeee, sì, cose dell'altro secolo...!



Cose dell'altro secolo ma che ti fanno comunque riflettere .. c'erano tanti valori, tutto ciò che avevi lo apprezzavi di più, ora vige l'era del consumismo, "voglio questo e voglio quello" !! Erano davvero altri tempi !! Il bar era un punto d'incontro per vedere la tv , fare il commento sulla trasmissione trasmessa, ritrovarsi tra amici, ora ci si prende un caffè e via, abbiamo una vita troppo frenetica !! La TV la apprezzavi di più forse perchè era anche un "giocattolo nuovo" e poi i programmi di Mike erano molto interessanti mentre invece adesso si parla di "TV Spazzatura", in effetti basta pensare a certe stupidaggini di sicuro ineducative che trasmettono per attirare l'attenzione di certe ragazzine superficiali e non solo quelle!! I bambini ormai sono legati alla playstation e la tv non la degnano neppure di uno sguardo!! Mentre mio padre mi raccontava che aspettavano l'inizio di queste trasmissioni con un tale entusiasmo che i ragazzi di oggi non hanno più!! Sono giovane anch'io ... 28 anni ... eppure quando leggo questi interventi non posso fare a meno di pensare!!


Rispondi: General182
Risposta del: 29 January 2008 18:41:56
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dai su per chì non lo sa è comminciato anche il grande fratello,cosi ve la passate bene la sera.


Rispondi: macovince
Risposta del: 30 January 2008 08:11:17
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Si fa un gran parlare di tradizioni, di valori ma....la colpa della perdita, anzi sarebbe più corretto dire, la colpa della rinuncia a questo "modus vivendi", di chi è ?
Nessuno è arrivato, un bel giorno, a dirci che queste sono tutte baggianate, la colpa è nostra, soltanto nostra che non abbiamo saputo preservare noi stessi, i nostri figli, le nostre famiglie da quell'ondata di indivisualismo e di invidia che ci ha travolti.
La corsa al benessere, l'arrivismo del singolo ha creato un clima di confronto/scontro l'addove prima c'era dialogo e collaborazione.
Basti osservare come sono cambiati i rapporti tra vicini, tra condomini o meglio ancora tra comunità paesane.
Un tempo, nei piccoli paesi, non solo ci si conosceva tutti ma ci si salutava tutti, c'era un tacito rapporto di sana convivenza e di dialogo e sostegno reciproco. Oggi, a mala pena ci si saluta.
Ognuno fà gli affari suoi e questo viene propagandato come un pregio.
Siamo diventati una comunità di solitari.


Rispondi: General182
Risposta del: 30 January 2008 08:35:12
Messaggio:

la fratelanza,io la chiamo così,eravamo mi ricordo tutta una famiglia,ci si prestava il bicchiere di latte perchè l'aveva finito,il mezzo bicchiere di olio per cucinare la bistecca,io ragazzino mi chiamavano mi davano un bigliettino da dare al macellaio e 500 lire per andare a cmperargli tre bistecche questi erano i vicini nostri e penso che sia stato per tutti,ricordi genuini che non tornerano mai più,le sere d'inverno a casa di qualcuno a turno vicini alla stufa economica a legna,si andava a bere il caffè,oddio una specie di caffè perchè era una mischela fatta da una minima parte di caffè e perti di mischela leone o ellefante,cose improponibili oggi giorno ma si stava bene,allora noi bambini si ascoltavano tutte le avventure dei grandi mentre le donne ricamavano le tovaglie,mia mamma invece lavorava la maglia quante ne ha fatte e quando venivano a ritirarle quei quattro soldi che prendeva era swmpre una festa,allora a noi bambini comperava nella spesa che andava a fare una busta per fare l'aranciata sulla garaffa,vi giuro che era una festa,cose e mi dispiace che non le puoi più raccontare a nessuno perche ti ridono in faccia,ma a me queste cose quà sono quelle che mi hanno stampato dentro i valori della vita.


Rispondi: Natale
Risposta del: 30 January 2008 13:27:21
Messaggio:

Vero, serviva lo stabilizzatore per accendere la tv, bisognava aspettere qualche minuto che si riscaldassero le valvole.
A proposito di televisione, ricordo ancora uno sceneggiato a puntate, (IL FORNARETTO DI VENEZIA) è nitido nei miei ricordi. Fù uno dei primi che seguimmo in tv.
Che dire dell'aranciata con la fialetta e la polverina per renderla frizzante, era davvero una festa per noi piccini.
A volte noi bambini rimanevamo incantati per ore ad ascoltare gli anziani che raccontavano delle loro esperienze di guerra.
Ricordo in particolare il nonno di un nostro amichetto, ogni sera un racconto diverso, quante battaglie, quante sparatorie, lui da solo aveva vinto la guerra catturato centinaia di tedeschi, abbattuto aerei, silurato navi, quante *****ate che raccontava, ma noi tutti ad ascoltarlo, ci calamitava con le sue gesta di eroismo, sempre ad aspettare una nuova avventura.
Poi negli anni a venire abbiamo saputo che non aveva mai fatto la guerra, però raccontava così bene che sono contento lo stesso, era per noi una magia ascoltarlo.


Rispondi: n/a
Risposta del: 30 January 2008 14:10:46
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Citazione:
Originariamente inviato da General182

la fratelanza,io la chiamo così,eravamo mi ricordo tutta una famiglia,ci si prestava il bicchiere di latte perchè l'aveva finito,il mezzo bicchiere di olio per cucinare la bistecca,io ragazzino mi chiamavano mi davano un bigliettino da dare al macellaio e 500 lire per andare a cmperargli tre bistecche questi erano i vicini nostri e penso che sia stato per tutti,ricordi genuini che non tornerano mai più,le sere d'inverno a casa di qualcuno a turno vicini alla stufa economica a legna,si andava a bere il caffè,oddio una specie di caffè perchè era una mischela fatta da una minima parte di caffè e perti di mischela leone o ellefante,cose improponibili oggi giorno ma si stava bene,allora noi bambini si ascoltavano tutte le avventure dei grandi mentre le donne ricamavano le tovaglie,mia mamma invece lavorava la maglia quante ne ha fatte e quando venivano a ritirarle quei quattro soldi che prendeva era swmpre una festa,allora a noi bambini comperava nella spesa che andava a fare una busta per fare l'aranciata sulla garaffa,vi giuro che era una festa,cose e mi dispiace che non le puoi più raccontare a nessuno perche ti ridono in faccia,ma a me queste cose quà sono quelle che mi hanno stampato dentro i valori della vita.


Mia nonna era poverissima, il dopo guerra è stato qualcosa di tragico per tutti ... peggio della guerra stessa ... lei si privava del cibo per sfamare mia madre e gli altri 3 figli e bolliva le bucce delle patate per mangiarle e berne il succo. Quando le regalavano ad esempio un confetto lo dividevano in 4 pezzi ... un confetto eh ... mio nonno morì tra la guerra e il dopo guerra e lei da sola ha dovuto crescere 4 figli. L'11 gennaio di quest'anno è morta a 94 anni , è stata una donna straordinaria , che ce l'ha fatta a sopravvivere nonostante tutte le difficoltà!


Rispondi: macovince
Risposta del: 30 January 2008 22:07:42
Messaggio:

Che forza d'animo, che dignità, che amore !
Un contrasto immenso con il comportamento di tanti immigrati che fuggono, sì, dalla miseria ma con pretese e comportamenti moooolto diversi.


Rispondi: General182
Risposta del: 31 January 2008 07:59:08
Messaggio:

amore ,dignità e la forza d'animo sono quelle cose che io ho sempre detto hanno il potere di cambiare i cuori e le menti,può ridarti il coraggio di affrontare ciò che sembra impossibile,questo è almeno quello che io ho imparato dalla mia povertà e tu caro vincenzo hai pienamente raggione ben pochi degli immigrati che vengono nel nostro paese conoscono questi animi,loro conoscono solo di avere subito l'auto e tanti soldi,come se la vita fosse tutta li.spero tanto che un giorno cambi ma so già che è una grande utopia.


Rispondi: Pushpull76
Risposta del: 04 March 2008 03:39:49
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Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Si fa un gran parlare di tradizioni, di valori ma....la colpa della perdita, anzi sarebbe più corretto dire, la colpa della rinuncia a questo "modus vivendi", di chi è ?
Nessuno è arrivato, un bel giorno, a dirci che queste sono tutte baggianate, la colpa è nostra, soltanto nostra che non abbiamo saputo preservare noi stessi, i nostri figli, le nostre famiglie da quell'ondata di indivisualismo e di invidia che ci ha travolti.
La corsa al benessere, l'arrivismo del singolo ha creato un clima di confronto/scontro l'addove prima c'era dialogo e collaborazione.
Basti osservare come sono cambiati i rapporti tra vicini, tra condomini o meglio ancora tra comunità paesane.
Un tempo, nei piccoli paesi, non solo ci si conosceva tutti ma ci si salutava tutti, c'era un tacito rapporto di sana convivenza e di dialogo e sostegno reciproco. Oggi, a mala pena ci si saluta.
Ognuno fà gli affari suoi e questo viene propagandato come un pregio.
Siamo diventati una comunità di solitari.



Diamo la giusta fetta di torta anche alle istituzioni, non c'è piu' il concetto di "errore" e "responsabilita'" per quello che uno compie, con la conseguenza che le generazioni piu' facilmente influenzabili non comprendono nemmeno il significato di "essere liberi". Ti sto scrivendo questo messaggio lo stesso giorno in cui hanno arrestato un famoso imbecille italiano, per aver pagato un benzinaio con soldi falsi. Sto' idiota era alla televisione due mesi fa, promettendo di farla pagare a tutti quelli che gli erano contro, con i ragazzini che lo acclamavano sotto al balcone per avere magliettine con stampato sopra il suo nome....
Hai mai visto le macchine che piegano i tondini di ferro che si inseriscono nel cemento armato? Ecco, io userei una di quelle per piegargli il filo della schiena...magari gli viene voglia di lavorare.


Rispondi: Natale
Risposta del: 04 March 2008 07:14:45
Messaggio:

Un tipo del genere meriterebbe una "CORONA", ma........... funebre.
Scusate, ma quando ci vuole bisogna dirla.


Rispondi: General182
Risposta del: 04 March 2008 07:29:26
Messaggio:

sono pienamente daccordo,ma l'errore più grande è l'informazione io sarei del parere che bisognerebbe dare il nome giusto quando l'informazione parla di qualquno,mi spiego uno come corona saltato alla ribalta con una donna come moglie che come si è visto a confronto le veline sono delle sante,ebbene quello li ogni volta che si apriva un servizio si doveva dire l'idiota e invece no corona,e come l'unabomber sentite che bel nome uno si sente anche inportante,li bisognerebbe avere il coraggio di dire un figlio di p.....a senza vergognarsi,a e allora io penso che le cose cambierebbero e il giusto messaggio per i nostri ragazzi che capirebbero di più.


Rispondi: macovince
Risposta del: 28 May 2008 11:31:02
Messaggio:

....succedeva l'altro ieri...eppure sono passati 41 anni da quando ho stipulato il mio miglior contratto


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...e siamo fermamente intenzionati ad arrivare ai 50


Rispondi: Natale
Risposta del: 28 May 2008 12:47:32
Messaggio:

Io il mese scorso sono arrivato alla prima tappa: 25 anni di matrimonio. VINCENZO, ma quanto eri giovane allora?


Rispondi: Alfatopo
Risposta del: 28 May 2008 13:45:47
Messaggio:

Natale NOI avevamo dei limiti di età, ricordi???
Io a conti fatti sono 32, ma ufficiali 28!!


Rispondi: Natale
Risposta del: 28 May 2008 13:54:08
Messaggio:

un tempo il limite minimo: 28 anni e dopo aver preso tutte le informazioni possibili.


Rispondi: Alfatopo
Risposta del: 28 May 2008 14:14:14
Messaggio:

.......o 4 anni di servizio


Rispondi: Natale
Risposta del: 28 May 2008 19:01:46
Messaggio:

Quattro anni di servizio dopo, ma prima rigorosamente 28 anni.


Rispondi: coplen
Risposta del: 28 May 2008 19:58:58
Messaggio:

Molte persone hanno dimenticato,o nascondono le origini perchè oggi è più importante apparire che essere.Basterebbe che queste persone,non solo giovanissime purtroppo,si addentrino ad una semplice riflessione:ricordarsi di come e cosa eravamo per capire cosa si è oggi,ma sopratutto per capire cosa vogliano essere in futuro.Si sono persi dei valori importantissimi,la famiglia,cosa che io metto al primo posto come base di qualsiasi società,non si da più alcun valore ai ragionamenti e consigli degli anziani,mi fermo qui perchè la lista potrebbe essere molto lunga.Alla soglia dei 50 anni mi ritovo con due figli,di 25 e 22 anni,uno laureato ed uno laureando,ai quali abbiamo cercato di trasmettere,con grossa fatica e sacrificio,i VERI e IMPORTANTI VALORI,che ti servono per vivere,cerando di fargli capire che sono poche le cose che contano,e i non farsi abbagliare dagli specchi per le allodole,i valori effimeri,che oggi ci vengono continuamente proposti.


Rispondi: danilobe
Risposta del: 14 June 2008 09:31:25
Messaggio:

Vincenzo, ci riconosciamo?

Per caso ho visitato questo ottimo sito ed ho riconosciuto una persona che non vedo da decenni....
Non sono un Cinquecentista, ma spero non vi dispiaccia ospitarmi...
Vincenzo, ho letto con estremo interesse il tuo piacevolissimo racconto di vita vissuta; ci ha accumunato la passione per i motori, per un breve periodo, tanti anni fa...sic!
Dato il clima “Amarcord” riporto qualche particolare, orientato al tecnico, legato ai ricordi di Vincenzo.
Mi viene subito in mente il servo-sistema pneumatico per il freno a mano della tua 500 da gimkana per farla “girare” meglio. Avevamo utilizzato il sistema pneumatico di frenatura dei camion con un’elettrovalvola comandata da un pulsante sulla leva del cambio; l’aria compressa, per il funzionamento veniva caricata in un’apposita bombola. (...”quasi”... come il sistema per le valvole pneumatiche delle attuali Formula 1). Ma era la 500 o il prototipo che avevi realizzato con tubi mobilio saldati partendo dalla meccanica 500? Ti ricordi dell’indicatore numerico a sette segmenti, per la pista di autocross, realizzato con i tubi fluorescenti ad accensione istantanea per illuminazione? Siamo stati “pionieri” nell’adottare la numerazione a sette segmenti già nei primi anni ’70.

Parlando delle gare di kart, riporti: “Devo premettere che avevo fatto modificare in base ad uno schema che mi era stato suggerito dal rappresentante dell'Italkart, parecchi mesi dopo averlo passato alla squadra dei “Diavoli rossi” però, un sistema che attraverso un pulsante sul volante, raggiunto il massimo dei giri motore eliminava le puntine platinate, partiva insomma una sorta di autoaccensione e l'effetto di una spinta come fosse entrata in funzione una turbina.
La differenza al massimo dei giri era notevole, ma doveva essere usato con parsimonia, a rischio il pistone.”

Sicuramente pochi, nell’attuale epoca di centraline elettroniche, sono a conoscenza di questa tecnica.
Mi ricordo che, diversi anni dopo il fatto che riporti, lessi le poche righe, su di una rivista americana, che spiegava di aprire il circuito delle puntine platinate (che per me era una novità), al massimo numero di giri, per incrementare le prestazioni. Dedussi la spiegazione che riporto. Il due tempi, con la sua “mescolazione” di fasi è meno critico, riguardo all’anticipo di accensione, rispetto al quattro tempi che, da sempre, è stato dotato di anticipo di accensione manuale o automatico. Il due tempi, soprattutto a qull’epoca, era considerato un motore “semplice” rispetto al “complicato” quattro tempi ed anche per questo vi era una notevole “resistenza” a complicarlo con un anticipo di accensione automatico (non si sognava neppure lontanamente la possibilità di raffreddarlo a liquido). L’accensione sfruttava la variazione di campo magnetico prodotto dalla rotazione delle “calamite” del volano magnete (accensione a magnete). La scintilla avveniva, ovviamente, quando si aprivano le puntine platinate, in una zona dove la variazione di flusso magnetico era elevata. A regimi molto alti, escludendo le puntine, le calamite riuscivano a produrre una variazione di flusso così rapida da indurre, sul secondario della bobina A. T., una tensione tale da far scoccare la scintilla. Questa scintilla avveniva con un certo anticipo su quella che sarebbe stata fornita all’apertura delle puntine platinate: il motore, ad “elevatissimo” numero di giri, beneficiava non poco di questo incremento di anticipo di accensione.
Probabilmente l’anticipo di accensione che ne derivava era meno “aprossimativo” di quanto si possa pensare perchè i magneti e la camma per le puntine platinate facevano parte del volano ed il loro “posizionamento”, assieme a quello della piastra porta bobine e puntine, in fase di progetto, doveva essere ben definito e preciso.
Certi due tempi, più ... “sofisticati”, avevano la bobina A.T. esterna (e bobina di bassa tensione nel volano magnete), le puntine platinate, in questo caso, andavano cortocircuitate per usufruire del...”turbo”.
Tenendo conto che i motori per kart erano già particolarmente “tirati”, probabilmente, cedevano più facilmente con questa tecnica, per l’ulteriore incremento di prestazioni che ne derivava.

Ma ogni Venerdi Santo mi viene in mente il fatto che riporto.
Avevi comprato la Porsche 912, quella per le gare di Autocross; era a Ronchi dei Legionari (o Pieris, non mi ricordo) per essere sistemata. Ti mancava l’impianto elettrico essenziale: accensione e strumentazione, ero venuto a trovarti e mi chiedesti se potevo occuparmene. Da studente universitario dell’epoca, non avevo l’auto per andare a Ronchi (la patente, ovviamente sì), così mi dicesti: “Prendi la macchina di mia moglie, per andare fino là non c’è problema”.
Si trattava di una 500 bianca con motore 650? elaborato, faceva un casino infernale, non teneva il minimo, i fari erano strabici e, per la forte compressione, il motorino di avviamento faceva girare il motore a singhiozzo e la dinamo non riusciva a ricaricare la batteria “stanca morta” dopo ogni avviamento....
Per le solite complicanze che sopraggiungono (il Murphy è sempre stato mio “socio” indesiderato), sistemai l’impianto elettrico verso sera. Lungo la strada del ritorno raccolsi le imprecazioni degli automobilisti che incrociavo per i fari strabici.
Arrivato alla periferia del paese (Cervignano), ti vedo un gruppo di persone con i carabinieri.... Era la processione della via crucis... mi fermo e wroommm...wroommm...altrimenti il motore si spegne. Un carabiniere mi fa un cenno con la mano, forse vuole che accenda i fari (che avevo spento): Acch! Adesso si accorge dei fari strabici... si fa avanti minaccioso....voleva che spegnessi il motore perchè il farcasso copriva la voce del prete....Passata la processione, con la strada libera, tento la messa in moto: coough....... coough......... coough................. coough wrooommm......wrooommm... al miracolo!! Era andata in moto, mi aveva risparmiato di chiedere.... “soccorso a spinta”.

Non è niente di particolare, ma è un fatto che ricordo sempre con piacere... forse perchè risale a tanti anni fa (più di 30)....

Danilo.


Rispondi: Natale
Risposta del: 14 June 2008 10:36:42
Messaggio:

Capperi, dopo tanti anni ricordi ancora l'episodio con tanta lucidità. Danilo, continua con i tuoi ricordi, benvenuto tra noi.


Rispondi: macovince
Risposta del: 14 June 2008 15:45:35
Messaggio:

GRANDE, che magnifica sorpresa, quanti ricordi, confesso, ho un nodo alla gola.
Quante volte, anche recentemente ho visto tua madre, stavo per fermarla e chiedere di te, dov'eri, cosa facevi, sei sposato, hai figli, le solite cose che stimolano la curiosità dei "meno giovani".
In quel frangente, parlando con mia moglie ti abbiamo ricordato, con simpatia, ambedue, Danilo, di poche parole, anche se non sembra dallo scritto, ma un ragazzo allora, oggi uomo, serio, gentile, capace.
Vero, vero, hai reso magnificamente il clima di allora, io mettevo le idee e tu la competenza e l'ingegno, amalgamavamo tutto con la fantasia e, nel nostro piccolo, eravamo precursori.
Dal tuo intervento si evince la competenza e la passione che ancora oggi t'invade.
Non riesco a capacitarmi. Abitiamo a 40 km. e non ci vediamo da 30 anni.
Sono felice di questo incontro, scrivimi privatamente, ci dobbiamo vedere.


Rispondi: macovince
Risposta del: 14 June 2008 16:17:38
Messaggio:

Quello con il maglione arancio è Danilo

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quello in ginocchio sono io, e questa è la "MPM"

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Rispondi: danilobe
Risposta del: 14 June 2008 20:36:24
Messaggio:

Vincenzo,
mi fa enormemente piacere sentire che avete un ottimo ricordo di me! Mi permetto di esternare “pubblicamente” questo fatto privato tra Vincenzo e me perché Natale mi ha dato il “benvenuto tra noi” e per questo lo ringrazio.

Non mi ricordavo neppure della foto! (ma hai tutto…l’archivio a portata di mano?).
Ne sono trascorsi di anni!!!…
Però mi ricordo dei due scarichi Coanda che aveva il motore…. (Tra l’altro, lo scarico Coanda era apparso sul libro “Come si trucca un’automobile” di Gianni Rogliatti del…1965!)

Danilo.


Rispondi: macovince
Risposta del: 14 June 2008 20:51:44
Messaggio:

Non c'era solo lo scarico "Coanda"....

http://www.cinquino....

...un coetaneo, amico e collega di Orioli che ho conosciuto in seguito, quando gli ho ceduto la pista di autocross di Villesse,da lui trasformata in circuito motocrossistico, diceva di conoscermi e che seguiva le gymkane solo perchè interessato a vedere le modifiche che di volta in volta facevo sulla 500.


Rispondi: macovince
Risposta del: 14 June 2008 21:40:06
Messaggio:

Ecco l'impianto di frenatura pneumatico realizzato con una volgarissima bombola da camping

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fotografia fatta poco prima della consegna all'acquirente, per cui avevo levato il volante Hellebore che tuttora conservo.
Si vede il pulsante sul pomolo del cambio

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foto ricordo alla mostra della Pro Loco con mio figlio Federico
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Rispondi: Natale
Risposta del: 15 June 2008 14:53:06
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Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Ecco l'impianto di frenatura pneumatico realizzato con una volgarissima bombola da camping

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fotografia fatta poco prima della consegna all'acquirente, per cui avevo levato il volante Hellebore che tuttora conservo.
Si vede il pulsante sul pomolo del cambio

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foto ricordo alla mostra della Pro Loco con mio figlio Federico
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Minchi.........an motore del cinq. con due carburatori a doppio corpo? Possibile? Raccontate, quale altre modifice? che cilindrata totale? Vincenzo, questa ce la tenevi nascosta? Chissà ancora quante ne hai nel "cassetto" dei tuoi ricordi?
Danilo, adesso tocca anche a te raccontarci dei tuoi trascorsi, qui tutti curiosi


Rispondi: macovince
Risposta del: 15 June 2008 17:33:20
Messaggio:

Natale, già ne avevo parlato....

http://www.cinquino....

sempre io sono e tu mi conoscevi, non fare lo "gnorri".

Ora tocca a Danilo ricordare, lui è più giovane di me, ha una memoria storica più recente e poi è un'autorità in campo elettronico, mica i soliti "micio,micio..bau,bau".


Rispondi: Natale
Risposta del: 15 June 2008 19:12:09
Messaggio:

Vero, adesso ho riletto tutto.


Rispondi: danilobe
Risposta del: 16 June 2008 21:15:56
Messaggio:

Non saprei che cosa raccontarvi...
Nella mia vita pubblica e privata non credo vi siano fatti che possano interessare. Forse vi posso proporre “disavventure” orientate al tecnico.
Mi trovavo in autostrada con la mia prima X1/9, acquistata usata, era il modello per il mercato USA, rispondente alla normativa anti-inquinamento della California per l’anno 1974. Aveva un sacco di aggeggi anti inquinamento, compresa una voluminosa pompa a palette che soffiava aria nei collettori di scarico mossa da una cinghia dentata che prendeva il moto dalla puleggia dell’asse a camme. Il cofano motore, che era già pieno, con i dispositivi anti-inquinamento ancora di più. Dopo l’acquisto, la portai a vedere in famiglia, mi ricordo ancora le parole ironiche di mio padre: “Mettere le mani su questo motore significa guadagnarsi un posto in paradiso...” Aveva ragione: se esiste il paradiso ho sicuramente il posto prenotato!
Come dicevo, percorrendo l’autostrada, ad un certo punto il motore ammutolisce dopo qualche singhiozzo. Mentre gira ancora, trascinato dalle ruote, noto che il contagiri funziona regolarmente così decido che il problema è più probabile che non riguardi la parte elettrica. Smontai la scatola filtro per poter scollegare il tubo benzina che andava al carburatore e lo posizionai verso l’asfalto. Feci fare alcuni giri al motorino di avviamento e ritornai sul retro. L’asfalto, sotto il tubo benzina, era asciutto come il deserto del Sahara a mezzogiorno. Staccai il tubetto del lavacristalli che era molto lungo e, tramite sifone, riempii di benzina una tanica vuota di olio da 4 litri che porto sempre dietro per ogni evenienza.
Per sicurezza otturai l’uscita della pompa benzina con un pezzetto di tubo benzina e con una matita di legno che avevo trovato nel porta-oggetti: sarebbe stato tragico che la pompa benzina si fosse messa a funzionare innondando di benzina il cofano motore...
Con un’altro pezzo di matita otturai il ricircolo.
Con il tubo pompa-carburatore + quello del lava vetro ottenni un tubo sufficientemente lungo per andare dalla tanichetta al carburatore. Una soffiata nella tanichetta ed innescai il sifone verso il carburatore.
Appoggiai la tanichetta con la benzina sul cofano motore (fissata con nastro isolante che assieme al fil di ferro non devono mai mancare). Il motore partì al primo colpo e ritornai a casa senza altri problemi.
Da allora non ho più utilizzato pompe benzina meccaniche...

Danilo.


Rispondi: macovince
Risposta del: 16 June 2008 21:42:36
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da danilobe

...fissata con nastro isolante che assieme al fil di ferro non devono mai mancare...



le buone vecchie regole del meccanico avveduto


Rispondi: Natale
Risposta del: 16 June 2008 21:48:20
Messaggio:

Vogliamo vedere le foto del vostro incontro.


Rispondi: macovince
Risposta del: 16 June 2008 22:36:52
Messaggio:

Natale, stamattina, come mi capita da quando sono pensionato, facendo il "carrellista" mentre accompagnavo mia moglie a fare la spesa, alla cassa avevo davanti la mamma di Danilo.
Viviamo in un paese di 12000 anime, per cui non dico che ci si conosce tutti, magari sono più conosciuto io, non lo dico per falsa modestia ma perchè avendo avuto una attività commerciale per 45 anni è inevitabile che le difficoltà le abbia io a conoscere tutti piuttosto che il contrario.
Ebbene la mamma del mio amico, che è una arzilla vecchietta, non so se mi conosce per cui ho avuto un momento di imbarazzo misto a timidezza, strana a dire il vero per me, ma non ho avuto il coraggio di parlarle di questo incontro telematico con suo figlio...sarà per la prossima spesa.
Danilo deve parlarci del suo lavoro, interessantissimo e chissà se dopo quella prima, allora sperimentale accensione elettronica che mi fece per la mia "MPM" riusciremo a coinvolgerlo, tempo permettendo, nella realizzazione di un moderno sistema di anticipo automatico.
O dovremo aspettare che vada in pensione ?


Rispondi: macovince
Risposta del: 29 June 2008 16:42:09
Messaggio:

E' ARRIVATA LA CICOGNA !

un po' fuori orario, per la verità, aveva fretta di portarci Jacopo.
Chi dice che assomiglia alla mamma, chi al papà...io ho visto che ha un gran piedone ...che abbia il DNA corsaiolo del nonno ?


Rispondi: Pushpull76
Risposta del: 29 June 2008 16:59:56
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da macovince

E' ARRIVATA LA CICOGNA !

un po' fuori orario, per la verità, aveva fretta di portarci Jacopo.
Chi dice che assomiglia alla mamma, chi al papà...io ho visto che ha un gran piedone ...che abbia il DNA corsaiolo del nonno ?





EVVVVVVAAIIIIII congratulescionnnnz


Rispondi: General182
Risposta del: 29 June 2008 17:44:40
Messaggio:

congratulazioni nonno vince a te e ai tuoi figli,e l'augurio che venga su un campione benvenuto jacopo.


Rispondi: Fly Lemon
Risposta del: 30 June 2008 10:49:34
Messaggio:

Auguri al nuovo Nonno ed ai freschi genitori anche da parte mia... E speriamo che prenda dal nonno le "giuste doti".

Ciao

Luca


Rispondi: fefede
Risposta del: 30 June 2008 10:51:34
Messaggio:

Congratulazioni a tutta la famiglia !!!


Rispondi: soprano
Risposta del: 30 June 2008 11:11:33
Messaggio:

complimenti e tantissimi auguri


Rispondi: Natale
Risposta del: 30 June 2008 20:55:45
Messaggio:

E vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii... Nonno quante volte?
Auguroni Vincenzo.
Preparagli un bel triciclo da corsa, poi man mano passi ai mezzi più spinti.


Rispondi: Caligola
Risposta del: 30 June 2008 20:58:21
Messaggio:

Vincenzo Auguroni anche da parte mia.


Rispondi: macovince
Risposta del: 30 June 2008 22:17:34
Messaggio:

Eeeeee....sì, per ampliare l'albero genealogico della famiglia, questo ci voleva.

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Rispondi: ermodifica
Risposta del: 30 June 2008 22:49:50
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auguri nonno vincenzo
benvenuto jacopo.


Rispondi: omero
Risposta del: 01 July 2008 17:29:41
Messaggio:

Congratulazioni al nonno (e a tutti)! Quì bisogna costruirgli un "Biroccio"!!


Rispondi: danilobe
Risposta del: 02 July 2008 08:08:32
Messaggio:

Vincenzo,
vista la precocità dei giovani d’oggi, fossi in te, tirerei giù l’albero motore con bielle e pistoni che è li che gira già da un sacco di tempo (chissà in che stato sono le bronzine!!) e ci costruirei intorno un “prototipo”, tanto per non farti cogliere impreparato....

Congratulazioni vivissime!!


Rispondi: macovince
Risposta del: 02 July 2008 16:58:01
Messaggio:

Grazie di cuore.
La nascita di un bambino è sempre una gran gioia che desideri condividere con gli altri, se poi è maschio e dal cognome DOC...tanto meglio


Rispondi: macovince
Risposta del: 07 July 2008 21:56:56
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da danilobe

Vincenzo,
vista la precocità dei giovani d’oggi, fossi in te, tirerei giù l’albero motore con bielle e pistoni che è li che gira già da un sacco di tempo (chissà in che stato sono le bronzine!!) e ci costruirei intorno un “prototipo”, tanto per non farti cogliere impreparato....


Certo che bisognerà insegnargli presto a sporcarsi le mani...che non prenda esempio da suo padre che con un cacciavite in mano sembra dica: "dove lo metto?"


Rispondi: macovince
Risposta del: 11 August 2008 21:21:44
Messaggio:

Trasferta in Trentino a trovare il secondo arrivato, Jacopo, guance sode, pancia piena...e i nonni contenti

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Rispondi: Andrea
Risposta del: 11 August 2008 21:35:22
Messaggio:

ma una foto con tutta la famiglia al completo (nonni, genitori e nipoti) l'abbiamo?


Rispondi: macovince
Risposta del: 09 November 2008 09:47:35
Messaggio:

Andrea, al momento è lui il protagonista...

http://www.slide.com...





Rispondi: polverino
Risposta del: 09 November 2008 12:37:28
Messaggio:

tanti auguroni curiamo un cinquino per il diciottesimo anno ciao


Rispondi: Natale
Risposta del: 17 November 2008 21:27:46
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Trasferta in Trentino a trovare il secondo arrivato, Jacopo, guance sode, pancia piena...e i nonni contenti

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Complimenti per il pargoletto.


Rispondi: macovince
Risposta del: 18 November 2008 00:32:13
Messaggio:

Grazie Natale....i mesi passano, i nipoti crescono e i nonni imbiancano


http://www.slide.com...




Rispondi: Natale
Risposta del: 22 November 2008 14:25:37
Messaggio:

Cinquant'anni fa come oggi MACOVINCE festeggiava il suo 18simo compleanno. Auguri Vincenzo.


Rispondi: ermodifica
Risposta del: 22 November 2008 15:01:18
Messaggio:

tanti auguri vince di buon compleanno


Rispondi: macovince
Risposta del: 22 November 2008 16:26:56
Messaggio:

Ooooo... che sorpresona, grazie di cuore a Natale e Pietro.

Vorrei essere io così attento nel festeggiare gli amici, invece tra i tanti difetti che ho non memorizzo assolutamente nomi e date, per questo ho "l'agenda privata" che è mia moglie.

L'ho conosciuta solo cinquant'anni fa, peccato, gli altri 16, quelli precedenti, li ho vissuti da solo.


Rispondi: omero
Risposta del: 22 November 2008 16:30:26
Messaggio:

AUGURISSIMI Vince! Quì ci vuole champagne! o meglio spumante italiano!


Rispondi: alexsperi
Risposta del: 22 November 2008 16:32:00
Messaggio:

Mi unisco molto volentieri anche io con un semplice... AUGURI VINCENZO e altri 100 di questi 18 anni!


Rispondi: Lucio126
Risposta del: 22 November 2008 16:32:33
Messaggio:

Tanti auguri!!!


Rispondi: General182
Risposta del: 22 November 2008 18:03:09
Messaggio:

tanti auguri sinceri caro vincenzo.


Rispondi: Natale
Risposta del: 22 November 2008 18:05:49
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Ooooo... che sorpresona, grazie di cuore a Natale e Pietro.

Vorrei essere io così attento nel festeggiare gli amici, invece tra i tanti difetti che ho non memorizzo assolutamente nomi e date, per questo ho "l'agenda privata" che è mia moglie.

L'ho conosciuta solo cinquant'anni fa, peccato, gli altri 16, quelli precedenti, li ho vissuti da solo.



Vincenzo, hai commosso Pompea con quell'ultima frasepovero me,, noi è da solo 35 anni che ci conosciamo, gli altri anni non sapevo della sua esistenza.


Rispondi: macovince
Risposta del: 22 November 2008 23:43:22
Messaggio:

Siete tutti molto gentili. Grazie


Rispondi: macovince
Risposta del: 22 November 2008 23:53:31
Messaggio:

A Pompea, con il permesso di Natale.

"La mia vita l'ho vissuta in simbiosi, per metà ho condiviso le gioie ma ho sofferto solo metà dei dolori"


Rispondi: emilio1979
Risposta del: 23 November 2008 13:04:42
Messaggio:

Vincenzo, augurissimi anche se con un po di ritardo.....


Rispondi: macovince
Risposta del: 23 November 2008 20:06:36
Messaggio:

Grazie Emilio, gli auguri non hanno scadenza

PS: Mes hommages à mademoiselle Elena


Rispondi: Tony84
Risposta del: 23 November 2008 22:10:06
Messaggio:

Macovince io appena entrato ho fatto gli auguroni in chat ma magari quel giorno non li hai letti non ho pensato a questa discussione anche se in ritardo di porgo i miei + sinceri auguri di buon compleanno e per il nipotino stupendo


Rispondi: Pompea
Risposta del: 23 November 2008 22:27:58
Messaggio:

Citazione:
L'ho conosciuta solo cinquant'anni fa, peccato, gli altri 16, quelli precedenti, li ho vissuti da solo.

Citazione:
"La mia vita l'ho vissuta in simbiosi, per metà ho condiviso le gioie ma ho sofferto solo metà dei dolori"

Ciao Vincenzo,
credimi, non so esprimerti l'ammirazione che ho avuto nei confronti
di quella che hai dimostrato essere la tua concezione d'amore
fruttata dalla conoscenza di quella ragazza che oggi è tua moglie.
Ed attraverso questa tua concezione d'amore si può facilmente
dedurre la meraviglia della donna che ti ritrovi al tuo fianco,
poichè, stando insieme avete avuto modo di scoprire valori
impossibili da esprimere in parole...
E a sua volta, anche lei, inevitabilmente, sarà fortemente felice di
vivere questo sogno reale con il tuo stesso alto grado d'intensità,
quell'intensità che fa di voi due corpi ed un'anima: "l'amore".

P.S.: Mi avete fatto venire in mente un bellissimo film
dal titolo: "Al di là dei sogni".

Pompea.


Rispondi: macovince
Risposta del: 24 November 2008 10:05:37
Messaggio:

Tony, scusami ma non guardo mai la chat, comunque grazie tante


Rispondi: macovince
Risposta del: 24 November 2008 10:16:00
Messaggio:

Che dire dopo le bellissime parole di Pompea...sì, mi ritengo una persona fortunata.
Suggerirò a mia moglie il titolo del film così forse smetterà di vedere il CD de "Il lago dorato", bellissimo episodio, ma non mi vedo nei panni di "lui" rimbambito e sclerotico accudito con immenso amore dalla moglie...non ancora, per lo meno.


Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 24 November 2008 11:08:43
Messaggio:

Ohhh. Me ne accorgo solo ora e sono veramente dispiaciuto.
Rimedio subito.
AUGURI Vincenzo. Altri 100 di questi giorni. Anzi no... altri 500 di questi giorni.


Rispondi: albertoalpino
Risposta del: 24 November 2008 14:24:31
Messaggio:

Auguri "furlan" in ritardo, ma sinceri.
Mandi, Alberto


Rispondi: macovince
Risposta del: 24 November 2008 16:14:44
Messaggio:

Grazie.

Al cormonese-alpino Alberto anche l'incombenza di portare un saluto all'ex-collega e amico della Ferramenta Friulana (Tonino).


Rispondi: matteo27
Risposta del: 24 November 2008 17:26:03
Messaggio:

auguri, anche se in ritardo, sei invecchiato con 2 giorni di ritardo.


Rispondi: albertoalpino
Risposta del: 24 November 2008 19:09:32
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Grazie.

Al cormonese-alpino Alberto anche l'incombenza di portare un saluto all'ex-collega e amico della Ferramenta Friulana (Tonino).




Sarà fatto quanto prima


Rispondi: albertoalpino
Risposta del: 01 December 2008 15:23:24
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Grazie.

Al cormonese-alpino Alberto anche l'incombenza di portare un saluto all'ex-collega e amico della Ferramenta Friulana (Tonino).




Missione compiuta - Tonino ringrazia e ricambia
Ciao Alberto


Rispondi: albertoalpino
Risposta del: 04 February 2009 13:10:08
Messaggio:

Macovince, se ci sei (Villesse 1977) batti un colpo
Mandi Alberto

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Rispondi: macovince
Risposta del: 04 February 2009 15:24:16
Messaggio:

Da quello che vedo nella prima foto dovrebbe essere la mia Porsche 911 ridipinta e venduta ad un amico monfalconese...io già non c'ero più

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Rispondi: Nick85
Risposta del: 04 February 2009 16:21:22
Messaggio:

Cavolo, ste foto mi ricordano troppo il film di Bud Spencer e Terence Hill "Altrimenti ci arrabbiamo"...
Vabbè, ora ho detto la mia scemenza, ciao a tutti!


Rispondi: wilmuz
Risposta del: 04 February 2009 16:25:51
Messaggio:

Che dire? Complimenti..


Rispondi: macovince
Risposta del: 16 August 2009 22:22:29
Messaggio:

Non sono 50 anni, più esattamente 48 trascorsi da quando da fidanzatini in compagnia dei miei genitori siamo andati a vedere questa autentica perla del Trentino, ora ci siamo ritornati...ed è sempre lì, stupendo come allora...

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Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 19 August 2009 16:46:39
Messaggio:

Lago di Carezza?


Rispondi: macovince
Risposta del: 19 August 2009 19:14:51
Messaggio:

YES. Lei ha vinto un sacchetto di patatine Pai da ritirare a Cervignano del Friuli


Rispondi: giorgiogs
Risposta del: 19 August 2009 19:25:42
Messaggio:

vincenzo leggere i tuoi racconti vissuti un emozione unica


grazie

ciao ciao giorgio


Rispondi: macovince
Risposta del: 19 August 2009 20:41:27
Messaggio:

...io li rivivrei tutti


Rispondi: Nick85
Risposta del: 19 August 2009 20:52:00
Messaggio:

cavolo che bel posto, ci voglio andare! Si può fare il bagno o è pericoloso?


Rispondi: macovince
Risposta del: 19 August 2009 21:11:24
Messaggio:

A 1534 mt.con una temperatura massima dell'acqua in agosto di 13° forse è sconsigliabile fare il bagno, comunque se il paradiso è così merita andarci...!!! www.suedtirol-it.com...

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Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 19 August 2009 21:31:17
Messaggio:

Sono andato a vederlo qualche anno fa e l'ho riconosciuto subito. E' veramente splendido.
Prepara il sacchetto di patatine. Arrivoooooo...


Rispondi: mimmo-anna2002
Risposta del: 19 August 2009 21:53:44
Messaggio:

Che meraviglia, da anche ( me) un profondo senso di pace, come tutta la montagna d'altronde.
Spero un giorno di poterlo andare a vedere; da Trento è molto distante?
Ho lì qualche cliente e chissà mai che qualche volta, dopo visita clienti, ci aggiungo visita a paradiso??


Rispondi: Nick85
Risposta del: 20 August 2009 08:40:57
Messaggio:

Ok, ci può stare un giro allora, il bagno lo lasceremo fare ai russi che tanto non hanno paura delle acque gelide!


Rispondi: Nicolicchio
Risposta del: 20 August 2009 09:52:54
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da mimmo-anna2002

da Trento è molto distante?



Da Trento prendi l'autostada del Brennero e sali versi Bolzano (60 km di autostrada). Esci a Bolzano Nord e segui le indicazioni per la Val D'Ega e passo di Costalunga (altri 25 km e sei al lago). In un'oretta abbondante ci arrivi.


Rispondi: mimmo-anna2002
Risposta del: 20 August 2009 15:03:27
Messaggio:

Ciao Nicolicchio, grazie della dritta; proverò a farci stare questa visita la prossima volta che sono a Trento.


Rispondi: MATTEO500D
Risposta del: 12 February 2010 12:40:31
Messaggio:

E' bellissimoooooo dovevamo andarci questo Natale, visto che sono stato in Trentino ed esattamente a Rovereto a trovare mia sorella e mio cognato che si sono stabiliti li ma appunto per le basse temperature abbiamo desistito ed in ogni caso avremmo trovato il lago ghiacciato vediamo se riesco a farci una scappata in estate.


Rispondi: macovince
Risposta del: 12 February 2010 16:37:04
Messaggio:

Essendo chiuso tra una fitta vegetazione è da preferirsi l'estate per godere di un po' di frescura, d'inverno forse e meglio vederlo in fotografia


Rispondi: Nick85
Risposta del: 12 February 2010 17:02:49
Messaggio:

ragazzi, organizziamo un giro per maggio/giugno?


Rispondi: RaymondHurry
Risposta del: 22 July 2010 15:25:54
Messaggio:

Sono rimasto letteralmente incantato da questo splendido spaccato di anni di vita, in nome della sincera passione e dei fondamentali valori morali, vissuta dapprima da un giovanissimo Vincenzo, poi narrata da un uomo sempre schietto che sa continuamente rinnovare i ricordi, riportandoli alla luce vividi come se fossero di mezz'ora fa.
Grazie, Macovince, dal più profondo del cuore.


Rispondi: mignolina
Risposta del: 22 July 2010 15:51:37
Messaggio:

Veramente bello sono tornato indietro nel tempo


Rispondi: macovince
Risposta del: 22 July 2010 22:36:07
Messaggio:

Grazie a voi....i ricordi sono tali per chi li ha vissuti ma possono essere esempi di vita positivi e negativi per chi vivrà.
I miei racconti sono attimi di nostalgia ma anche di emozioni vere rivissuti attorno ad un focolare multimediale in compagnia di tanti nipoti web-dipendenti.
Se sono riuscito a catalizzare l'attenzione di giovani e "grandi" mi fa immensamente piacere.


Rispondi: Heavymetal 500
Risposta del: 25 July 2010 20:32:43
Messaggio:

maco il piacere e' tutto nostro ancora complimenti!


Rispondi: macovince
Risposta del: 27 August 2010 19:41:14
Messaggio:

Ciao OLIVIA


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Sono trascorse poche ore e il "groppo" in gola non se ne va, non riesco a piangere ed ho un peso sul cuore che mi fa soffrire, mia moglie continua a parlarmi di te...e piange.
Eri dolcissima come solo gli animali sanno essere, sincera e affettuosa.
Dovevi accompagnarci negli anni della nostra vecchiaia perchè eri ancora giovane, eravamo noi, anzi, che ci preoccupavamo di quale poteva essere il tuo futuro senza i tuoi padroni, il tuo costante, fedele riferimento.
Poche volte in cinquant'anni ho sofferto così, sembra irriverente accomunare il dolore di una perdita per una persona cara alla perdita di un animale...ma è giusto usare questo termine che sembra quasi essere dispregiativo...e lo è quando si definisce animalesco il comportamento di certi esseri così detto "umani", ma anche gli animali hanno un'anima, sentimenti, affetti grandi, spontanei e soprattutto sinceri, ecco perchè amiamo gli animali e noi abbiamo amato Olivia come un essere superiore perchè se lo meritava così come abbiamo amato Camilla...
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...e quando è mancata, tre anni fa, abbiamo sofferto tremendamente ma c'eri tu Olivia che hai alleviato il dolore, non certo cancellato il ricordo ma con la tua presenza costante in tutte le ore della giornata ci facevi compagnia in questa grande casa semivuota dopo l'uscita dei figli ed in assenza dei nipoti eri tu la terza componente della famiglia.
Ora siamo rimasti in due, soli con il nostro dolore ed i ricordi bellissimi....mi scendono le lacrime.


Rispondi: niki500
Risposta del: 27 August 2010 20:02:16
Messaggio:

Vincenzo .. con le tue parole mi fai piangere
e al momento in cui scrivo c'e Elliot che abbaia ed aspetta per andare a fare un giro
lui ha solo un anno , e il cane della mia compagna ma ci sono affezionato che se fosse stato mio da sempre
hai ragione te a volte gli umani sono piu animaleschi


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Rispondi: General182
Risposta del: 27 August 2010 22:17:44
Messaggio:

come ti capisco caro vencenzo,la mia esperienza mi porta a dirti di prenderna subito un'altro e così che si combatte questa grande tristezza,subito un'altro cucciolo e vedrai che vi riempirà da subito di gioia.


Rispondi: Caligola
Risposta del: 27 August 2010 23:36:42
Messaggio:

Coraggio Vincenzo, cerca di essere forte e dai forza a tua moglie.
Io ti capisco benissimo, ho passato quello che state passando voi due e non era un cane ma una gatta.
Purtroppo è dura farsela passare ed il pensiero è sempre rivolto a LEI con tutti i bei momenti trascorsi insieme.
Reagisci e prendi un altro cucciolo, portalo a tua moglie e vedrai che pian piano comincera' a volergli bene ed affezionarsi.
Mi hai commosso.
Vi abbraccio.


Rispondi: Caligola
Risposta del: 28 August 2010 00:21:45
Messaggio:

Potessi tenerli li prenderei tutti..
Guarda che Amorini.



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Questo ha il musetto birbante..


Rispondi: Caligola
Risposta del: 28 August 2010 11:19:49
Messaggio:

L'amore che ti da un cane è qualcosa di meraviglioso, neanche le persone sanno amare come il cane.
E' un amico fedele, non ti tradisce mai e per il padrone si farebbero ammazzare...
E poi li chiamano animali..... abbiamo solo da imparere da loro.


Rispondi: Heavymetal 500
Risposta del: 28 August 2010 11:40:38
Messaggio:

eh la perdita di un essere vivente che ti ha dato tanto non e' facile da mandar giu'....purtroppo, come molte cose, solo il tempo fa passare lo sconforto ma i ricordi restano incancellabili....Vincenzo ti siamo vicini.


Rispondi: macovince
Risposta del: 30 August 2010 23:38:49
Messaggio:

GRAZIE per la partecipazione, il dolore ed il malessere condiviso, qualche volta, aiuta.

Va detto che per l'incompetenza e la deplorevole faciloneria di un veterinario Olivia dopo solo sette anni ci ha lasciati.


Rispondi: Caligola
Risposta del: 31 August 2010 01:18:16
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da macovince

GRAZIE per la partecipazione, il dolore ed il malessere condiviso, qualche volta, aiuta.

Va detto che per l'incompetenza e la deplorevole faciloneria di un veterinario Olivia dopo solo sette anni ci ha lasciati.



Solo 7 anni?
Pensavo 15/16...troppo prematura la morte per quella povera stella..
A volte ci fidiamo troppo dei medici e li lasciamo fare perche' siamo incompetenti e vogliamo salvare il nostro amato animale a tutti i costi.
Io pure, quando è successo alla gatta Minou, ne ho cambiati tre ma il risultato si è rivelato lo stesso.
Fatti forza amico mio, ricorda che un'altra Stella si è accesa in cielo e ti protegge da lassu'.


Rispondi: olciccio
Risposta del: 04 September 2010 20:45:42
Messaggio:

Per me è successo con Arco, un meticcio di husky e pastore tedesco, era tutto nero con delle macchie bianche sulle zampe e sulla punta della coda.
Bellissimo!, testardo, indipendente ... insomma un vero cruccio per chi voleva fare l'U.C.S. (unità cinofila da soccorso) come me.
Con lui sudavo 7 camicie per fare il più semplice esercizio ma, quando lo faceva ... che soddisfazioni!.
Un giorno si è rotto la spina dorsale saltando una rete ed ho dovuto farlo abbattere, per lui non sarebbe stato vivere, lui che era forte e vigoroso non avrebbe accettato.
Ho pianto come non mai e, ho sofferto.
Da qual giorno ho avuto altri due cani ma, non son più riuscito a fare l'UCS ... ho sofferto troppo.
Da allora non ho più pianto e, sono passati 10 anni ormai ma, il suo ricordo è ancora forte e davanti a me, per esempio in questo momento di fronte a me ho ancora una sua fotografia formato poster che non ho mai voluto togliere.
Mi ha insegnato molto, è stato testardo all'impossibile ma, non lo avrei voluto diverso!.
E' stato unico!


Rispondi: Caligola
Risposta del: 04 September 2010 23:43:31
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da olciccio

Per me è successo con Arco, un meticcio di husky e pastore tedesco, era tutto nero con delle macchie bianche sulle zampe e sulla punta della coda.
Bellissimo!, testardo, indipendente ... insomma un vero cruccio per chi voleva fare l'U.C.S. (unità cinofila da soccorso) come me.
Con lui sudavo 7 camicie per fare il più semplice esercizio ma, quando lo faceva ... che soddisfazioni!.
Un giorno si è rotto la spina dorsale saltando una rete ed ho dovuto farlo abbattere, per lui non sarebbe stato vivere, lui che era forte e vigoroso non avrebbe accettato.
Ho pianto come non mai e, ho sofferto.
Da qual giorno ho avuto altri due cani ma, non son più riuscito a fare l'UCS ... ho sofferto troppo.
Da allora non ho più pianto e, sono passati 10 anni ormai ma, il suo ricordo è ancora forte e davanti a me, per esempio in questo momento di fronte a me ho ancora una sua fotografia formato poster che non ho mai voluto togliere.
Mi ha insegnato molto, è stato testardo all'impossibile ma, non lo avrei voluto diverso!.
E' stato unico!




Grande Olciccio !!!
Sapessi come vorrei un cane... specialmente questo periodo nero come la pece..
Sono solo, non ho amici, la donna mi ha lasciato, sono a piedi, ho una gatta che è lunatica e non mi considera...mangia, dorme e perde un mare di peli dovendo stare tutto il giorno con l'aspirapolvere in mano.
Sto valutando sempre di piu' di andare al canile e prendere un cucciolo meticcio, ce ne sono diversi uno piu bello dell'altro..
Pero' ho paura..... se mi capitasse qualcosa, chi lo accudisce?
Se per esempio dovessi partire 3/4 giorni, come faccio.... da una parte è bello stare da soli ma dall'altra no.
Al supermercato non lo fanno entrare, in spiaggia nemmeno, se gli scappa un bisogno per strada e non te ne accorgi, ti fanno 100 euro di multa.. non puo' entrare in una pizzeria o ristorante...
Parlano tanto di non abbandonare gli animali nel periodo estivo, dunque chi ha un cane è un emarginato??


Rispondi: olciccio
Risposta del: 05 September 2010 00:30:39
Messaggio:

Guarda ... sul solo ... quasi quasi mi ci vedo nella tua descrizione.
Per il cane, il mio di adesso l'ho preso al canile e, è il più buono che abbia mai avuto ma ... non va daccordo con i gatti .
Se hai una gatta ... lascia perdere perchè o lo prendi piccolino (appena nato) e allora si abituano altrimenti ... li lasci la mattina e, al rientro a casa non trovi più nulla.
La taglia inevitabilmente dovrebbe essere tipo carlino ... ma ... a me personalmente piacciono solo grossi quindi ... valuta bene
Quello che ho adesso pesa 50 kg ..


Rispondi: Caligola
Risposta del: 05 September 2010 02:14:38
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da olciccio

Guarda ... sul solo ... quasi quasi mi ci vedo nella tua descrizione.
Per il cane, il mio di adesso l'ho preso al canile e, è il più buono che abbia mai avuto ma ... non va daccordo con i gatti .
Se hai una gatta ... lascia perdere perchè o lo prendi piccolino (appena nato) e allora si abituano altrimenti ... li lasci la mattina e, al rientro a casa non trovi più nulla.
La taglia inevitabilmente dovrebbe essere tipo carlino ... ma ... a me personalmente piacciono solo grossi quindi ... valuta bene
Quello che ho adesso pesa 50 kg ..

50 Kg ???
Sicuro che si tratta di un cane??



Rispondi: olciccio
Risposta del: 05 September 2010 11:46:48
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da Caligola

Citazione:
Originariamente inviato da olciccio

Guarda ... sul solo ... quasi quasi mi ci vedo nella tua descrizione.
Per il cane, il mio di adesso l'ho preso al canile e, è il più buono che abbia mai avuto ma ... non va daccordo con i gatti .
Se hai una gatta ... lascia perdere perchè o lo prendi piccolino (appena nato) e allora si abituano altrimenti ... li lasci la mattina e, al rientro a casa non trovi più nulla.
La taglia inevitabilmente dovrebbe essere tipo carlino ... ma ... a me personalmente piacciono solo grossi quindi ... valuta bene
Quello che ho adesso pesa 50 kg ..

50 Kg ???
Sicuro che si tratta di un cane??






Si ma è mansueto, è un meticcio con incrocio Labrador e Rottweille.
Al contrario dei luoghi comuni i rottweiller sono molto buoni e dolci, certo è che, hanno il senso della proprietà e sono molto gelosi dei padroni ... il mio non mi lascia avvicinare le ragazze ...


Rispondi: Caligola
Risposta del: 06 September 2010 12:24:26
Messaggio:

Citazione:
Originariamente inviato da olciccio

Citazione:
Originariamente inviato da Caligola

Citazione:
Originariamente inviato da olciccio

Guarda ... sul solo ... quasi quasi mi ci vedo nella tua descrizione.
Per il cane, il mio di adesso l'ho preso al canile e, è il più buono che abbia mai avuto ma ... non va daccordo con i gatti .
Se hai una gatta ... lascia perdere perchè o lo prendi piccolino (appena nato) e allora si abituano altrimenti ... li lasci la mattina e, al rientro a casa non trovi più nulla.
La taglia inevitabilmente dovrebbe essere tipo carlino ... ma ... a me personalmente piacciono solo grossi quindi ... valuta bene
Quello che ho adesso pesa 50 kg ..

50 Kg ???
Sicuro che si tratta di un cane??






Si ma è mansueto, è un meticcio con incrocio Labrador e Rottweille.
Al contrario dei luoghi comuni i rottweiller sono molto buoni e dolci, certo è che, hanno il senso della proprietà e sono molto gelosi dei padroni ... il mio non mi lascia avvicinare le ragazze ...



Deve lasciarti avvicinare solo ragazze e ringhiare ai maschi.


Rispondi: macovince
Risposta del: 04 October 2010 18:10:41
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Certo che mai avrei pensato che questo topic arrivasse a 20.000 contatti... potenza del mezzo informatico


Rispondi: abebabe
Risposta del: 02 November 2010 19:07:01
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Il mio caro amico Marco aveva un papà geniale (anche fisicamente assomigliava a DOC di ritorno al futuro con bei capelli bianchi)e aveva costruito anche lui un go kart con il motore ISO e correva in autostrada non ancora aperta la pubblico..che bei ricordi!!!!


Rispondi: macovince
Risposta del: 15 May 2011 11:42:35
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Citazione:
Originariamente inviato da Natale

Vogliamo vedere le foto del vostro incontro.


Ci son voluti ancora un paio ma dopo 38 anni ci siamo finalmente rivisti e dove poteva avvenire se non al "Concorso d'eleganza" di auto storiche di Trieste, in Piazza Unità d'Italia, tutto in tema anche con i 150 anni dell'Unità d'Italia
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Che dire? E' stata una piacevolissima giornata, una forte emozione ed un' occasione per tanti simpatici ricordi
http://www.cinquino.... .


Rispondi: Natale
Risposta del: 15 May 2011 20:34:43
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Dopo 38 anni vi siete rivisti? praticamente... una vita. Una forte emozione, non c'è che dire. Io pure ultimamente sono alla ricerca di alcuni amici e colleghi che non vedo da decenni, su facebook ne ho già rintracciati alcuni.


Rispondi: macovince
Risposta del: 15 May 2011 21:00:20
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Quando l'amicizia è vera non sono gli anni che cancellano i ricordi,la simpatia,la stima...è come rivivere una piccola parte del tuo passato e i capelli bianchi non segnano il tempo ma suggellano un rapporto.


Rispondi: adriano.casoni
Risposta del: 16 May 2011 06:05:59
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Citazione:
Originariamente inviato da macovince

Quando l'amicizia è vera non sono gli anni che cancellano i ricordi,la simpatia,la stima...è come rivivere una piccola parte del tuo passato e i capelli bianchi non segnano il tempo ma suggellano un rapporto.

-------Quanto è vero ciò che dici macovince! Pensa che grazie appunto alla potenza di questo mezzo di cui disponiamo oggi:il compiuter ed alla ostinazione di uno di noi ,dopo ben50 anni,tutti i 18 (eravamo in 20) ma due purtroppo mancano all'appello,componenti la 5^ A ITI meccanici,ci siamo ritrovati e festeggeremo i 50 anni del diploma dal 1961,il giorno 4-6-2011.Non so esprimere la felicità e la gioia del nostro incontro,ore ed ore a rinvangare il bellissimo periodo della scuola poi le innumertevoli vicissitudini ed esperienze che ognuno di noi ha incontrato e vissuto personalmente durante questi 50 anni di ....latitanza per il mondo.Ora ,ognuno di noi ha consegnato un suo memoriale "all'ostinato" il quale provvederà a racchiuderle in un libro insieme alle foto e ai ricordi in comune della scuola, con le foto degli insegnanti e,perfino ,del vecchio bidello,e la cronistoria,sempre accompagnata da numerose foto, conservata e ritrovata dal cronista dopo questo periodo,della gita pre-diploma fatta in Svizzera.una copia del libro sarà consegnata ad ognuno di noi ed alla famiglia dei mancanti.Adriano.

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Rispondi: adriano.casoni
Risposta del: 16 May 2011 06:12:17
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qui eravamo in terza


Rispondi: macovince
Risposta del: 21 November 2011 21:33:22
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Abbiamo deciso di non far trascorrere altri 38 anni e allora l'amico Danilo è venuto a farmi visita recentemente con una delle due sue bellissime X1/9.

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Devo dire che nella prova su strada, dopo gli ultimi "aggiornamenti" mi ha fatto rivivere le sensazioni kartistiche di un tempo, fondoschiena sensibile grazie ad un assetto stupendo, piedino destro intimorito dalla progressione e dal rombo del motore, insomma malgrado le contorsioni lombari per sgusciare da quel abitacolo è stato un piacere immenso.
Non da meno godere dell'amicizia di Danilo, di poche parole...ma neanche tanto poche, sussurrate a bassa voce come si conviene a chi tiene più ai fatti concreti che alle affermazioni urlate, poliedrico nei suoi interessi ma...sempre di elettronica e di meccanica raffinata si tratta.
Dove lo trovi uno che mette le mani in un cambio Bacci...

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...con la stessa disinvoltura con cui ti rigenera un carburatore danneggiato...

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...o ti cambia il quadro strumenti in questo modo...

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...ti fresa le sedi valvole con questa accuratezza...

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..e ti costruisce una accensione elettronica personalizzata

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Grande Danilo !!!




Rispondi: Heavymetal 500
Risposta del: 21 November 2011 21:47:21
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si davvero grande!con qualche sua vecchia indicazione sui post ho dato il via a qualche mio smanettamento malato gliene sono grato


Rispondi: Tony84
Risposta del: 21 November 2011 21:55:16
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Grande Danilo spero che ritorni iperattivo sul forum come lo era prima, il suo aiuto nel settore elettronico ci manca ..Mi complimento con lui per la sua splendida X1/9 fantastica auto ..


Rispondi: deltonerally
Risposta del: 04 December 2011 21:44:29
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Ciao Macovince,bellissima discussione ,letta tutta di botto..............se vai nella sezione altre veture sto allestendo un corsa gsi da terra,mi ricordo di un gara a Villesse,forse una delle ultime ,primi anni 80,a essere state organizzate,dove con mio papà siamo andato a vedere Armando Ferencich con la sua 600 con motore derivato dal 124 abarth,con iniezione meccanica,accensione elettronica ,cambio del fulvia e musone in vetroresina con le sospensioni anteriori derivate da 1 vettura formula,un macchinone ancora oggi..............................,in una manche ha vinto un porsche con 50mt al secondo...chissa se quell'esperienza mi ha segnato,direi propio di si,che bei ricordi,che belle gare,dove con passione e amore si poteva ancora dire la propia in mezzo al gruppone,ecco 1 foto delle varie evoluzioni della macchina

http://www.google.it...http://rallymania.forumfree.it/%3Ft%3D52900214%26st%3D15&docid=lFkCK4Xz7JD-EM&imgurl=http://image.forumfree.it/6/9/3/2/3/4/4/1296676579.jpg&w=648&h=540&ei=StvbTrzGJ7ON4gSdlKnnDw&zoom=1&iact=hc&vpx=87&vpy=139&dur=983&hovh=205&hovw=246&tx=148&ty=109&sig=107843918837880492145&page=1&tbnh=124&tbnw=139&start=0&ndsp=16&ved=1t:429,r,s


Rispondi: deltonerally
Risposta del: 04 December 2011 21:46:26
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scisate ho sbagliato a caricare la foto

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Rispondi: macovince
Risposta del: 05 December 2011 17:39:53
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Gilberto, ci siamo già sentiti, non ricordo in che occasione ma sicuramente non poteva passarmi inosservato il tuo cognome.
Ne abbiamo parlato di tuo zio che credo di aver conosciuto in occasione delle gare di kart nella ex-Jugoslavja, proprio 50 anni fa.
Anche questo sito http://www.pilotiter... lo conosco, ho avuto un breve contatto con uno dei promotori, figlio di un ex-collega autocrossista, mi pare che l'attività sia abbastanza vivace.
La preparazione dei mezzi meccanici non è certamente quella di un tempo e purtroppo prevale chi ha non solo la passione ma anche un buon sostegno economico.
A te un grande in bocca al lupo, divertiti e tienici informati sul proseguio dei lavori.


Rispondi: deltonerally
Risposta del: 05 December 2011 22:27:51
Messaggio:

Salve,mi ricordo perfettamente i ns contatti e i bei ricordi che ne sono usciti,riguardo al vivaio di macchine e piloti l'autocross è rimasto forse l'ultimo posto dove si può correre o anche solo partecipare a costi umani,nn me ne voglia nessuno,però ho visto qualche gara di campionato triveneto e anche la prova di c.italiano a Gonars e tranne qualche proto spaziale,tutto carbonio e kevlar,il livello di preparazione dei mezzi a mio avviso è più basso di quello degli anni 80,Armando che è il propietario del 600 che ho caricato le foto,aveva 1 macchina che ad averla oggi in catregoria sport farebbe invidia a molti,sia per prestazioni che per livello di preparazione,il corsa che mi sto allestendo,nn avendo problemi di omologhe ecc,lo sto facendo su con tutto quello che trovo dal rottamaio e prendendo nuovo il minimo indispensabile,farlo per correre in altre categorie è impensabile,la csai come ben saprai cercando di rendere più professionale,l'ambiente ha semplicente provveduto a distruggerlo,passando da gare degli anni 80 con 300 e più iscritti al camp italiano dove le vetture turismo erano 10 contando tutte le classi........................
se ti interessa vedere i lavori di allestimento sulla mia macchina,li trovi quì http://www.cinquino....


Rispondi: macovince
Risposta del: 06 December 2011 18:06:41
Messaggio:

Ti seguo volentieri nella preparazione della vettura ma devi ottimizzare le foto altrimenti si vede poco e male


Rispondi: macorattivi
Risposta del: 08 March 2012 07:29:32
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Visto che da alcuni giorni il mio vecchio nik non viene riconosciuto, da oggi il mio nuovo nome utente è : "macorattivi".


Rispondi: niki500
Risposta del: 08 March 2012 08:42:35
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ahahahah
allora benvenuto Sig.
Macorattivi


Rispondi: Jockerale
Risposta del: 08 March 2012 09:23:14
Messaggio:

Benvenuto Macorattivi!


Rispondi: Lunadix
Risposta del: 08 March 2012 09:26:34
Messaggio:

sarebbe meglio se cerchi di risolvere il problema di accesso invece di registrare un nuovo utente. altrimenti se ogni utent che ha un problema fa cosi triplichiamo il numero degli utenti in una settimana


Rispondi: macorattivi
Risposta del: 09 March 2012 17:49:17
Messaggio:

Diego come sai le ho tentate tutte, compatibilmente con le mie scarsissime cognizioni informatiche.
Se vieni a casa mia, ti ospito un giorno e risolviamo sicuramente la faccenda


Rispondi: macorattivi
Risposta del: 13 March 2012 21:59:52
Messaggio:

prova loggin


Cinquino.net : http://www.cinquino.net/

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